Zitto e scava…

Ci mancava anche il terremoto. Decine di morti, dispersi e danni enormi. Si assiste in silenzio a queste tragedie, mentre si leggono le notizie in rete. Tutto quello che di solito costituisce materia d’informazione e riempie quotidiani, siti web e TV, svanisce. Tutta la superficialità ed inutilità di un mare di notizie troppo spesso inutili perde d’improvviso ogni valore e si torna, brutalmente, a capire il significato di ciò che è essenziale, che conta nella vita. Ci vuole un terremoto per ricordarcelo.

In queste occasioni, ma non solo, leggo i titoli e provo, come sempre, una sensazione di fastidio di fronte alle immancabili notizie d’apertura delle prime pagine. E’ un’osservazione che ho fatto spesso, talvolta con ironia, altre volte più seriamente. C’è una cosa che mi dà terribilmente fastidio in questi casi, ancor più di fronte alle tragedie: le dichiarazioni delle autorità. Le trovo inutili, di circostanza e prive di senso.

Così, per esempio, oggi in bella evidenza, oltre alle cifre della tragedia, troviamo le dichiarazioni ed i messaggi del Presidente Napolitano, del Papa e di varie personalità.

Dall’ANSA: “La solidarietà di Napolitano, del Papa e dell’Unione europea“.

“ROMA – Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, profondamente colpito dalle tragiche notizie relative al terremoto che ha colpito l’Abruzzo e le cui conseguenze sono ancora in via di doloroso accertamento, ha espresso al Presidente della Regione, al Sindaco de L’Aquila e alle altre autorità locali i suoi sentimenti di vicinanza e solidarietà.“.  Cosa vuol dire? Non intendo il senso letterale del messaggio, che è chiarissimo. Intendo il suo senso pratico, la sua utilità reale, Cosa significa e che incidenza ha nell’opera di soccorso, una dichiarazione di “vicinanza e solidarietà“? Il suo valore pratico è tendente allo zero.

Ricordo che molti anni fa era consuetudine che i Presidenti inviassero messaggi simili. Non c’era tragedia, di qualunque tipo, che non venisse riportata dai TG che, immancabilmente, riferivano che “Il Presidente della Repubblica ha inviato ai parenti delle vittime un messaggio di cordoglio“. Ed io, già allora, mi ponevo la solita domanda: a cosa serve? Non solo a cosa serve il messaggio di cordoglio, ma, soprattutto, a cosa serve che il TG lo comunichi a milioni di italiani che non sono né familiari, né parenti, né amici, né conoscenti delle vittime. E continuo ancora a chiedermelo.

Lo so, può apparire un discorso fuori luogo, specie in questa occasione, e inutilmente polemico. Ma non lo è. Perché è cercando di rispondere a questa semplice domanda che si può capire il vero significato delle cose reali, delle cose che contano e del loro giusto valore. E’ la differenza fra il dire ed il fare, fra le azioni pratiche ed i discorsi e le frasi di circostanza, fra ciò che ha un senso e ciò che non lo ha. E potremmo scoprire che tutto il nostro mondo mediatico è costituito, in gran parte, da fatti, eventi, dichiarazioni, opinioni che non hanno alcun valore reale. Tutto qui.

Mi viene in mente una vecchia storiella che circolava ai tempi della fine della guerra in Vietnam e dell’occupazione del Vietnam del sud da parte delle truppe comuniste. Allora la popolazione, per sfuggire all’occupazione, cercava di scappare attraverso l’unica via di scampo: il mare. Così si avventuravano in barche e barchette ed alcuni, come mostravano le foto dell’epoca, anche cercando di raggiungere a nuoto imbarcazioni al largo. Ed ecco la storiella. Una madre ed il suo bambino stanno nuotando verso una di queste barche. Il bambino chiede alla madre “Mamma, cos’è il comunismo?“. E la madre: “Zitto… e nuota“.

Ecco, di fronte alla tragedia del terremoto, mi verrebbe da dire: chi deve assumere decisioni le assuma, chi deve fare faccia e chi non fa taccia. A tutti coloro che lanciano messaggi di vicinanza e di solidarietà, dico che, forse, sarebbe meglio che tacessero: “Zitto… e scava…

3 pensieri su “Zitto e scava…

  1. Con tutto quello che posso aver da ridire contro questo presidente, non capisco cosa altro possono fare lui, il Pontefice o chicchessia che non sia già di competenza delle autorità locali.Ci sono stati poi presidenti e Papi che hanno “fatto”, ma in questo caso mi pare obiettivamente ingiusto rubare il lavoro ai soccorsi. Io, personalmente, sarei grato di sentire la vicinanza dell’Italia e della Chiesa, in queste occasioni…

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  2. Mary

    Hai ragione Giano, saranno anche frasi di circostanze, ma se le autorità non esprimessero il loro cordoglio per queste tragedie si potrebbe pensare che se ne fregano.
    Ed ho sempre la speranza che non sia proprio così…

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