Natale: la strage degli abeti.

Siamo in piena crisi, ce lo ripetono ogni giorno ormai e ci prepariamo ad affrontare tempi molto difficili. Ci dicono che il 30% delle famiglie non arrivano a fine mese. Santoro fa una puntata su Milano che sembra diventata una favela brasiliana dove la gente vive di elemosina, di mense della caritas, assistenza e raccogliendo scarti di mercato. Eppure c’è qualcosa che non quadra. Fra poco cominceranno i festeggiamenti mediatici, riviste e TV faranno a gara a mostrarci tavole imbandite, ressa nei negozi per acquistare i regali, fare proposte allettanti per cenoni speciali, viaggi in località esotiche, luci, festoni, alberi addobbati, vetrine colorate, Babbo Natale e zampognari ad ogni angolo di strada, centri commerciali affollati di acquirenti, panettoni di ogni specie, ricchi premi e cotillons…

Bene, così, per un mesetto sparisce la crisi, la recessione, la paura del futuro incerto, la gente ricomincia ad arrivare tranquillamente a fine mese, anzi, si concede qualche spesa in più e sembriamo tutti ricchi, sani, felici e spensierati. Poi arriveranno i soliti comunicati delle associazioni che ci diranno quanto gli italiani spendono per regali, addobbi, cenoni e divertimenti vari. E saranno cifre da capogiro, quasi incredibili. Ed ecco, in attesa delle cifre complessive, un piccolo assaggio. Secondo la Coldiretti, gli italiani, solo per acquistare gli alberi di Natale spenderanno circa 140 milioni di euro. Circa 280 miliardi di vecchie lirette, euro più, euro meno, per portarsi a casa circa 6 milioni di abeti naturali di varia grandezza.

"(ANSA) – ROMA, 29 NOV – Saranno circa 6,5 mln gli alberi di Natale veri comprati quest’anno, in maggioranza italiani provenienti soprattutto da Toscana, FVG, Veneto. E i prezzi saranno sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. E’ quanto prevede la Coldiretti, secondo la quale a livello nazionale la spesa ammontera’ a circa 140 milioni di euro, per acquisti che vanno dai 15 euro fino addirittura a piu’ di 500 a seconda delle dimensioni, della varieta’ e del vaso in cui e’ riposto l’albero.".

Una vera strage di alberelli che nascono già morti. Sì, perché dopo averli tenuti un mesetto nei caldi salotti di casa a rinsecchirsi al calore dei termosifoni sempre al massimo e prepararsi alla morte, finita la buriana natalizia, a parte pochi privilegiati che verranno messi a dimora, finiranno dritti dritti nella spazzatura. Ora, comunque la si voglia rigirare, coltivare 6 milioni di alberelli per poi gettarli nelle discariche, è un’idiozia. Ma dove finiscono in questo periodo gli ambientalisti, i verdi, i naturalisti, gli amanti della natura, i difensori dell’ambiente, quelli che continuano a denunciare la deforestazione della terra? Mah, forse a Natale si prendono un periodo di ferie. Anzi, sicuramente anche loro acquisteranno il piccolo abete da tenere in salotto e addobbare con tutte le palle e palline colorate, stelle e lucine intermittenti. In tempi in cui l’Occidente sembra aver perso qualunque potere decisionale ed i politici sembrano boy scout, l’albero di Natale è rimasto l’unico ad avere le palle.

 

Come se non bastasse, ecco un’altra notiziola incoraggiante:

"ANSA) – ROMA, 29 NOV – ‘Nonostante la crisi circa il 10% dei soldi spesi per l’acquisto di prodotti alimentari finisce nella spazzatura’, denuncia la Coldiretti. Secondo i dati dell’Adoc, ammonta a 560 euro all’anno per famiglia il valore del cibo che finisce tra i rifiuti. Lo ha rivelato la Coldiretti in occasione della giornata della Colletta alimentare. Ad essere gettati nel bidone sono sopratutto gli avanzi quotidiani della tavola ma anche prodotti scaduti o andati a male. Tra i piu’ spreconi ci sono i single. ". Alla faccia della crisi…

5 pensieri su “Natale: la strage degli abeti.

  1. quando mai gli ambientalisti hanno contato qualcosa, scusa? sono una povera razza sparuta di cassandre! e parlo di quelli veri, ovviamente.
    Per quanto riguarda i generi alimentari ne sono tristemente a conoscenza ogni santo giorno, lavorando in una mensa. E’ davvero un insulto, solo di pane, tra l’altro sigillato in fette singole, quindi non toccato! ne dobbiamo buttare nel bidone dei rifiuti almeno 200 fette su un totale di 300 acquistate. Non parliamo poi di frutta e verdura. Siamo obbligati a buttare!

