Escort: l'uovo ed il pelo.

Eccezionale, non lo ha fatto nemmeno per i più gravi avvenimenti nazionali ed esteri: dedicare due puntate successive allo stesso argomento. Ma per Santoro, evidentemente, questa storia della escort barese è ben più importante di tutto il resto, merita due puntate e non è detto che non ce ne siano altre. E poi, con tutte le polemiche scatenate sui media, la puntata fa ascolti record: alla fine è questo che conta. Non parlerò della puntata di ieri, noiosa, ripetitiva, costruita sul nulla, infarcita di falso moralismo ed ossessionata da un solo tema: dimostrare le possibili implicazioni penali della vicenda delle cene a palazzo Grazioli o le feste a villa Certosa. Non c’è niente di penale e di rilevante, ma lui, Santoro, insiste nel lanciare il suo sospetto. Non si accorgono nemmeno, nella foga inquisitoria, delle palesi contraddizioni fra le affermazioni fatte dalla D’Addario, quando afferma che Berlusconi sapeva che lei era una escort e che le altre ragazze sapevano che lei sarebbe rimasta  a palazzo Grazioli per la notte, e la sua compagna di camera, Barbara la quale, durante l’intervista, dice chiaramente che solo quando è tornata in albergo, visto che divideva la stanza con la D’Addario, non vedendola tornare, ha capito che era rimasta a palazzo. Né ci si ricorda, strana amnesia, di una dichiarazione fatta dalla stessa D’Addario in una intervista, mandata in onda proprio nella precedente puntata di Annozero, in cui la escort diceva che Tarantini l’aveva presentata a Berlusconi con queste parole: "Le presento un’amica". Ma anche un bambino capisce che se Berlusconi sapeva che quella ragazza era una escort, anche Tarantini sapeva che Berlusconi sapeva. E, sapendolo entrambi, non l’avrebbe presentata come un’amica, ma come una ragazza di cui si sapeva già chi era e per quale motivo fosse a palazzo Grazioli. Al massimo l’avrebbe presentata dicendo: "Le presento Patrizia". No? Si fa finta, però, di non ricordare e si prende per buona la seconda versione di Patrizia. E tanto basta.

C’è, però, un fatto curioso che avranno notato tutti coloro che hanno seguito la puntata: l’intervista, in collegamento esterno, fatta al giornalista Bernstein. Nel suo primo intervento era molto reticente ad esprimere pareri e giudizi sulla vicenda italiana, affermando di non essere a conoscenza dei fatti tanto da poterne parlare con sicurezza. Si è rimasti quasi sorpresi da tanta onestà intellettuale, merce rara in questi tempi. Nel successivo collegamento avviene una strana metamorfosi. Sembra che al posto di Bernstein ci sia un suo gemello in preda ad una crisi isterica. Si lancia, infatti, in una lunga serie di accuse ed insulti nei confronti di Berlusconi, in preda ad un evidente stato di agitazione. Tanto che lo stesso Santoro, sorpreso dalla foga di Bernstein, si chiede se, durante l’intervallo, abbia bevuto un caffè molto ristretto all’italiana. Già, cosa è successo a Bernstein che passa da un atteggiamento calmo, tranquillo e perfino restio a parlare, a diventare una specie di Di Pietro in versione USA? Qualcuno gli ha suggerito di cambiare tono? Gli hanno fatto pervenire un contratto di collaborazione con Repubblica? Si è iscritto all’IdV?  Mistero…

Da mesi ormai  portano avanti questa storia, creata ed ingigantita ad arte, con le famose dieci domande che ancora oggi sono in prima pagina su Repubblica, per tentare di mettere in crisi Berlusconi, sperare in una crisi di Governo ed in nuove elezioni. Questo è il succo della questione, orchestrata e pompata dalla "macchina da guerra" mediatica (meno gloriosa di quella di Occhetto, ma molto efficace) della sinistra militante. Tanto rumore per nulla, viene da dire. Ma per loro è un fatto gravissimo, una specie di "Watergate" italiano. Sulla inconsistenza del presunto scandalo ho già detto in "Scopo anch’io? No, tu no". Sulla strategia attuata dalla sinistra per attaccare il "nemico" e tornare al potere, ho già detto in "Mutanda rossa trionferà". Quindi, non aggiungerò altro.

