La bella Gigogin

La bella Gigogin è una di quelle vecchie canzoni popolari che tutti conoscono e cantano. Risale al periodo della seconda guerra d’Indipendenza e divenne così famosa che fu quasi un inno del Risorgimento e fu adottata come canzone ufficiale dai Bersaglieri. Pare che la prima esecuzione sia avvenuta al teatro Carcano di Milano la sera di S.Silvestro, 31 dicembre del 1858. In una Milano ancora occupata dagli austriaci, che applicavano una ferrea censura su tutto ciò che veniva pubblicato, anche questa canzone (Gigogin è il diminutivo piemontese di Teresina ed era usato dai carbonari anche per indicare l’Italia), acquistò subito un significato patriottico e quel verso “Daghela avanti un passo…” era un chiaro invito all’insurrezione per cacciare gli austriaci. Lo capirono subito tutti coloro che erano presenti a quella prima esecuzione, tanto che, quasi in segno di sfida nei confronti dei numerosi soldati austriaci presenti nel teatro, l’orchestra fu obbligata ad eseguire ben otto volte di seguito la canzone.

Ma chi era questa Gigogin? Si dice che fosse una ragazza piemontese che durante la prima guerra d’Indipendenza, scappò dal collegio per unirsi ai bersaglieri, il corpo speciale creato dal generale La Marmora pochi anni prima, nel 1836, in quello che era ancora il Regno di Sardegna. Faceva da portaordini, vivandiera, infermiera e seguiva il reggimento nei suoi spostamenti e sui campi di battaglia. Si dice anche che abbia conosciuto Mameli e che fra loro ci sia stata una relazione amorosa. Altri raccontano che Gigogin non si limitasse a rifocillare i soldati e portare ordini e vettovagliamenti, ma che, avendo pochi scrupoli morali, allietasse i soldati anche in altri modi, concedendo le sue grazie con molta facilità. Ben presto la sua fama uscì dal reggimento dei bersaglieri, si diffuse nelle valli piemontesi e nacquero varie strofe popolari che ne descrivevano le gesta. Il maestro Giorza raccolse alcune di queste strofe e le musicò. Nacque così quella polka eseguita il 31 dicembre del 1858 a Milano e che diventò una sorta di inno, una canto di battaglia. Pare che venisse eseguita e cantata anche durante la battaglia di Magenta, il 4 giugno 1859. Dopo l’unificazione d’Italia ci fu addirittura chi propose di farne l’inno nazionale. Non arrivò a tanto, ma ancora oggi è la canzone ufficiale dei Bersaglieri.

Che sia esistita davvero o no, certo questa Gigogin è entrata a far parte della nostra storia. Quella musica allegra e quei versi li abbiamo sempre sentiti, fin da ragazzi, l’abbiamo appresa dalle persone anziane che la tramandavano oralmente, l’abbiamo cantata nelle serate con amici, la portiamo dentro come una parte della nostra identità nazionale. In questo video la propongo in una bella interpretazione di Amalia Rodrigues che in un album del 1973 “A una terra che amo”, raccolse alcune delle più celebri canzoni popolari italiane, cantandole con la sua inconfondibile voce.

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