Israele: è possibile il dialogo?

Finalmente sul Corrierone non leggo solo sciocchezze gossipare. Oggi il sito del quotidiano propone la diretta, a partire dalle ore 12, di un dibattito che si svolge alla sala Buzzati di MIlano. Ospiti: Amos Oz, Eli Wiesel, Simon Levis Sullam, Ritanna Armeni, Ernesto Ferrero (presidente della recente e tanto contestata Fiera del libro di Torino).

Per seguire la diretta cliccare sul link sotto:

http://www.corriere.it/speciali/dirette/la_milanesiana/windows_DSL.shtml

Oddioooooooo…c’è anche Enrico Ghezzi. Beh, se la gente riesce a sopportare un intervento di Ghezzi, allora tutto è possibile; anche la pace fra Israele e palestinesi.

Qual è il nesso fra Ghezzi e la tensione Gaza/Israele? Ghezzi è come i qassam; all’improvviso, quando non te lo aspetti, ti cade addosso e crea disastri. Ghezzi è il nostro “qassam” mediatico.

Ha sempre l’aria, anche quando parla, di montare una puntata di Blob. Ed in quel suo blob-chiacchiericcio senza alcun nesso logico, in cui affastella parole e frasi a caso, per un attimo, colgo una riflessione. Parlando di non so bene cosa, dice ” E’ freddo…ma sembra caldo…un caldo che, però, si va raffreddando…”. Ecco, questo è un tipico “ragionamento” alla Ghezzi. O meglio, alla Blob! Però bisogna riconoscere che il nostro critico  ha un suo aspetto positivo; non inquina. Nel senso che non resta traccia di quello che dice, quindi, non appesantisce la memoria. Quando ha finito di parlare ti chiedi: “Ma cosa ha detto?”. Boh…niente. Ecco, non resta traccia. Non solo è riciclabile e non inquina, ma è come quei messaggi alla James Bond, entro 10 secondi si autodistrugge. Plof…Ghezzi non c’è più!

Non conoscete Enrico Ghezzi? Eccolo…

C’è anche un’altra piacevole sorpresa in questo dibattito; contrariamente a quanto appariva nella didascalia, non c’è Ritanna Armeni. Ci sono persone che esprimono il meglio di sé quando non ci sono. Quello è l’unico loro aspetto positivo: l’assenza.

L’incontro è terminato alle 13.30. Poca gente, circa 200 persone (siamo a Milano, mica a Pompu), compresi molti in piedi o seduti per terra. Forse questo incontro dibattito meritava più attenzione e partecipazione e, ovviamente, una sala più grande.

E’ quasi sorprendente vedere esponenti della cultura israeliana parlare con tanta pacatezza, e spesso con ironia, di un problema che attiene e riguarda direttamente la loro sicurezza e la sopravvivenza stessa della nazione e del suo popolo. Non so se altri, nelle condizioni di continua minaccia in cui si trova Israele, parlerebbero con tanta pacatezza dei rapporti con chi persegue, proclama e cerca di attuare la distruzione del proprio Paese.

All’ultima domanda da parte del pubblico su Ahmadinejad e le sue minacce, risponde Eli Wiesel. “Ahmadinejad non è pazzo. Esprime esattamente ciò che vuole dire.” E continua invitando a non sottovalutare le minacce iraniane perché “Le minacce dei nemici sono sempre più vere delle promesse degli amici.”. Già, forse per questo prendono molto più seriamente le minacce di Ahmadinejad che le promesse di solidarietà e sostegno dell’Europa. E fanno bene.

2 pensieri su “Israele: è possibile il dialogo?

  1. Malignamente: quelli che non sono andati temevano di incontrare Ritanna!
    A parte questo condivido il fatto che almeno un po’ di gente (tenendo conto anche delle ferie…) continui ad interessarsi di Israele. Anche se gli organizzatori magari potevano fare qualche cosa di più “ampio”.
    Tu sei un po’ prevenuto nei confronti di Ghezzi? Io non ne so nulla e mi fido di te…
    Ciao e buona settimana.

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  2. Giano

    Ciao Piero, mentre guardavo il video ho pensato a te che avevi fatto un post proprio sulla manifestazione “La Milanesina” con il programma completo. Ho pensato che magari lo stessi vedendo.
    Ritanna? Allora la conosci anche tu?
    Ghezzi? Dici che sono prevenuto. Si vede che non lo conosci. E’ roba per nottambuli come me. E’ uno degli autori di Blob, su RAI3. Ma presenta anche la rassegna di film che va in onda il fine settimana, sempre su RAI3, intorno alla mezzanote, ma spesso anche dopo. Lui fa una breve presentazione ed illustra i film e, quando c’è, il legame, il filo conduttore dei film in programma. Di quello che dice non si capisce mai niente, Forse non si capisce nemmeno lui, come ho scritto in altre circostanze.
    Questo è Ghezzi, l’intellettuale, critico cinematografico. Ne riparleremo. Buona giornata 🙂

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