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  2. sandro

    Nessuno rinuncia ad una festa anche se poi deve stringere la cinghia, ma credo che poi ci sia molto fumo e poco arrosto. Mi ricordo che mia nonna mi raccontava che i poveri hanno sempre fatto finta di essere benestanti e che andavano al mercato a comprare le patate e poi ci appuntavano le antenne dell’aragosta e facevano in modo che sporgessero dalla busta e che fossero molto visibili e lungo la starda del ritorno a casa le ostentavano con orgoglio. Ricordiamoci comunque che si accede facilmente al credito che paga per te tutti i debiti precedenti permettendoti di accumulare tutto in un’unica rata. La vera recessione ancora non è arrivata, siamo solo sfiorati, tutto sommato ancora si vive bene e la gente non ne ha preso pienamente coscienza.

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  3. Ebe

    E’ più che legittimo arrabbiarsi contro l’insensatezza di questi comportamenti schizofrenici: da un lato l’invito al risparmio e dall’altro lo spreco quotidiano, scientifico e nello stesso inconsapevole di ciascuno di noi a proposito di cibo, acqua ed energia, tanto per dire i settori principali.
    Non se ne verrà fuori, tanto siamo abituati a questo. Costa troppa fatica perdere qualche comodità a vantaggio di un uso più consapevole delle risorse.

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  4. nenet

    stavo guardando proprio stasera al TG un servizio sugli alberi di quest’anno … quelli glamour, quelli più fashion, quelli coi frizzi e coi lazzi e intervistavano gente che comprava l’albero … ma dico io la cara vecchia abitudine di tirare fuori lo scotolone del Natale e fare il Presepe e l’Albero che è sempre quello da sempre? Ogni anno un albero nuovo? Per non parlare di quei mescini di alberi veri che poi fanno la fine nei cassonetti … non l’ho mai sopportato …
    mandi e buona domenica Già! Nenet
    Tiscali dice “alberi” anvedi …. 🙂

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  5. bell’articolo come al solito.
    ma stavolta debbo dire qualche cosa in più.
    ho lavorato in un vivaio…per un totale di 3 natali a vendere stelle di natale ed alberelli. In quel periodo ho cominciato anch’io a prendere contrariamente a come ero abituata in famiglia precedentemente ad addobbare un albero vero e vivo.
    verissimo che sono condannati ad una brutta morte, non si riesce se non in pochissimi casi a farli sopravvivere perchè le zolle che vengono lasciate alla base del tronco si solito rovivano irrimediabilmente l’apparato radicale, il caldo dei mesi estivi – più del calorifero per un mesetto – li condanna.
    ma per lo più non si tratta di disboscamento, ma di vivai che si dedicano alla coltivazione di questi alberelli a scopo commerciale. è come se te la prendessi con tutti i macellai perchè vendono polli di batteria.
    non è che avvicinandosi il natale un mucchio di pazzi va per boschi a tagliare indiscriminatamente alberi…no.
    andrebbe sensibilizzato il futuro di questi alberelli dopo il natale e a me sembra che qualcosa in questo senso si stia facendo.
    per quel che riguarda crisi/non crisi….neppure io farò mancare alla mia tavola un panettone, un pandoro ed un torrone…, anzi, cercherò di privilegiare i generi alimentari come omaggio natalizio ad amici e parenti, e farò in modo di regalare qualcosa ai bimbi che conosco…ma la crisi la sento durante tutto l’anno lo stesso.
    so di vivere con alcuni sprechi….con alcuni lussi che continuo a chiedermi per quanto ancora potrò permettermi (andare al cinema, comprare la maglietta firmata a mio figlio…e cosette così…) ma è anche vero che questi “lussi” mi impediscono di risparmiare…e mi chiedo se un imprevisto che mi chieda un gravoso impegno economico non potrei sostenere…senza contare che lavoro da un commercialista e ….la crisi la respiro sui fatturati in continuo calo dei clienti, tutti, senza distinzione.
    Giano, la crisi c’è…è nell’aria.
    ma per combatterla effettivamente penso che ci sia solo un modo: continuare con oculatezza a “consumare”….un po’meno di prima, certo, ma non fermarsi…altrimenti non ho idea di cosa potrebbe accadere….ben vengano quindi per natale spese per regali, pranzi e cene.
    buona domenica
    angela

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