Il mondo visto dalle mutande.

Un mondo migliore è possibile? Certo che lo è, basta cominciare a guardare il mondo per quello che è, e non per quello che ci piacerebbe che fosse. Basta attenersi alla realtà invece che sognare mondi perfetti ed inseguire irrealizzabili utopie che non tengano conto della natura umana. Basta affrontare i problemi alla radice invece che limitarsi a far finta di affrontarli girandoci intorno. Ma, stranamente, tutto facciamo meno che questo. E’ la solita considerazione che faccio davanti a questo mondo in eterna crisi; quella finanziaria ed economica è solo l’ultima e neppure la più grave, perché in qualche modo, pagandone un conto molto salato, ne usciremo fuori. Considerazioni che faccio spesso e che scrissi in questo post di due anni fa a proposito dell’ennesima strage in USA.

Il mondo visto dalle mutande.

Ennesima strage in USA. Un pazzo entra armato in un campus ed ammazza 33 persone.
Ampio risalto sui media, servizi speciali in TV ed il corrispondemte dagli USA che, commentando il fatto ai TG della RAI, presenta orgogliosamente il filmato in esclusiva, annunciando: “Sentite gli spari…“.
Parte il filmato e, per la gioia degli amanti del genere, si vedono poliziotti in azione e si sentono diversi colpi di arma da fuoco.
Godi popolo.
In tutti i servizi che ho visto in TV si pone l’accento su due fatti principali:
1) La troppa facilità, negli USA, di procurarsi le armi.
2) Il ritardo con cui la polizia ha avvertito gli studenti del pericolo.
A queste fondamentali cause della strage si aggiunge, come giusto corollario, la dichiarazione del presidente Bush il quale conferma il diritto degli americani alla detenzione di armi per difesa personale, ma ricorda che le armi non possono essere introdotte all’interno delle scuole.

Chiarissimo. Ricapitolando, la causa di tutto è la facilità di acquistare un’arma, la poca efficienza della polizia e la mancanza di controlli nelle scuole.
Tutto vero, queste sono circostanze che possono facilitare il verificarsi di una strage. Ma; e il pazzo?
Strano, ma nessuno si ricorda che la tragedia nasce dal fatto che un pazzo armato entra in una scuola e comincia a sparare.
Ma se così è, perché in pratica è così, la causa principale non sono le armi in vendita, né la prontezza della polizia nell’avvertire del pericolo.
La vera causa è l’esistenza di un pazzo in libera circolazione.
Ma nessuno sembra farci caso o ritenerla importante.
Per contro, riferiscono i corrispondenti, uno stuolo di psicologi si è precipitata nel campus per fornire assistenza agli studenti.
Questi psicologi sono come quel personaggio di uno spot televisivo di un famoso amaro; arrivano sempre quando c’è un disastro. Mai che arrivino prima per evitare che si verifichi.
Delle due l’una: o i pubblicitari pagano apposta qualcuno perché causi i disastri, oppure quell’amaro porta sfiga!

Ma torniamo alla nostra strage quotidiana.
Ci sono delle cause che determinano o favoriscono il verificarsi di questi fatti tragici. La facilità di acquisto delle armi può essere una di queste cause. Come un’altra causa può essere l’eccesso di violenza diffuso quotidianamente attraverso i media e che influenza e condiziona persone dall’equilibrio psichico instabile. Un altro fattore può essere l’eccessivo stress della vita moderna che può facilitare l’insorgere di stati mentali patologici. Se si entra nel dettaglio delle esperienze individuali si possono scoprire, inoltre, altre mille cause scatenanti.
Sì, ma una cosa è certa, ci sono dei pazzi in libera uscita.
Perché nessuno se ne preoccupa?
Perché, come in questo caso, si preferisce mettere sotto accusa la vendita di armi, che è sì un fattore, ma non è il solo e non è nemmeno il più importante, invece che chiedersi perché esistono i pazzi e cosa debba fare la società per tutelarsi dalla loro pazzia?
Già, dimenticavo, non si può. Anzi, ora che ci penso, molti anni fa, per esempio, si è deciso che i pazzi non sono pazzi, sono persone normalissime che vanno reinserite nella società, e quindi si è fatto una specie di indulto ante litteram per i pazzi. Hanno chiuso i manicomi e tutti a casa.

Sì, perché noi risolviamo sempre i problemi così, all’italiana. I manicomi sono gestiti male ed i pazienti sono trattati in maniera inumana? Invece che migliorare il trattamento e curarli in maniera decente, si chiudono i manicomi.
Troppi detenuti in carcere, sovraffollamento e problemi vari di gestione?
Invece che costruire nuovi carceri e migliorare le condizioni, fuori tutti; in 25 mila, tutti a casa.
Gli immigrati clandestini sono troppi ed i Centri provvisori di accoglienza non sono attrezzati per gestire questo enorme flusso di persone? Invece che cercare di bloccare il traffico di clandestini si vogliono chiudere i centri e dare libero accesso a tutti.
Questo è un modo di guardare la realtà vista dalle mutande; ovvero, da coglioni.

