Tutti a casa.

Mi viene in mente questo titolo di un vecchio film di Sordi sulle drammatiche vicende dei soldati italiani, completamete sbandati, dopo l’8 settembre del ’43. Mi viene in mente a proposito del dilagare della criminalità seguita all’incontrollata apertura delle frontiere europee ai paesi dell’est, all’immigrazione, pure incontrollata ed incontrollabile, dall’Africa e da altre aree del mondo. Le vicende sono diverse, ma il titolo ha un suo valore. Soprattutto oggi che, a seguito della crisi globale, ci aspetta un futuro denso di incognite e di prospettive non proprio rosee. Secondo recenti rilevamenti, solo negli ultimi mesi di gennaio e febbraio ci sono in Italia 350.000 disoccupati in più. Domanda: chi darà lavoro, casa, assistenza, ai milioni di immigrati, se anche gli italiani sono disoccupati? Chi si batte tanto per l’accoglienza e l’integrazione dovrebbe dare una risposta.

Così come dovrebbe dare una risposta al dilagare di episodi di violenza, criminalità, delinquenza comune che troppo spesso vedono come protagonisti immigrati. Di recente sono stati pubblicati dei dati sugli episodi di violenza, in particolare sulle donne. Li hanno sbandierati in modo distorto, tanto per farci credere che, in fondo, non è vero che siano gli stranieri i responsabili delle violenze quotidiane. Così tutti i media, come per tacito accordo, riferivano che “In 6 casi su 10 le violenze sono opera di italiani”. Come dire…vedete che non sono gli stranieri i più pericolosi, sono gli italiani. La domanda, come accade spesso quando si parla di informazione, è sempre la solita: ci sono o ci fanno? Eh sì, perché quei dati ci dicono esattamente il contrario. Ovvero che 6 violenze su 10 sono commesse da 60 milioni di italiani e 4 su 10 sono commesse da circa 4 milioni di stranieri. Fate voi i calcoli e vi renderete conto che la sproporzione è enorme e che, forse, è più allarmante di quanto si pensi. Significa che quasi la metà delle violenze è commessa da una esigua minoranza di circa 4 milioni di stranieri.

Ma autorevoli esonenti della politica, e della Chiesa, ci dicono che non dobbiamo preoccuparci. Anzi, dobbiamo accogliere tutti con amore, non dobbiamo discriminare lo straniero, dobbiamo favorire l’integrazione e garantire tutti i diritti umani possibili. Lo ha detto anche il Presidente della Camera Fini, di recente. Lo ha ribadito ancora una volta il Papa, durante la sua visita in Campidoglio, seguito a ruota dal sindaco Alemanno. Ce lo ripetono quotidianamente tutti i “buonisti” in servizio permanente e la stragrande maggioranza degli autorevoli opinionisti che vediamo saltare da un salotto all’altro delle TV pubbliche e private.

Bene, allora date uno sguardo a questo breve elenco di “imprese” compiute da romeni in soli 2 giorni 2; 9 e 10 marzo. L’ho preso da un commento di un certo Carlo in un post sul blog di Paolo Liguori:

