Deframmentazione cerebrale.

Volenti o nolenti, memorizziamo tutto ciò che percepiamo attraverso i sensi. Diventano ricordi che persistono per più o meno breve tempo e poi vengono accantonati e sostituiti da ricordi più recenti. Ma tutto resta lì, nella nostra mente. E’ il risultato di una recente scoperta scientifica di ricercatori giapponesi: “Neurogenesi: così i ricordi traslocano all’interno del cervello umano“.

E’ la dimostrazione scientifica di una mia vecchia idea sull’attività cerebrale e sulla memorizzazione delle informazioni. Ne accennavo, anche se i maniera molto sintetica ed ironica, in un post di 6 anni fa: “Deframmentazione cerebrale“. Lo riporto integralmente…

Deframmentazione cerebrale (21 luglio 2003)

Come tutti i bravi e diligenti internettiani sanno, o dovrebbero sapere, per tenere in ordine il nostro PC, occorre effettuare periodicamente almeno due operazioni: pulitura e deframmentazione dei dischi. Con queste semplici operazioni vengono eliminati i file temporanei ed il disco rigido riprende, o almeno dovrebbe, la originaria sequenza dei file. Ogni volta che usiamo il PC, infatti, è come se nel disco rigido si creasse uno scompiglio generale, lasciando in disordine ed alla rinfusa i vari file. E a lungo andare è come se il PC anzichè procedere lungo una strada dritta e pianeggiante, dovesse affrontare un percorso accidentato irto di buche ed ostacoli, appesantendo e ritardando la funzionalità del sistema operativo.

Con le operazioni sopra menzionate, quindi, si dovrebbe riportare pulizia e ordine. Detto questo, mi viene da pensare, per analogia, al funzionamento del cervello umano. Anche il nostro cervello è quotidianamente investito da un continuo flusso di informazioni di ogni genere. Stampa, TV, Radio ci riversano addosso un mare di notizie, dalla cronaca alla politica, allo sport, al gossip…messaggi pubblicitari, dibattiti, opinioni opinabili di opinionisti di professione, soap, fiction, telenovelas interminabili, e chi più ne ha più ne metta…

E non c’è scampo. Perfino andare a passeggio è, sotto l’apparente tranquillità, una occasione per essere ancora investiti da informazioni di ogni tipo. I cartelloni e manifesti pubblicitari, le chiacchiere ed il vociare della gente intorno, le radio accese ovunque, le insegne e le vetrine dei negozi, i rumori di strada, il traffico, tutto viene recepito e assimilato dal nostro cervello: assimilato e…memorizzato! In certi momenti ci si sente completamente frastornati. La conseguenza è che, a fine giornata, la nostra mente è carica e zeppa di informazioni inutili.

Per fortuna, molte di queste informazioni vengono eliminate, ma molte restano lì ad ingombrare la mente e rendere difficoltosa la sua normale funzione. E purtroppo non siamo dotati nemmeno di un tasto “Canc” o di un pulsante attraverso il quale accedere alle “funzionalità di sistema”. Quindi è impossibile effettuare la “deframmentazione”. A lungo andare l’accumulo di informazioni determina delle disfunzioni. Le disfunzioni più comuni riguardano la capacità mnemonica e l’apprendimento. Ma può verificarsi anche una notevole difficoltà a seguire e capire un ragionamento, a comprendere un testo scritto o ad esprimersi in maniera compiuta. Come salvaguardarsi da questi pericoli? Esiste una difesa? Io avrei una mezza idea, solo mezza…magari ne riparliamo. Qualcuno ha per caso un’altra mezza idea ??? Come sarebbe bello, a fine giornata, poter “deframmentare” il cervello !!!