Voglio, però, riportare un parere espresso di recente da Galli della Loggia in un articolo "Due o tre cose su premier e stampa", apparso sul Corriere.it. Nel pezzo si critica la denuncia fatta dal premier nei confronti di Repubblica e L’Unità. Ma conclude in maniera altrettanto critica nei confronti della stampa:

"Da questo punto di vi­sta, dunque, l’iniziativa del pre­sidente del Consiglio, accom­pagnata per giunta dalla richie­sta di un risarcimento astrono­mico, è sbagliata e riprovevole: essa ha di fatto un innegabile contenuto di intimidazione censoria verso i giornali presi di mira. Con la stessa sicurezza, pe­rò, si può dubitare fortemente che rientri tra i compiti della libera stampa l’organizzazione di interminabili, feroci campa­gne giornalistiche, non già per invocare – come sarebbe sa­crosanto – che i reati even­tualmente commessi dal presi­dente del Consiglio siano per­seguiti (dal momento che nel suo libertinismo di reati non sembra esservi almeno finora traccia), ma per chiedere di fat­to le sue dimissioni, adducen­do che egli sarebbe comun­que, per il suo stile di vita, «inadatto» a ricoprire la carica che ricopre. In una democra­zia, fino a prova contraria, de­cidere se qualunque persona è adatta o inadatta a guidare il governo, non è compito dei giornali: è compito degli elet­tori e soltanto degli elettori. Anche se la loro decisione può non piacere.".

Sullo stesso argomento, negli stessi giorni, si era espresso anche Giampiero Mughini, uno che può piacere o non piacere, polemico e poco incline agli accomodamenti, ma certo non può essre definito come berlusconiano. Ecco cosa scriveva:

"Detto questo, dall’altra parte non è che si scherzi quanto a contumelie e accuse estreme. Antonio di Pietro con la sua consueta finezza intellettuale ha parlato, a proposito del governo che ha a capo Berlusconi, di "neonazismo". A leggere gli articoli di "Repubblica" che da mesi e mesi battono sulla saga di Patrizia d’Addario e compagnia danzante, l’impressione che ne ricavi è quella di una campagna di annientamento. Uno che legga quegli articoli una sola cosa gli viene voglia di fare e subito subito, tessere la corda con cui impiccare per i piedi Berlusconi a piazzale Loreto. Il tiro di artiglieria pesante dai parte dei collaboratori del gruppo editoriale L’Espresso-Repubblica è senza misura, senza sfumature: è il tiro a segno contro un delinquente di cui ci si deve sbarazzare al più presto. Un delinquente, sia detto tra parentesi, che ha dalla sua il voto del 60 per cento degli italiani. Gente che a giudicare dagli articoli anti-Berlusconi sono una specie di razza inferiore, gente da quattro soldi, nulla di paragonabile agli Eletti e ai Virtuosissimi che ogni giorno imparano a memoria le colonne di "Repubblica". Dove Adriano Sofri, un uomo di grande intelligenza ma che ha al suo passivo l’avere scritto un gio
rno un articolo in cui veniva esaltato l’omicidio del commissario Luigi Calabresi, ha raccomandato a Berlusconi di dimettersi al più presto. Di avere l’autorità morale per fargli questa richiesta, lui su cui pende una condanna a 22 anni, Sofri ne era sicuro e stracerto. Se non è questa la Guerra dei Trent’anni.". (
Tiscali notizie).

Bene, queste considerazioni non le leggiamo su quello che gli avversari chiamano "Giornale di famiglia". Sono sul Corriere e sul portale Tiscali, di quel Soru, ex governatore della Sardegna, di sinistra, editore de L’Unità. Allora, forse sarebbe il caso di riflettere seriamente su queste affermazioni, senza lasciarsi influenzare da simpatie e condizionamenti di parte. Lo stesso Garimberti in questi giorni, a proposito delle polemiche sulla trasmissione di Santoro, mentre difende la libertà di informazione, ha detto che certi conduttori dovrebbero darsi una calmata. Beh, se anche l’alto dirigente RAI, ex giornalista di Repubblica, di sinistra, non certo berlusconiano, fa queste affermazioni, bisogna concludere che, forse, qualcuno, in TV e sulla stampa, sta davvero esagerando.

Farò solo una considerazione su questa vicenda. Non hanno niente di concreto in mano, ma tanto sbraitano che sembra davvero che sia un caso gravissimo e che loro abbiano scoperto chissà quali segreti e loschi affari di Stato. Insomma, per dirla con una metafora, da mesi annunciano al mondo di aver trovato il pelo nell’uovo: ma senza avere il pelo e nemmeno l’uovo.

5 pensieri su “Escort: l'uovo ed il pelo.

  1. Hai ragione quasi su tutto. Ma c’è da dire che ad ingigantire la questione ha contribuito parecchio l’atteggiamento di Berlusconi che, se non aveva nulla da nascondere, poteva limitarsi a dire la verità subito lasciando a bocca asciutta i livorosi contestatori. Usando invece scuse e versioni incoerenti tra di loro ha fatto il gioco di Repubblica. Tant’è che ora Repubblica ha buon gioco NON PIU’ a “chiedere di fatto le sue dimissioni” ma a chiedere semplicemente risposta a domande sulle sue stesse contraddizioni. Finito in questo cul-de-sac, s’è alzato lo scontro a livello giuridico. Secondo me è un autogol.

