Latte in polvere…

Protesta degli allevatori nel bresciano, scaricano a terra 200 mila litri di latte:”Campi annaffiati con il latte“. Fa male vedere queste foto. E fa riflettere. Protestano perché il latte viene pagato ai produttori 28 centesimi al litro, mentre produrlo ne costa di più, 40 centesimi. Lo stesso latte lo troviamo nei negozi ad un prezzo che varia fra 1 euro e 1.30, secondo le zone: più di cinque volte il prezzo pagato al produttore. Sono gli effetti del libero mercato (così lo chiamano) e delle norme comunitarie in materia di allevamento, agricoltura e commercio dei prodotti.

La stessa inspiegabile ed ingiustificabile sproporzione fra prezzo pagato ai produttori e prezzo finale al consumatore la si riscontra in tutti i prodotti alimentari. Il ricarico sui prodotti agricoli, nel passaggio dal campo al negozio, è mediamente intorno al 500%. E nessuno ha ancora spiegato chiaramente le ragioni di questo “furto”. La ragione è che sui prodotti dell’agricoltura ci guadagnano tutti, ma chi ci guadagna di meno è proprio chi li lavora e li produce. E’ di questi giorni un’altra conferma a questa strana anomalia. Il prezzo del grano pagato ai produttori continua a calare, tanto che non è più conveniente coltivare il grano che, ricordiamolo, è uno degli elementi fondamentali ed essenziali dell’alimentazione umana. Il costo della pasta, invece, sale. Ora provate a spiegare il perché il prezzo del grano scende ed il costo della pasta sale. Mistero…

Lo stesso tipo di protesta degli allevatori bresciani è stata attuata nei giorni scorsi in Belgio, dove 450 trattori si sono dati appuntamento in un ampio terreno (vedi filmato) e lì hanno scaricato circa 4,5 milioni di litri di latte…nella polvere.

Viene naturale pensare che non passa giorno che qualcuno ci ricordi che nel mondo ci sono milioni di bambini che muoiono di fame. E noi buttiamo nella polvere il latte che potrebbe sfamarli. Ora, comunque la si voglia vedere, ci sono in questa faccenda alcuni dati certi. Sprecare milioni di litri di latte è moralmente un crimine contro l’umanità. Pagare al produttore 20 ciò che si rivende a 100 è un furto nei confronti dei produttori ed una truffa nei confronti del consumatore. Regolamentare con norme cervellotiche i limiti di produzione, imponendo delle “quote”, è come mettere dei rubinetti alle mucche; una cretinata. Tutto questo grazie alle politiche comunitarie dell’Unione europea. Circa 700 europarlamentari che stabiliscono quanto latte può produrre una mucca, quanto se ne può lavorare, stabiliscono il diametro dei piselli e la curvatura delle banane. Stabiliscono grandi aiuti economici per l’agricoltura che, nonostante miliardi di euro distribuiti spesso senza criterio, continua ad essere perennemente in crisi. C’è qualcosa che non quadra. Lo capirebbe anche l’asino di Buridano e le oche del Campidoglio.

Eppure questa Unione europea tanta osannata ha qualche pregio: accresce la nostra autostima. Sì, perché qualcuno potrebbe sentirsi inadeguato, un po’ scemotto, un tontolone. Poi vede cosa combinano gli europarlamentari e di colpo si sente meno scemo e pensa: c’è qualcuno più cretino di me.

2 pensieri su “Latte in polvere…

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