Sanremo, Bonolis e la crisi…

Paolo Bonolis, per condurre il festival di Sanremo, riceverà un compenso di un milione di euro, due miliardi di vecchie, care, rimpiante lirette. Niente di particolarmente scandaloso, è più o meno lo stesso compenso di altri conduttori che lo hanno preceduto. E poi, dice Bonolis quasi per giustificarsi, "è il mercato". Già, il mercato. Lo stesso "mercato" grazie al quale proprio di recente le agenzie stampa rilanciavano quotidianamente le notizie di una specie di asta con offerte fino a 150 milioni di euro per un calciatore, Kakà (se non sbaglio). Lo stesso mercato grazie al quale un’attrice, Nicole Kidman, qualche anno fa ricevette un compenso di 3 milioni di euro per 4 giorni 4 di "lavoro" per la realizzazione di uno spot pubblicitario per una casa di profumi francese. L’elenco degli edificanti esempi di questo "mercato" (il mercato delle vacche è più serio, il che è tutto dire) sarebbe lunghissimo. Spesso e volentieri ne ho scritto, continuando a chiedermi quale sia la logica razionale di questi compensi miliardari di calciatori, attori, cantanti, gente di spettacolo e "giornalisti" d’assalto diventati conduttori televisivi e pagati profumatamente, anche a spese nostre, come nel caso della RAI, per fare propaganda politica mascherata da informazione. Ma questa è un’altra storia.                                                                                                 

Ma la storia non siamo noi, come canta De Gregori o come direbbe Minoli. Noi siamo solo spettatori paganti di questo spettacolo osceno. No, la storia siete voi miliardari per caso (per non dire altro) che ve la suonate e ve la cantate, invocando la libertà di informazione ed il diritto ad occupare la TV in virtù di chissà quale straordinaria capacità professionale che voi, e solo voi, ritenete di possedere. La storia siete voi, veline, passaparoline, letterine, tettine all’aria e culo al vento, che ad ogni ora del giorno e della notte imperversate in TV facendo a gara a chi riesce a mostrare più carne nuda (se poi si vede anche la mutandina, quando c’è, ancora meglio) e per mostrare tettone siliconate (attente che non esplodano) guadagnate più di un minatore che lavora otto ore al giorno sotto terra o di un addetto agli altiforni delle acciaierie. Anni fa le sorelle Lecciso, invitate a Domenica In da Mara Venier, che era orgogliosissima di averle "scoperte" (ma visto che erano seminude, si erano già scoperte da sole) per fare una specie di parodia (involontaria) di balletto, della durata di un minuto circa,ricevettero un compenso di 5 milioni di lire. La Venier disse che era un compenso minimo e che meritavano di più.                                                         

La storia siete voi, canzonettari da strapazzo, incapaci di inventarvi uno straccio di melodia originale, che continuate a cantare la stessa canzone da 30 anni (basta cambiare il titolo). La storia siete voi, pallonari che per fare quello che una volta si faceva gratis e per puro divertimento, perché era un gioco, o al massimo con piccoli compensi quando diventava una professione e si giocava in grandi club, ora siete osannati come semidei, inseguiti dalle "mejo fighe" in circolazione e pagati a milionate al chilo, più del caviale e dello zafferano. La storia siete voi, venditori di fumo che spacciate per capolavoro una tela bianca tagliata da una lama, un ammasso di ferraglie saldate a caso per sculture e degli imbrattatele per artisti. La storia siete voi "bravi conduttori", talemente narcisi che paghereste voi per apparire in TV, invece vi fate pagare miliardi per annunciare un ospite o una canzone. E capiraiiiii!!!! La storia siete voi, "ospiti illustri" che vi fate pagare a peso d’oro per una semplice apparizione fugace. Qualche anno fa, sempre a Sanremo, arrivò un "illustrissimo ospite", Silvester Stallone. La sua apparizione sul palco durò, sì e no, 5 minuti. Qualche domandina scontata di rito, risposta scontata di rito e poi il clou…la conduttrice chiede a Stallone di mostrare la sua "famosa camminata". Detto, fatto. Stallone si esibisce in questa sua famosa (boh!) camminata, pochi passi sul palco, andata e ritorno. Applausi scroscianti, pubblico in delirio, conduttrice in estasi. Compenso? Circa 150 milioni di lire. Per aver fatto quatrro passi sul palco. E io pago. Poi non lamentatevi se qualcuno dice che gli italiani sono coglioni! 

