Voltaire dixit!

Si dice che anche le persone “normali” ogni tanto possano avere dei momenti di genialità, di originalità, di creatività. Così come le menti brillanti e geniali, saltuariamente, possano avere dei momenti di stupidità. Mi spiego…

Una delle citazioni più usate in rete, ma non solo, e che si trovano spessissimo in articoli, post, blog, forum, è un aforisma di Voltaire. Alcuni lo adottano, addirittura, come principio base di una visione del mondo e dei rapporti umani. Lo si trova in diverse formulazioni, ma sostanzialmente il concetto è questo: “Non condivido quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.”. Bella frase. Peccato che tutti la adottino come un assioma e nessuno si prenda la briga di spiegarla e di valutarne le conseguenze. Questa frase mi ha sempre lasciato molto perplesso. Chiunque abbia un minimo di esperienza di rapporti umani e sociali o di dialettica all’interno di consigli, comitati, assemblee, congressi et similia, sa a cosa mi riferisco. E più passa il tempo più mi rendo conto che questo aforisma sta causando dei guai incalcolabili ed è la dimostrazione che anche il grande Voltaire ha avuto i suoi bravi momenti di stupidità.

I geni possono avere dei momenti di stupidità, ma quando i concetti espressi in questi momenti di stupidità vengono accettati universalmente non come “stupidità”, ma come “verità” solo perché espresse da veri o presunti “geni”, allora diventano patrimonio comune ed acquisiscono il marchio di verità. Le conseguenze di una stupidità accettata come verità possono essere devastanti.

Ma il buon Voltaire doveva avere spesso degli improvvisi attacchi di “stupidità”. Ecco un altro splendido esempio: “Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Solo gli imbecilli son sicuri di ciò che dicono.”. Bella frase, davvero. Immagino che molti accetteranno anche questa come una verità incontrovertibile. Ma, come amo ripetere, non sempre le belle frasi sono anche vere, spesso sono solo belle. Se a quella frase avesse aggiunto solo “Ma ho qualche dubbio in proposito…”, sarebbe stata perfetta. Ma non lo ha fatto. Immagino, quindi, che, scrivendo questa frase, Voltaire fosse sicuro di ciò che affermava, altrimenti non l’avrebbe detta. Quindi ne era certo, ne era sicuro. Pertanto, se ciò che dice è vero, bisogna concludere che…chi è sicuro di ciò che dice è un imbecille, Voltaire è sicuro di ciò che dice, Voltaire è un imbecille. Non lo dico io, lo dice lo stesso Voltaire.

Non vi basta? Non siete convinti? Va bene, ecco un altro esempio, l’ultimo: “Quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa stia dicendo: questa è filosofia.”. Bella, ironica e dissacrante, specie nei confronti della categoria dei filosofi. Già, ma anche Voltaire era un filosofo. Ergo… i filosofi non sanno quello che dicono, Voltaire è un filosofo, Voltaire non sa quello che dice. Non male per un genio…

 

 

3 pensieri su “Voltaire dixit!

  1. Libero italiano

    “DEL GALILEO TRA VENTI ANNI NON NE PARLERA’ PIU’ NESSUNO”. Come definire questa affermazione di Voltaire? Stupida? Se a distanza di oltre duecento anni qualche miliardo di persone, sparse nei cinque continenti, è rimasto nell’amore del Galileo e crede e spera in Lui, faccio fatica a ritenerla geniale.

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  2. sandro

    Negli articoli, post e forum le frasi ad effetto sono ricercate anche se non comprese perchè “fa tendenza” e sono di effetto, danno la sensazione a chi le pronuncia di sentirsi democratico e tollerante ma la cosa si ferma agli intenti perchè quando si va a vedere i contenuti: il cielo ce ne scampi. In pratica è una “moda” che fa tanto “acculturato” lo scrittore, in effetti pensandoci bene è una frase senza senso alcuno, allora io la renderei più concreta pur rendendomi conto che perderebbe tutto il suo “fascino”
    Non condivido quello che dite ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo basta che vi limitiate a dirlo sottovoce in una stanza vuota.
    Sinceramente la seconda frase non mi pare molto stupida ma credo che, invece sia piena di saggezza poiché ammonisce chi non applica al suo pensiero il beneficio del dubbio dimostrandosi presuntuoso
    La terza la trasferisco ad un?altra astrazione
    Quando colui che guarda un quadro astratto non ne capisce il significato e colui che l?ha dipinto non sa cosa ha voluto rappresentare: quella è arte.
    Dai, ho voluto fare il provocatore

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  3. ahhhh voltaire disgraziato! disprezzare così la filosofia…
    giano, non riesco a passare nel tuo blog come meriterebbe… non riesco ad avere tempo.. non so come la gente ci riesce.. forse per me passa più in fretta degli altri????

    non mi piacciono gli aforismi, perchè sono slogan.. e non pensieri spiegati ma solo frasi urlate da accettare.
    la libertà di opinione è deleteria, perchè c’è parola e parola e opinione ed opinione.. voglio dire, allora se uno è per i diritti dei pedofili io devo lasciargli dire la sua? e se uno è per la guerra nucleare o per leggi dove si possono lapidare le donne accusate a torto o ragione di adulterio?
    essere politically correct può essere scorretto… anzi ingiusto.. soprattutto quando si prende posizione su una determinata questione bisogna essere in grado di spiegarne il perchè, e le conseguenze della scelta..

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