Ma ormai nessuno è più capace di guardare la realtà per quello che è. Nessuno sembra più in grado di affrontare i problemi alla radice, nell’essenza del problema.
Si preferisce girarci intorno, è più facile, meno impegnativo e non si scontenta nessuno. Non si sa mai, noi siamo quelli che “tengo famiglia...”.
Così siamo più disposti ad inventarci norme varie per tutelare malviventi, delinquenti di ogni genere e specie, ladri, truffatori, assassini, mafiosi, piuttosto che tutelare le persone perbene e oneste.
Così “Nessuno tocchi Caino...”.
Giusto, a patto che Caino non tocchi Abele.
Ma se Caino ammazza Abele e qualcuno decide non solo di toccare Caino, ma di fargli fare la fine di Abele, che succede? Probabilmente non succede niente.

Con l’aria che tira, quasi certamente nascerà un’altra associazione che difenderà questo qualcuno e si chiamerà “Nessuno tocchi chi ha toccato Caino...”.
Tutto si fa pur di evitare di guardare in faccia la realtà.
Così, per tornare alla tragedia USA, magari si metterà sotto accusa la polizia, si organizzeranno cortei per protestare contro la vendita delle armi, si accuserà Bush di essere succube degli interessi dei produttori di armi. Tutto si farà meno che chiedersi seriamente perché esistano i pazzi e cosa fare per tutelare la società dall’esplosione della follia di persone squilibrate. Preferiamo far finta che non esistano, se non quando provocano 33 morti. Ed anche in questo caso ci sarà il solito psicologo che cercherà di spiegare il gesto come conseguenza di qualche disagio. E la colpa di quel disagio, potete scommetterci, sarà…della società.

E’ lo stesso modo di risolvere i problemi che ho già accennato nel post “Decreti, decretoni e decretini“.
Invece che risolvere il problema alla radice ci si gira intorno, si adotta un nuovo decreto e così si fa finta di affrontare i problemi.
Ma c’è un aspetto che si evita accuratamente di prendere in considerazione: la natura umana.

L’uomo, nella sua complessità, la sua unicità, la sua individualità, la complessità della sua formazione culturale, l’educazione, l’indole, la personalità, tutto ciò che contribuisce, sia geneticamente, sia attraverso l’esperienza di vita, a determinarne l’individuo, a condizionarne le scelte, l’inserimento più o meno armonioso nella società e, ovviamente, le aberrazioni e le patologie psichiche.
Ma sembra che tutto ciò non debba essere preso in considerazione, se non in simposi specialistici che lasciano il tempo che trovano.
I pazzi non sono pazzi ed i terroristi non sono terroristi.
Così come gli spazzini non sono spazzini, ma operatori ecologici, i ciechi non sono ciechi, ma sono non vedenti, i disabili sono diversamente abili e le persone normali non sono solo normali, sono…normodotati!
Basta cambiare l’appellativo, con apposito decreto, ed il problema è risolto.

Facile, no? Basta un decreto ed avremo un mondo migliore, per legge.
Così come recita l’articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
E dimentichiamo che la natura umana, e la natura in generale, non si può regolamentare con un decreto.
Che ci piaccia o no, al mondo esistono i delinquenti, i cretini, i coglioni, gli imbecilli, gli stronzi e varie sottospecie.
Esistono, e tutti noi purtroppo, possiamo constatarlo quotidianamente.
Ma per qualche strano motivo, quando si tratta di adottare delle norme di interesse generale ce ne dimentichiamo. Ed immaginiamo un mondo popolato solo da persone perbene, oneste, colte, intelligenti e, ovviamente, con pari diritti, pari dignità, uguaglianza per tutti, accoglienza, tolleranza, perdono, dialogo, reinserimento sociale, pari opportunità, assistenza, commercio equosolidale, sviluppo ecocompatibile, energia pulita, raccolta differenziata, la fame nel mondo, lo scioglimento dei ghiacci polari, salva un panda, droga libera, Sanremo, la Ferrari, la Juve, il Grande fratello, Telethon, disagio sociale, espropri proletari, Anno Zero, “Noi siamo persone perbene“, onorevoli cocainomani, il vecchio compromesso storico che ora si chiama Partito democratico, “Sarò il Presidente di tutti…”, gli equidistanti a braccetto con i terroristi, i pacifisti che bruciano le bandiere di Israele e degli USA, i persiani pazzi che vogliono la bomba atomica e, naturalmente…Nessuno tocchi Caino!
Come guardare la realtà dalle mutande. Come un mondo visto…dai coglioni!

 

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