Libertà di stampa…con riserva.

Annunciata a settembre una grande manifestazione in difesa della libertà di stampa. L’idea è stata lanciata da Franceschini, il segretario a tempo del PD, ma per cercare di coinvolgere ampi strati dell’opinione pubblica, vorrebbe che ad organizzare la manifestazione fosse la FNSI e l’Ordine dei giornalisti. Il tutto nasce dopo le rivelazioni del Giornale sulle magagne giudiziarie di Dino Boffo, direttore di Avvenire, e la causa civile contro il quotidiano Repubblica. Atti gravissimi, come viene da giorni stigmatizzato da tutta una pletora di moralisti e difensori ad oltranza della libertà di stampa. Libertà sì, ma…non per tutti. Così hanno lanciato la solita raccolta di firme e una protesta di piazza. La cosa buffa sarebbe che a quella manifestazione ci andasse anche Feltri, ovviamente per difendere la libertà di stampa, anche la sua. Vorrei proprio vedere come farebbero gli altri manifestanti a negargli il diritto che rivendicano per tutta la stampa.

Ma cosa ha fatto di così grave Feltri nel pubblicare quella notizia su Boffo? Ha fatto esattamente quello che da anni continuano a fare alcuni media. Non è forse andando a curiosare negli archivi giudiziari e pubblicando le sue “scoperte” su articoli e libri che Marco Travaglio ha costruito la sua fortuna? Non sono forse questi atti giudiziari, che stranamente riguardano sempre Berlusconi, Previti, Dell’Utri ed esponenti del centro destra, che Travaglio usava per imbastire i suoi pistolotti in TV, in prima serata, davanti a milioni di telespettatori, senza che nessuno potesse nemmeno intervenire perché il bravo conduttore Santoro, subito dopo, cambiava argomento? Non è forse Repubblica che da mesi insiste con una campagna di aggressione nei confronti di Berlusconi basata non su fatti concreti, non su reati, non su sentenze giudiziarie, non su gravi indizi di colpevolezza, ma su sospetti, supposizioni, rivelazioni di escort, foto della sua villa  e valutazioni “morali” dell’operato del premier e delle sue vere o presunte avventure sessuali? Non è forse vero che hanno sempre giustificato queste rivelazioni col diritto di cronaca, la libertà di stampa ed il fatto che le notizie vanno rese pubbliche e la gente vuole sapere? Certo che è così. E allora perché se la stessa cosa la fa Feltri, una volta tanto, pubblicando non supposizioni, sospetti e dicerie, ma un decreto penale (che è un atto pubblico) per molestie (che è un reato), non va più bene e quella che era libertà di stampa diventa un disgustoso attacco personale e “killeraggio giornalistico”? E’ un caso di eccezione alla libertà di stampa o cosa?

Due giorni fa, nello spazio serale dedicato agli approfondimenti, su RAI3, il direttore Di Bella, riferendosi al caso Boffo, ha posto ripetutamente una domanda agli ospiti, chiedendo come sia possibile che si indaghi sulla vita privata dei giornalisti. Bella domanda, direttore. Ma, come ho detto spesso in passato, talvolta le domande sono più importanti delle risposte. Allora, se proprio vuole fare la domanda giusta, il nostro direttore scandalizzato dovrebbe porsi questa domanda: perchè i giornalisti, fregandosene altamente del rispetto della privacy, possono indagare sulla vita privata dei cittadini e sbattere le notizie in prima pagina, e non si può indagare sulla vita privata dei giornalisti? Anche questa mi sembra una bella domanda, caro Di Bella, o no? O forse i giornalisti non sono cittadini come gli altri? Sono cittadini di serie A? O forse, per parafrasare il famoso motto dei maiali orwelliani, “Tutti i cittadini sono uguali, ma alcuni cittadini sono più uguali degli altri“?

Beh, sono domande alle quali, forse, qualcuno dovrebbe rispondere il giorno della manifestazione. In fondo la domanda è semplicissima: la libertà di stampa vale anche per Feltri ed il Giornale, oppure vale solo per Rocco e i suoi fratelli, Jovanca e le altre, Travaglio e i suoi compari, Repubblica e i suoi cugini? Così, è una semplice curiosità, come suol dirsi, non per sapere i fatti vostri, ma per regolare i nostri.

3 pensieri su “Libertà di stampa…con riserva.

  1. ha ha ha quando anzi se diventerò un bravo filosofo e mi si vorrà tagliare le gambe andranno a pubblicare quello che c’è negli atti che mi riguarda… vero che ancora spero nella giustizia.. ma per intervento divino perchè in tribunale sto perdendo le speranze..non so.. non basterebbe per boffo dire “embè? ho sbagliato anche io?” non esiste direttore di giornale immacolato proprio perchè se uno arriva là è cmq bravo in compromessi e amicizie varie e di comodo.. non vedo lo scandalo.. se è vero, fanno bene a darla come notizia.. ma con tutti i cuori neri che ci sono in giro.. che sarà mai? inoltre uno può essere pulito senza neanche una multa soltante perchè più furbo e miglior imbroglione degli altri..

    …..
    Cara Ivy, in Italia, come sempre, la morale, la giustizia, i diritti etc…non sono mai valori assoluti: dipende. Dipende dalla persona alla quale si riferiscono. Se sono amici va tutto bene, se sono avversari allora tutto quello che fanno o dicono è sempre gravissimo, comunque. Purtroppo…

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  2. casinista buono

    GIANO la libertà è solo un pretesto, come prendere Dio quando si fa la guerra si strumentalizza tutto per avere ragione e c’è un proverbio la ragione se la da agli asini

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