(www.agi.it ed altri) – Palermo, 10 marzo – Petru Ilie Lacatus, rumeno, 20 anni, è stato arrestato a Palermo dai Carabinieri con l’accusa di aver rapinato un coetaneo. Il rapinato è stato medicato all’ospedale per le lesioni subite nel corso dell’aggressione.
(www.tele90.it) – Messina, 9 marzo – Un cittadino rumeno, Domnisoru Mihai, 30 anni, è stato arrestato a Motta Camastra dai Carabinieri della Compagnia di Taormina per lesioni. L’uomo, che è ora accusato di lesioni personali, avrebbe accoltellato un connazionale 37enne, poi ricoverato all’ospedale “San Vincenzo” e giudicato guaribile in 25 giorni.
(www.arezzonotizie.it) – Arezzo, 10 marzo – I Carabinieri della stazione di Montevarchi hanno arrestato oggi un rumeno di 24 anni, colpito da un provvedimento di arresto emesso dal Tribunale di Verona per sfruttamento della prostituzione minorile. Il giovane è stato rintracciato durante i servizi di controllo attuati sul territorio valdarnese; per lui si sono aperte le porte del carcere aretino di San Benedetto.
(www.teleradioerre.it) – Foggia, 10 marzo – In compagnia di un complice aveva appena rubato in un bar di un’area di servizio la somma di 500 euro e numerose schede telefoniche per un totale di 450 euro, e per questo motivo è stato arrestato. Si tratta di un rumeno di 19 anni, accusato di furto aggravato in concorso con un connazionale 26enne, al momento in stato di irreperibilità. Lo straniero è stato sorpreso in località “Lamaguarnieri” nella campagna tra Candela e Ascoli Satriano.
(www.larepubblica.it ed altri) – Genova, 9 marzo – “Traditi” dagli amici, cioè da immigrati, pregiudicati, senza lavoro e senza domicilio come loro, e dalla “soffiata” di un confidente della polizia. Inoltre, dalla collaborazione della gente dei vicoli di Genova. Arrestati i due rumeni (Marian Ciobanu, 19 anni, ed Alexandru Toth, 28) che in un giorno imprecisato tra il 10 ed il 15 febbraio avrebbero ammazzato a pugni e calci Angelo Peirè, 77 anni, trovato morto nel suo appartamento di via Del Campo all’inizio di marzo.
(www.agi.it ed altri) – Genova, 9 marzo – I Carabinieri del Nucleo investigativo di Genova hanno arrestato quattro persone accusate di aver simulato una rapina ed un sequestro di persona. In manette sono finiti tre ladri e ricettatori napoletani ed un autotrasportatore rumeno 31enne residente a Livorno, che il 3 dicembre aveva denunciato la rapina del suo Tir lungo la autostrada A7. Il furto fruttò la somma di 200′000,00 euro.
(www.gazzettadiparma.it ed altri) – Trapani, 9 marzo – Le iniziali promesse di un lavoro come badante, per una 20enne rumena, avevano lasciato il posto alle violenze quotidiane di una banda italo-rumena che l’aveva costretta ridotta in schiavitù e costretta a prostituirsi. Ora quell’incubo è finito: i Carabinieri di Alcamo, in provincia di Trapani, hanno arrestato tre rumeni (Neculai Bulai, 51 anni; Nicu Claudiu Bulai, 30 anni; Iulian Ilie Balan, 20 anni), ed un italiano (Vincenzo Di Franco, 54 anni). I quattro uomini sono accusati di violenza sessuale, sequestro di persona, riduzione in schiavitù e associazione per delinquere.
(www.notiziarioitaliano.it) – Lecco, 9 marzo – Un 24enne rumeno è stato arrestato per aver molestato una donna di circa 40 anni residente a Dervio, in provincia di Lecco. L’episodio giovedì scorso, su un treno della linea Colico-Lecco, ma solo oggi la Questura di Lecco lo ha reso pubblico dopo che il giudice per le indagini preliminari ha convalidato la custodia cautelare in carcere per il giovane. Il 24enne, poi arrestato e condotto al carcere di Pescarenico con l’accusa di violenza sessuale, era considerato già elemento socialmente pericoloso ed era in possesso di un foglio di via cui non aveva ottemperato.
(www.lanazione.it) – Carrara, 9 marzo – Altra rissa ed altra notte di fuoco alla Serenella di Marina di Carrara per la “guerra” in atto tra un gruppo di rumeni ed i giovani carraresi che si radunano a Marina prima della partenza per le discoteche della Versilia. Dopo una scazzottata, con lanci di bottiglie e di oggetti contundenti, cinque giovani – tra cui pare vi sia un paio di minorenni – sono finiti al Pronto soccorso.
(www.terremarsicane.it) – L’Aquila, 9 marzo – Tre arresti per spaccio nella Marsica: si tratta di A.A., 39 anni, di Tagliacozzo; di C.R., 22 anni, di Avezzano; e di M.G., 23 anni, rumeno residente ad Avezzano.
(www.apcom.it) – Padova, 9 marzo – Due rumeni sono stati arrestati a Padova con l’accusa di avere tentato di usare violenza a una connazionale 19enne. Il tentativo di stupro sarebbe avvenuto qualche giorno fa in un casolare abbandonato nei pressi della stazione ferroviaria. A sventare la violenza è stato l’intervento del fidanzato della ragazza: il giovane è stato aggredito e picchiato. I due aggressori, senza fissa dimora, avevano già precedenti contro il patrimonio.

Tutto in due soli giorni. Del resto, sono le stesse autorità romene ad affermare tranquillamente che il 40% dei delinquenti ricercati in Romania sono scappati in Italia. Non c’è che dire, abbiamo fatto un ottimo acquisto. Abbiamo allargato l’Europa pensando di europeizzare i paesi dell’est. Invece abbiamo solo europeizzato i delinquenti. E non possiamo nemmeno farci niente perché, essendo cittadini europei, hanno libertà di movimento. Specie in Italia. Già, perché il nostro buon Prodi, contrariamente a quanto hanno fatto altri paesi europei più previdenti e attenti alla difesa del proprio territorio e dei cittadini, non ha nemeno stabilito un periodo di moratoria nei confronti degli immigrati dell’est. Così, non potendo andare subito in altri stati, sono venuti tutt in Italia. Grazie Prodi. Grazie anche agli europeisti che continuano a vivere uno stato di alterazione mentale, sognando una grande Europa unita, pacifica, democratica, multietnica, multiculturale e multicriminale…

Ecco perché mi è venuto in mente quel titolo, come soluzione drastica e radicale: “Tutti a casa”. A casa loro…!

Un pensiero su “Tutti a casa.

  1. mario

    Sembra che anche i due quattordicenni di bari che hanno abusato della loro compagna dodicenne siano di nazionalità rumena. Aggiungi anche loro all’elenco. Fino a quando dovremo sopportare? Giano la misura è colma!!

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