Alitalia: ultimo volo.

E’ fallimento. CAI si ritira, trattative interrotte, l’unica prospettiva è il fallimento dell’azienda. Nell’apprendere la notizia, come riferisce una nota ANSA, i dipendenti, riuniti in assemblea a Fiumicio, appaludono, esultano e festeggiano: “Meglio falliti che in mano ai banditi” urlano. C’è qualcosa di anomalo ed aberrante nei dipendenti che esultano per il fallimento della propria azienda. Ma forse questa è la prova che ormai si è andati ben oltre la soglia dell’umanamente comprensibile: siamo alla follia pura. Dice un vecchio adagio che a tirare troppo la corda si spezza. In questo caso non si è spezzata solo la corda, ma anche il filo del buon senso. Ho detto spesso che l’Italia è il paese di Bengodi in cui tutti rompono, ma nessuno paga. O meglio, nessuno dei responsabili paga; come al solito pagheranno tutti gli italiani. E i sindacati che faranno adesso? Mah, magari, giusto per far finta di protestare, faranno l’unica cosa che sanno fare e che fanno da 50 anni: organizzeranno uno sciopero; uno più, uno meno.

Intanto, nell’indifferenza generale, anche nel ricco nord cominciano ad addensarsi pericolose nubi di crisi; molte aziende stanno chiudendo e licenziando gli operai. Secondo notizie passate ieri sulla stampa, ma nell’indifferenza generale, ci sono quasi 300.000 posti di lavoro a rischio. Al confronto i 20.000 dipendenti Alitalia sono quisquilie. La crisi finanziaria che sta devastando l’economia mondiale è solo all’inizio e porterà gravissime conseguenze. La società distratta sembra più interessata a seguire la spazzatura televisiva ed il gossip che al proprio futuro ed a quello dei propri figli. Così, dopo anni e decenni di baldoria, di allegre gestioni, di disinvolto sperpero di denaro pubblico, di ingiustificati privilegi di categorie speciali costitute dalla “Casta delle caste”, forse sta per suonare la campanella che annuncia la fine della ricreazione. E forse qualcuno comincerà a rendersi conto che da anni continuiamo a festeggiare fra canti, balli, ricchi premi e cotillions mentre la nave affonda, come sul Titanic.

Ma quanto guadagna un pilota Alitalia? Leggilo qui: “Non fate i bamboccioni“.

8 pensieri su “Alitalia: ultimo volo.

  1. Sono così d’accordo e in sintonia con te che sembra quasi che ci siamo copiati a vicenda… sennonché sono considerazioni così elementari (non voglio offenderti, è ovvio), che mi stupisce si sia così in pochi a farle. Per inciso, gli stessi sindacati che ora hanno affondato la nave Alitalia, si stanno riunendo per Telecom, con un numero pari di dismissioni dal lavoro (in tutti i modi previsti dalla legge) e chissà in quante altre aziende. Io credo in un lavoro che serva a qualcosa, e quel che mi stupisce sempre quando sento di queste compagnie che vanno avanti a forza di numeri e statistiche pur di essere più leggere e spendibili sul mercato, è CHI FARA’ LE COSE?! Le cose non si fanno da sole, non mi interessano le statistiche fini a se stesse, io voglio che ci siano i servizi e i lavoratori che li garantiscono… e qualcuno che garantisca il lavoro a chi lo sa e lo vuole fare, mentre butti fuori chi non sa e/o non vuole farlo… Comunque, vedremo. Speriamo nel meglio possibile.

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  2. Per chi suona la campana adesso? Vogliamo deciderci a capire che i tanti decantati imprenditori italiani della cordata sono corresponsabili della mala economia italiana oppure pensiamo che solo i sindacati abbiano le loro colpe? Perchè mai centinaia di lavoratori che hanno di fronte a loro lo spettro della disoccupazione, hanno deciso comunque di opporsi ad un contratto giudicato inaccettabile?Un dubbio mi sovviene…

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  3. alitaliano

    che tranvata per il berlusca che già gongolava : i rifiuti a napoli? problema risolto ( ma dove? ci vada berlusca a vedere l’hinterland napoletano… ) Alitalia? problema risolto….adesso si che si comincia a ridere… dirà che è tutta colpa dei comunisti…

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  4. Domenico Caponi

    Confesso che sin dall’inizio della trattativa ero pronto ad accettare scommesse che sarebbe fallita per colpa della famigerata CGIL. Costoro, purtroppo, non si smentiscono mai. Ma quanto mai avrebbe la CGIL, firmato un accordo che vedeva in qualche modo impegnato il governo presiuduto dall’odiato, oltre ogni limite di decenza,Berlusconi. Suvvia! Non ci prendiamo per i fondelli. Questi sono fermi al 1948. Non hanno la minima percezione di essere ormai dei mammut anacronistici, ultimi giapponesi di una guerra perduta. Questa miopia, però, la pagheremo noi cittadini contribuenti, se è vero come è vero, che i ventimila cassintegrati di Alitalia per ben sette anni percepiranno l’ottanta per cento del loro lauto stipendio.

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  5. Fiore

    Mi piacerebbe, se veramente, per quelli dell’Alitalia, fose prevista una cassa integrazione per 7 anni, andare in piazza a scioperare perchè anche a tutti i dipendenti di tutte le fabbriche che chiudono o che hanno esuberi avessero la stesso diritto…

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  6. Signori ma lo vogliamo capire o no, che sia in un caso che nell’altro, tanto dobbiamo pagare noi?
    Nel caso ci sia una trattativa, pagheremo comunque i debiti accumulati in anni di malagestione politica e ci scaricheranno la badcompany (a noi contribuenti) mentre i capitani coraggiosi mirano alla goodcompany…
    In caso di fallimento qualcuno pegherà…ah già! Saremo sempre noi giusto?
    La CGIL, senza voler fare politica o difendere nessuno, è tra i sindacati che l’accordo l’aveva firmato…

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  7. Stratos58

    NON FALLISCE solamente Alitalia.

    FALLISCONO :

    – Airone, sotto la spada di Damocle di quasi 900 milioni di debiti.
    – il tentativo di Intesa San paolo di rientrare delle esposizioni verso Airone e Alitalia.
    – il pagamento del debito elettorale.
    – l’inconsistenza di un piano industriale per il quale si erano prodotti monopoli del traffico interno che sarebbero stati sanzionati dalla Comunità Europea.
    – il dissolversi dei crediti privilegiati di obbligazionisti. ( che non è poco per i piccoli risparmiatori )
    – lo scandaloso conflitto di interessi tra acquirenti e concessionario pubblico.

    Buona notte.

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