Sardegna, turismo e colibatteri.

Ci siamo, comincia la stagione turistica. Tutti si affannano a decantare le bellezze della Sardegna, le sue spiagge, l’interno, le tradizioni, i prodotti locali, la gastronomia, l’ospitalità. I sardi vanno molto fieri del fatto che la loro terra sia apprezzata.
I mezzi di informazione faranno a gara nel raccontarci quotidianamente il flusso di turisti che, pur con qualche inevitabile disagio, sbarcheranno in Sardegna.
E gli stessi media ci presentano il boom turistico come un toccasana per l’economia sarda.

Così anche quest’anno milioni di turisti affolleranno le spiagge dell’isola, facendo registrare il tutto esaurito in hotels, residences, campeggi, in gran parte di proprietà di imprenditori milanesi, romani, belgi, francesi, arabi.
Se va bene, con un po’ di fortuna, alcune centinaia di sardi riusciranno a lavorare nei ristoranti e nelle varie strutture alberghiere, come camerieri, lavapiatti, addetti alle pulizie.

I beni di consumo per sfamare tanta gente vengono acquistati, in gran parte, non dai produttori locali, ma dalle varie ditte nazionali o estere ( la globalizzazione servirà pure a qualcosa, no?) che hanno il monopolio della grande distribuzione. In compenso consumeranno gran parte delle esigue risorse e scorte idriche per lavarsi ed eliminare quella fastidiosa salsedine (mi sembra giusto).

Poi, finalmente, la stagione turistica finirà.
Ed ancora gli stessi media ci diranno con grande enfasi ed evidente soddisfazione che anche quest’anno sono sbarcati nell’isola milioni di turisti. E tutti saranno felici e contenti!

Già, ma cosa resta ai sardi di tutto questo turismo?
Cosa resta? Ve lo dico io.
Resta un vasto assortimento di colibatteri, nazionali ed esteri!

4 pensieri su “Sardegna, turismo e colibatteri.

  1. Una triste realtà. Te lo dice uno che si scontra ogni giorno con la miopia di amministratori idioti che non vedono al di là del proprio mandato.Sardegna usa e getta?Potrebbe essere lo slogan della nostra regione.

    …..
    Già, una triste realtà cominciata molti anni fa e che continua tuttora. Dopo secoli e secoli, ma bisognerebbe dire millenni, di colonizzazione, siamo diventati bravi: riusciamo ad autocolonizzarci da soli. Un bel progresso. No? Coraggio…

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  2. cleide

    Vivo in una cittadina sarda con un potenziale turistico altissimo ma con un altrettanto alto tasso di disoccupazione. C’è qualcosa che mi sfugge.))

    …..
    Appunto, Cleide, come volevasi dimostrare. E se ci sono poche possibilità per chi vive in una cittadina turistica, figurati per chi vive in un piccolo paese al centro della Sardegna.
    Certo, si registra un incremento degli introiti per gli esercizi commerciali, nelle zone turistiche, ma il resto dei sardi? Coraggio…:)

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  3. Mary

    Detto così, caro Giano, la cosa è assai triste… Da lunghi anni le spiagge della Sardegna sono assalite dal turismo di massa, ma non solo. So, per esempio, che l’abusivismo dei costruttori imperversa, come è stato per anni, e l’isola spesso è invasa da incendi dolosi.
    E’ una barzelletta pensare di rivolgersi alle autorità locali… ma, adesso, con le elezioni europee, chissà….
    Come diceva quel lazzarone di Buzzanca? “Mi vien che ridere…”

    …..
    Cara Mary, sì è triste. Forse ho esagerato un po’, ma mica tanto. Tu, comunque, sei sempre la benvenuta…:)
    Ciao Gianino, coraggio.

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