    …..
    Certo è che non è una bella storia. Credo che Berlusconi stia cominciando a risentire il peso di 15 anni di attacchi continui e quotidiani, dagli avversari politici, dalla magistratura, dai quotidiani, dalla TV, dalla satira. E’ già incredibile che, nonostante tutto, sia ancora al suo posto. Questo è già un punto a suo favore. Una simile campagna avrebbe distrutto chiunque, molto prima. Ecco perché, a questo punto, anche un errore di valutazione e di reazione, è quasi scontato. Grazie, buona giornata…

    "Mi piace"

  2. tutta italia ferma e fissa, tutta orecchi a sentir parlare la bionda meretrice…
    in tutti i programmi, i giornali..
    ma dai… che mondo!

    …..
    Sì, Ivy, questo è il mondo. E Tonino Guerra diceva “Ma come si fa a non essere ottimisti?”. Io direi “Ma come si fa ad esserlo?”.

    "Mi piace"

  3. 1) Questa vicenda non ha cambiato la mia (bassa) considerazione nei confronti di Berlusconi né nei confronti della politica (a dire il vero nemmeno l’elezione di Obama mi ha fatto cambiare idea sulla politica… sarò un inguaribile apolitico?).2) Mi manca l’Anno Zero che parla dei problemi della gente: al di là della visione del programma (più o meno ristretta che sia), la trasmissione di Santoro è stata comunque in grado di rappresentare le paure della nostra società.3) Ieri una cosa buona l’ha fatta la seconda puntata della nuova stagione: mi ha fatto scoprire l’ennesimo orrore della politica italiana. La “Giovane Italia” è stata restaurata in barba alla storia del movimento mazziniano! E pensare che queste cose, quando le ho studiate a scuola, mi facevano sentire fiero di essere italiano. Oggi pensando a chi ci rappresenta, a destra a sinistra e al centro, mi viene voglia di dire: sai, vengo da Alpha Centauri (un pianeta nello stesso sistema solare sarebbe troppo vicino!).Saluti, Giano carissimo,e se hai in programma un post matematico entro il 10-12 ottobre, avvisami, trovi le istruzioni al link che sehue la firma,Gianluigi!http://sciencebackstage.blogosfere.it/2009/10/carnevale-della-matematica-primo-annuncio.htmlP.S.: scopro sulla wiki che questo orrore della nuova “Giovane Italia” è stato perpetrato altre due volte. Argh!

    …..
    Caro Gianluigi, ormai tutto è possibile, anche saccheggiare la storia per trovare spunti che compensino la carenza di idee. Post sulla matematica? Non è il mio campo, non sono un matematico, anche se mi è sempre piaciuto “giocare” con i numeri. E’ un passatempo affascinante, ma non vado oltre. Però leggerò volentieri il link proposto…non si sa mai. Buona giornata 🙂

    "Mi piace"

  4. Fiore

    Ho dovuto spiegare, sin dall’inizio ai miei figli, che escort significa :puttana cioè donna che offre il suo corpo per il sesso a pagamento. Poi loro mi hanno chiesto … ma tutte le puttane usano il cellulare e il videoregistratore quando vanno con i “clienti”? e io gli ho risposto .” no solo quelle che oltre al prezzo patuito vogliono qualcosa in più”
    -“per ricattare mamma?”
    si….. con molta probabilità……
    e il maschio
    ” mamma ma è peggio la prostituzione o il ricatto?”
    e poi ” mamma perchè gli uomini vanno con le puttane?”
    e io ” sono deboli”
    -“allora lei voleva aprofittare della debolezza di Berlusconi….. perchè non la mettono in carcere? e lasciano in pace Berlusconi…..?
    – Non sono un’elettrice di Berlusconi, e non sono neanche di sinistra…… ma se ci fossero le elezioni domani voterei Berlusconi! Se facessero un referendum :” vuoi limitare la libertà di stampa? ” voterei si!

    …..
    Certo che stiamo dando dei buoni esempi ai bambini. Fin da piccoli gli mostriamo un mondo in cui ciò che conta è ciò che si vede in TV. Infatti ne stiamo pagando le conseguenze. In quanto alla libertà di stampa, quasi quasi sarei tentato di darti ragione, se non fosse una soluzione molto rischiosa. Però, davanti a certi eccessi, si sarebbe tentati davvero di porre dei limiti. Coraggio…:)

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...