Ricchi e poveri.

Non parlo del famoso complesso musicale. Mi riferisco all’eterna contrapposizione fra queste due categorie. Quando entro nella pagina delle notizie Tiscali, leggo quasi sempre, in un piccolo box laterale, la “frase del giorno”. Alcune sono belle, altre meno, alcune profonde, altre banali, ma l’aforisma è la forma letteraria che preferisco. E’ concisa, semplice e diretta. In poche righe, o spesso una sola frase, esprime un concetto, un’idea, un giudizio  che altri esprimono attraverso lunghi e complicati discorsi. Quando l’aforisma riesce ad essere anche ironico può essere un capolavoro.

La frase di oggi mi è piaciuta, perché riassume quello che sostengo da tempo. Non so chi sia questa scrittrice, ma almeno questa affermazione è giusta e sacrosanta. Eccola:

I diseredati, i semplici, i cosiddetti oppressi, non sono migliori dei cosiddetti ricchi. L’idea che gli oppressi sono buoni e gli altri cattivi è un’ipocrisia totale, una menzogna.” (Melania Mazzucco, scrittrice)

Si può essere più o meno d’accordo, ma così è…

3 pensieri su “Ricchi e poveri.

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