Fa piacere veder confermate scientificamente le proprie intuizioni. Sono le piccole soddisfazioni della vita. Quello che, però, questa ricerca non dice è che l’opera di selezione e di archiviazione dei pensieri e delle informazioni in genere avviene in maniera del tutto autonoma ed automatica da parte del cervello. Ovvero, senza alcun intervento individuale a livello cosciente. Così come tutta l’attività cerebrale. Quello che noi chiamiamo “coscienza, livello conscio o consapevolezza” è solo l’aspetto finale del lavoro mentale; quello in cui noi prendiamo coscienza di un lavoro effettuato a livello non cosciente. Con buona pace del nostro orgoglio di “pensatori” e della nostra falsa idea di essere noi stessi, volontariamente, a decidere i nostri pensieri, le nostre azioni, i nostri comportamenti. Anche di questo ho parlato spesso, ma è un’idea difficile da digerire. Pazienza, questa ancora non l’hanno dimostrata scientificamente, ma, diamo tempo al tempo, prima o poi ci arriveranno. Anzi, credo che ci siano molto vicini, visto questo recente articolo su un’altra scoperta: “Scienziati Tel Aviv mappano inconscio“. Ci siamo quasi. Il bello verrà quando, accertata definitivamente e scientificamente la nascita dei nostri pensieri a livello inconscio, dovremo rimettere in discussione tutte le nostre conoscenze sulla mente umana e sugli effetti sul comportamento, sulle relazioni sociali, sull’organizzazione sociale. Sarà una rivoluzione devastante per le sue implicazioni. Qualcosa di simile al passaggio dalla visione tolemaica del cosmo a quella copernicana. Allora sì, ci sarà d ridere…

 

3 pensieri su “Deframmentazione cerebrale.

  1. ivy

    ti consiglio la lettura di tre libri.. te li metto in ordine di importanza data da me dopo la lettura:
    1) DAMASIO l’errore di Cartesio
    2) LAURA BOELLA Neuroetica – la morale prima della morale
    3) NEIL LEVY Neuroetica – le basi neurologiche del senso morale

    inoltre, on line non c’è ancora nulla, perchè l’argomento gira solo per conferenze, qui ad ottobre per la settimana della scienza ne ho pescata qualcuna.. le grid cells, cellule griglia. le ultime scoperte sono interessantissime.

    c’è il cognitivismo che cerca di capire il funzionamento e il destino che le informazioni subiscono, le modificazioni di queste nel nostro cervello (una specie di scatola nera) prima di uscire e riuscire quando ci servono. i cognitivisti cioè cercano di capire l’interno di questa scatola nera.

    sì giano, che vuoi, come studio sono a livelli piuttosto alti, lo ammetto. non mi serve a nulla.. anche se al processo dove mi chiedono il dolo, dovessi riuscire a dimostrare e non pagare nulla… anche se di tutta la sfilza di reati che mi imputano mi dessero soltanto uno e quello meno grave, non ci farei nulla, neanche ripetizioni pomeridiane in una scuola privata.. nessun concorso, nessun luogo pubblico, perchè basta un reato penale (che tu abbia commesso o che ti abbiano incastrato per secondi fini poco importa) sulla fedina per tagliarti fuori… e scommetto che ex maritino e compagna sarebbero felici se succedesse.. e vabbè..

    …..
    Grazie per le segnalazioni. In quanto ai cognitivisti, cercare di capire come funziona la mente è un problema che mi pongo anch’io da sempre. Lo considero fondamentale e prioritario rispetto a tutto il resto. Coraggio, alla fine avrai giustizia. Almeno lo spero e te lo auguro…:)

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  2. Per quello che ne so io però…questa dei giapponesi non è una nuova scoperta, ma si sa ormai da molto tempo…
    Ciao.:-) faraluna

    ….
    Non so, io l’ho appena vista fra le notizie Tiscali. Ma è probabile. Vedo che anche nei grandi quotidiani ogni tanto riportano vecchie notizie. Anche se di scoperte sul funzionamento cerebrale, ma anche sulla genetica, ormai se ne hanno una alla settimana.
    Meglio così…:)

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  3. issi-moro

    Giano sono uno dei tanti colpiti nel sistema celebrale un frammento di cervello morto si trova nel emisfero sinistro ed ho una lieve paresi in tutta la parte destra, con la fisioterapia si riduce la malformazione

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