La stampa, oh…la stampa!

Distruggiamo intere foreste per ricavarne la cellulosa che serve a fabbricare la carta per stampare giornali che riportano notizie di nessun interesse reale per i cittadini. Forse, allora, sarebbe meglio tenersi le foreste.

Perché continuo a prendermela con la stampa e con l’informazione in generale? Perché hanno l’enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e condizionare la vita sociale imponendo stili di vita e modelli da imitare. Tutti coloro che operano all’interno del sistema dell’informazione hanno una responsabilità enorme. E tuttavia sembra che non se ne rendano conto. Allora, o non l’hanno capito, oppure lo sanno benissimo e sfruttano questo potere per fini non proprio chiari. In entrambi i casi dovrebbero cambiare mestiere.

A dimostrazione di questa mia accusa, che faccio da anni, oggi sul Corriere, Sergio Romano scrive un pezzo “Il teorema smontato” che mette sotto accusa proprio la stampa, con particolare riferimento al caso Telecom. Ecco un breve stralcio:

“Esiste naturalmente una responsabilità dei mezzi d’informazione. La stampa, nel senso più largo della parola, è lo specchio che riflette i sentimenti, gli umori e le idiosincrasie della società. Ma quella italiana non si limita a registrare gli umori del Paese. In molti casi li amplifica e li rilancia. Le ragioni sono in parte antiche e in parte nuove. Là dove non esiste una netta distinzione tra stampa d’informazione e stampa popolare, il giornale è spesso condannato a essere contemporaneamente l’uno e l’altro per cercare di raggiungere il maggior numero possibile di lettori. Questa ambivalenza tende a diventare ancora più evidente in una fase in cui i giornali sono insidiati da nuovi mezzi d’informazione, moderni, aggressivi e destinati a conquistare una parte crescente della società. Esiste la concorrenza, beninteso, ma vi sono circostanze in cui costringe i concorrenti a rincorrersi verso il basso piuttosto che verso l’alto.”.

Chiaro e tondo. E lo dice uno degli editorialisti del Corriere, uno che scrive quasi quotidianamente sul più importante ed autorevole giornale italiano. Beh, allora non sono io ad avere manie persecutorie sull’informazione. Forse qualcosa di vero c’è, se anche uno come Romano lo dice chiaro e tondo. Ma il problema, purtroppo, non riguarda solo la stampa, riguarda tutto il mondo della comunicazione, giornali, radio, Tv ed anche la rete Internet. Sono tutti afflitti dalla stessa grave patologia, quella “rincorsa verso il basso”, come dice Romano e come anch’io ripeto da sempre. Ma forse non è ancora chiaro quale sia la gravità della situazione. Almeno non agli addetti ai lavori, perché ci campano alla grande, giocando a fare i giornalisti, che è sempre meglio che lavorare. Eppure lo capisce anche un bambino che a forza di rincorrersi verso il basso, sempre più in basso, si finisce per cadere sul fondo del burrone. E poi sarà molto difficile risalire.

2 pensieri su “La stampa, oh…la stampa!

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