Ora, sappiamo tutti che il mondo sta attraversando una crisi gravissima. Basta leggere le notizie del giorno. E’ una specie di bollettino di guerra. Fabbriche che chiudono, migliaia di lavoratori licenziati in tutto il mondo. Colossi dell’industria automobilistica che devono essere salvate con l’aiuto dello Stato. Colossi dell’industria elettronica che chiudono decine di fabbriche e licenziano decine di migliaia di dipendenti. Per restare in Italia è la peggiore crisi dagli anni ’70, quella che segnò la fine del boom economico e ci mise in ginocchio con la crisi del petrolio. Negli USA il Presidente Obama si permette addirittura di porre dei limiti ai premi degli intoccabili dirigenti di banche e grandi aziende. In tutto il mondo milioni di persone perdono il posto di lavoro e vanno incontro ad un futuro molto incerto. E da noi la situazione non è certo più tranquillizzante; migliaia di aziende piccole medie che chiudono, grandi capisaldi dell’economia che rischiano il fallimento, milioni di posti di lavoro a rischio. Ecco, ora in questo drammatico scenario inseriamo la notizia del compenso di Bonolis. Vi sembra accettabile? E’ morale? Basta dire che è la legge del mercato per giustificarlo? Io credo proprio di no. E’ uno scandalo, comunque lo si voglia vedere. E’ uno schiaffo a tutti coloro che campano, quando va bene, com 1000 euro al mese, a coloro, come ci ripetono ogni giorno, che non arrivano a fine mese, a coloro che non sanno se domani avranno il pane ed il latte per i figli. Sono "moralista" se dico questo? No, sto solo guardando in faccia la realtà. E non c’entra niente la politica di destra o di sinistra, né l’ideologia. E’ solo una questione di razionalità, di misura, di limiti all’indecenza.

L’anno scorso, ad un’asta di opere d’arte, un collezionista acquistò una copia della celebre opera di Manzoni "Merda d’artista" per la bella somma di venti milioni di lire. Una scatoletta contenente 150 grammi di merda d’artista, che sempre merda è. Niente di strano, anche in questo caso si tratta della classica legge di mercato, quella che è regolata dalla domanda e dall’offerta. Se qualcuno mette in vendita la merda e qualcuno è disposto ad acquistarla è tutto regolare: è la legge del mercato. E su questa legge noi stiamo costruendo la nostra società, la nostra cultura, la nostra economia, la nostra vita quotidiana, il nostro futuro e quello di figli e nipoti. Stiamo costruendo un futuro in cui la cultura, la verità, le idee, la morale e perfino le vite umane, il loro diritto ad esistere ed il loro valore, tutto sarà regolato sulla base delle leggi di mercato. Il mercato della merda…

 

Fa piacere vedere che oggi Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere, ribadisca esattamente quanto ho scritto ieri in questo post. "Quel milione di euro a Bonolis".

4 pensieri su “Sanremo, Bonolis e la crisi…

  1. Roberto

    A che serve dare un commento?
    Tanto quello che si scrive, purtroppo, rimane fine a se stesso.
    Io ho pagato il canone TV.
    Io non faccio più straordinari perchè è diminuito il lavoro. Speriamo solo che la mia fabbrica riesca avere quella commessa di lavoro se no diversamente…Cassa Inegrazione a rotazione.
    E sono ancora fortunato, sto’ lavorando.
    Va be’ tutto questo è pura retorica, è solo un modo di lamentarsi che possiede un semplice “nulla” quale io sono. Ma Santo Iddio, se l’uomo è vero che possiede la Ratio, ma non si vergogna un poco? La gente non ha soldi per pagare luce, acqua ecc. Non può più comperare quella o l’altra cosa al proprio figlio che va a scuola ( qualcuno di voi conosce lo sgomento che prova un bambino quando viene preso in giro da coetanei e lo fanno sentire inferiore ? )
    Insomma è uno schifo.
    Ci si lamenta ma il “potere” continua a fare quello che vuole.
    L’essere volgari non serve, ma a volte la volgarità dimunuisce il disagio di chi è stanco di vedere in un “Paese democratico” queste disparità economiche, derivanti e alimentate con “soldi pubblici” Chiedo scusa di questa lamentela, ma vedo mio figlio di 8 anni, mia figlia di 5 anni li guardo e penso che forse non sarò in grado di farli grandi. Diventeranno grandi, ma la cosa è molto differente.
    Grazie di avermi ascoltato.
    Buona fortuna a tutti, naturalmente compreso me stesso.

    ….
    Grazie a te per queste parole. Chissà che non succeda un miracolo e la gente cominci a rinsavire. Coraggio…

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  2. Anche se hai espresso con causticità il tuo disaccordo con l’amara realtà che chi ha i soldi non li sa spendere, sono pienamente d’accordo che vengono spesi malamente soldi per “merde d’artista” che comunque sempre merde sono, ma è la dura legge del mercato, della griffe che ti rifilano con uno pseudo saldo, che in realtà è un po’ tarocco, e anche perchè si vede crisi: ma i destinatari della crisi sono sempre gli stessi. Chi si compra la merda in un barattolo ha talmente tanti soldi che non li sa nemmeno gestire… Forse aiutare qualcuno?


    Già, sarebbe una buona idea. Meglio che comprare merda. Ma dicono che la legge del mercato…Coraggio…

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  3. sandro

    La storia sono loro perchè, come hai scritto alcuni post fa, gli idioti imperano e loro costituiscono il mercato. Se questa gente che richiede cachet milonari, dovesse contare su qello che consumo io della loro “arte”, sarebbero già morti di fame da un pezzo.

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