Maria Carta: la voce della Sardegna.

 

Maria Carta è stata per decenni l’immagine simbolo della musica sarda. Nata a Siligo nel 1934, cominciò giovanissima ad occuparsi di musica, specie quella tradizionale sarda, e raccogliere preziose testimonianze di antichi canti che adattava ed interpretava con la sua voce bella, intensa ed espressiva. A metà degli anni ’60 cominciò ad esibirsi in un celebre locale di Roma, il Folkstudio, eseguendo alcuni canti tradizionali. Da allora non smise mai di ricercare le espressioni più autentiche della tradizione musicale della Sardegna, valorizzandole con nuovi adattamenti musicali, pur nel rispetto dei temi originali, e proporle in spettacoli e programmi televisivi, facendo conoscere al grosso pubblico alcune perle di quella tradizione che, forse, senza la sua appassionata opera di ricercatrice, sarebbero dimenticate. Morì a Roma nel 1994, lasciando una considerevole produzione discografica che costituisce oggi un documento essenziale per chiunque voglia ripercorrere la sua strada e scoprire il patrimonio musicale isolano.

Ho voluto realizzare due video, che vogliono essere un omaggio a questa interprete, con due canzoni di tema amoroso, allegre e godibili anche da chi non è sardo e non capisce il testo. Entrambe le canzoni sono comprese nell’album RCA "Maria Carta. paradiso in Re" del 1975. Il primo "Tralallera" con immagini dedicate alla terra sarda; il mare, le spiagge, i boschi, i graniti ed i misteriosi ed affascinanti Nuraghi, testimoni silenziosi di un’antichissima civiltà. Il secondo "Muttos de amore", dedicato al popolo della Sardegna, questa gente che spesso viene definita fiera, ospitale e di poche parole, ma capace di sentimenti forti e veri; le donne, i costumi, le sagre civili e religiose, uomini e cavalli che costituiscono un connubio perfetto quando insieme si lanciano in spericolate acrobazie o in uno sfrenato galoppo che dimostrano l’incredibile abilità dei cavalieri sardi. Immagini necessariamente limitate, giusto il tempo di una canzone, ma che forse possono dare un’idea di quella che è la Sardegna e la sua gente. Due video che sono, dunque, un omaggio alla grande Maria Carta e, contemporaneamente, un saluto a tutti i sardi nel mondo.

 

 

 

5 pensieri su “Maria Carta: la voce della Sardegna.

  1. Mary

    Adoro la Sardegna che ho visitato per ben quattro volte, La Maddalena compresa. Adoro i suoi profumi, il mare, le spiagge, il sole e la divertente musica. E quest’anno, dopo tanto faticare, due settimane di isola non me le toglie nessuno! Ho ascoltato qualche volta Maria Carta, ma senza mai approndire la sua musica. Grazie per queste due “chicche”.
    Ciao Gianino

    parola da digitare: rive!!!

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  2. Non ho, putroppo mai visitato la Sardegna (e mi sono preso delle belle sgridate da amici che l’adorano…) le immagini che hai voluto inserire nel pezzo musicale (che anche se non si comprende è molto gradevole) me ne hanno fatto vedire, davvero, una gran voglia.
    Sei davvero bravo, Giano, complimenti.

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  3. ariela

    Spero tanto che si conservi tutto il patrimonio culturale e folkloristico sardo. E’ una ricchezza. Da quando hai scritto degli Shardana me ne sto interessando e sono affascinata da quelle storie. Ho riscoperto il sito di sly che si chiama Antiche Terre. E’ tutto nuovo per me e molto interessante.
    Ciao Giano.

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  4. Ciao Giano,
    ho visitato la tua creazione su you tube: è davvero bella!
    Poi quella musica dolcissima di Saint-Saens. Maria Carta è una vostra gloria sarda. Voce prodigiosa come la Rodrigues. Il Giardino delle Esperidi non chiamarlo cooperativa, sennò fai pensare alle coop rosse 🙂 Per carità! E’ con me Lontana e Mary di Orpheus. Ma l’ideazione (grafica del template, culturale ecc.) è stata mia, perché parlare sempre di politica intossica l’anima alla fin fine. Buona notte, vista l’ora tarda.

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  5. Giano

    Ciao Mary, ottima scelta. L’importante è che non sia un periodo di alta stagione. Megio in pochi…

    Caro Piero, c’è sempre tepo per una visitina, tanto la Sardegna mica scappa…:)))

    Ciao Ariela, ho i miei dubbi. In gran parte è già scomparso. Quello che resta è quasi una specie di rappresentazione a beneficio dei turisti. Ma non voglio essere troppo cattivo. Salutami gli Shardana 🙂

    Ciao Hesperia, grazie. Pensa che molti anni fa (primi anni ’70) ho assistito ad un recital in cui, nella prima parte, c’era Maria Carta e nella seconda…Amalia Rodrigues. Una delle pochissime volte che ero riuscito a convincere alcuni amici a venire a teatro.
    Il tuo “Giardino” è molto bello, colto e raffinato. Verrò spesso, anche se non sempre lascio commenti. Nessuno è perfetto! Hai ragione, la politica stanca. Ecco perché nel mio blog ci sono, a parte le cose diciamo serie, anche tante sciocchezzuole. Ogni tanto bisogna anche sorridere, così, per non prendersi troppo sul serio.

    Buona giornata…:)))

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