Evoluzione della sega.

Non c’è scampo, quando meno te l’aspetti e magari pensi di aggiornarti sulle ultime news ecco all’improvviso la cover girl, possibilmente nuda o quasi. Ormai sta diventando così “normale” che non ci si fa nemmeno caso. Finirà che spunteranno anche dalla credenza della cucina. Magari prendi il barattolo del caffè, lo apri e zac…due tette in primo piano. Beh, la vita è bella perché è piena di sorprese e ogni giorno diventa una specie di uovo di Pasqua, non sai mai cosa ci trovi.

Per esempio, succede che tu entri nella casella di posta per vedere se qualche anima buona ti ha spedito un messaggio: di solito non c’è niente, nemmeno spam che almeno sarebbe un segno di considerazione. Invece niente, e se non risulti nemmeno nell’elenco di quelli a cui mandare spazzatura vuol dire che sei proprio una nullità, zero. Il che non è molto gratificante e la tua autostima finisce sotto il tappeto a far compagnia agli acari.

La casella di posta personale dovrebbe essere qualcosa di riservato e dovrebbe contenere giusto quanto necessario per usare gli strumenti della posta elettronica. Invece, per i 4/5 è occupata da banner pubblicitari e annunci vari. Passi, pazienza, bisogna rassegnarsi. Ormai la pubblicità fa parte della nostra quotidianità. Prima o poi troveranno il sistema per inviarla direttamente a casa e ti si materializzerà davanti all’improvviso come un ologramma. Prepariamoci al peggio.

Bene, fra i vari annunci presenti nella pagina della posta c’è questo: “You Tube: no alle armi”. Buona idea, penso, finalmente. Immagino che la decisione sia stata presa dopo che hanno fatto scalpore alcuni video pubblicati sul sito e che insegnavano come costruire bombe molotov o come aprire un’auto e farla partire. Tutti consigli utili. Mi incuriosisce e clicco sul titolo per leggere la notizia completa. Mi rimanda a questa pagina “Tiscali.Jack“. Letta la notizia do uno sguardo all’intera pagina. Non so cosa sia questo Jack, ma vedo un piccolo banner a destra che annuncia “Jack in edicola”. Oh, bene, si tratta di una rivista che tratta, come si legge nelle poche righe di presentazione, di tecnologia: “ Hi-tech e musica, motori e film, viaggi, moda, design. Guarda la cover, leggi il sommario e scopri che cosa ti offre questo mese in edicola la tua rivista preferita. “. Vediamo cosa propone questa rivista di tecnologia, clicco sul titolo e mi rimanda a quest’altra pagina in cui leggo, al centro, un annuncio per chi vuole abbonarsi: “Jack è il mensile che ti mostra e ti racconta tutto il bello della tecnologia, sfogliando Jack scoprirai le novità che fanno tendenza e quelle che entreranno nella vita quotidiana di domani. Abbonati subito con le offerte riservate ai navigatori!”. Non c’è dubbio, è una rivista di tecnologia. Ma subito a sinistra c’è in bella mostra la copertina della rivista che sarà in edicola a ottobre. Eccola.

 

Non male la ragazza. Non male nemmeno il titolo dell’articolo “Li voglio super“. Ovviamente parla dei telefonini di ultima generazione, ma…i più distratti potrebbero pensare ad altro. Ed è questo ormai il denominatore comune di gran parte della comunicazione: tutto deve giocare, possibilmente, sulle allusioni sessuali. Solo così si vende qualcosa. Tanto che oggi la bravura di un giornalista si misura non tanto sui contenuti degli articoli, ma sulla capacità di inventarsi titoli accattivanti. Ora chiediamoci…ma cosa c’entra la ragazza nuda con la tecnologia?

Intanto, per rispondere a questa domanda dovremmo chiarire cosa sia la tecnologia. E’ l’insieme di conoscenze scientifiche applicate alla produzione che consente di realizzare nuovi prodotti, manufatti, strumenti, apparecchiature e tutto ciò che costituisce il nostro armamentario moderno. Di fatto ha sostituito i vecchi modelli di produzione artigianali, quando tutto veniva realizzato a mano, con grande fatica e tempo. Bene, allora, considerato che da sempre le foto di ragazze nude hanno uno specifico effetto sui maschietti adulti e vaccinati, possiamo tentare di immaginare quale sia la relazione fra la tecnologia e la ragzza in copertina. Probabilmente è questa: come passare dalle vecchie e care seghe a mano alle moderne seghe elettriche; meglio ancora se ai raggi laser. No? Ho sbagliato? Pazienza, io ci ho provato.

Si scherza, si scherza, ma mica tanto…

E per finire in allegria, ecco cosa può succedere quando si vorrebbe acquistare una rivista porno, ma ci si vergogna e si cerca di mascherare una copia in mezzo a riviste scientifiche e letterarie. Da “Il dittatore dello stato libero di Bananas” del grande Woody Allen.

Ma gli anni passano, i costumi si evolvono ed oggi, forse, si cerca di mascherare una rivista letteraria fra quelle porno. E’ il progresso, bellezza…

 

 

 

 

 

6 pensieri su “Evoluzione della sega.

  1. Bellissimo e divertente questo tuo post ma…..terribilmente spalmato sulla realtà di questa società che si regge sulle tette e sulle natiche. Poi quella della sega a raggi laser è super….siamo così tecnologicamente avanzati che tra un pò godrà direttamente il cellulare….magari sarà la nuova suoneria!!!
    Complimenti
    Mauro

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  2. rita

    divertentissimo post Giano.Dobbiamo essere al passo con i tempi. Trattasi di messaggi subliminali (mi ha spiegato un pubblicitario)che collegati al prodotto, fanno scattare il desiderio dell’acquisto, a prescindere, a volte, dalla qualità del prodotto.Tranelli innocenti, giochi di parole che, a quanto pare, raggiungono lo scopo.Ti ricordi la pubblicità delle patatine fatta da Rocco Siffredi?Una banalissima patatina trasformata in simbolo del peccato(di gola)e zac, il gioco è riuscito alla perfezione. Vendite alle stelle e tanti saluti al colesterolo.

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  3. esperimento

    Ehehe 🙂 Però è una pubblicità maschilista: si presuppone che ad essere attratti dai telefonini siano solo gli uomini e/o che le donne siano un target minore.
    Oppure si può interpretare modo esattamente contrario, cioè “svilente” per l’uomo: le donne sono attratte dal telefonino, mentre i “maschi” pensano soltano alle belle ragazze.
    Insomma, quando faranno delle pubblicità, oltre ai profumi per uomini, dove ci sono dei bellissimi modelli seminudi? 😉

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  4. Mary

    Piccolo… spazio… pubblicità! Da anni siamo invasi. La pubblicità è l’anima del commercio, diceva qualcuno. Ma quando, raramente, mi capita di vedere qualche programma interessante, interrotto ogni venti minuti, non sarà elegante o da signora, ma l’anima gliela mando di tutti i colori! Tette e culi per pubblicizzare qualsiasi prodotto: auto, cellulari, assorbenti, persino la pasta.
    Ah, che nostalgia del vecchio Carosello… Tà-tà-tà-tà-taratàtà. Lo ricordi?
    Ciao Gianino

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  5. Piero P.

    E bravo Giano che peschi nella pubblicità… più normale e senza senso. Hai visto come hanno reagito le tue lettrici? Dirai che ti hanno capito e condividono il tuo stato d’animo.
    Buona giornata!

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