Banana song

In realtà il titolo esatto è "Sugli sugli bane bane", una vecchia canzoncina del 1973 incisa dal gruppo "Le figlie del vento". Divertente nel suo nonsense, lo si intuisce già dal titolo, come altre canzoni del loro repertorio. Ebbero un certo successo a metà degli anni ’70, poi, in ossequio al loro nome…scomparvero nel vento. Peccato, perché, in fondo, avevano delle belle voci. Forse con un repertorio più adeguato e di migliore qualità avrebbero potuto aspirare ad un successo più durevole. Ho trovato questo file musicale quasi per caso. Potevo resistere alla tentazione di farne un video? Certo che potevo. Ma perché resistere alle tentazioni? Ed ecco il video, appena realizzato. Buone banane a tutti…

 



7 pensieri su “Banana song

  1. Giano

    Ciao Capitano, hai buona memoria. Anche se duravano lo spazio di un’estate, questi motivetti restavano in mente. Allegre, spensierate, fatte apposta per cantare senza problemi. Ce ne sarebbero tante, da quelle dei Gufi a quelle dei Gatti di vicolo miracoli. Ma anche le canzoni da cabaret di Svampa/Patruno. Ma una mi torna spesso in mente, la Balilla cantata da Gaber e Maria
    Monti. Magari ci faccio un altro video.

    Ciao Elle, grazie. Mi sono divertito anch’io a metterlo insieme. Se si parla di banane non poteva mancare il mitico gonnellino della Baker. L’altra col gonnellino di banane è Dorothy, non ricordo il cognome. A me fa ridere la regina Elisabetta con due banane in mano: “E adesso che ci faccio con queste?”. E per finire l’espressione stralunata di Paperoga che forse forse non ha ben capito il significato della canzone.

    Buona serata a voi…:)

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  2. elle

    In questo post dedicato alle banane penso possa trovare spazio un ricordo che ho proprio su questo frutto…
    anni fa feci un viaggio sulla nave dove mio marito era imbarcato e per l’appunto la nave in questione era una bananiera! I viaggi fissi erano per la Costa Rica e la Colombia dove venivano caricate le casse di banane, e anche altri prelibati frutti come ananas papaie e manghi. In coperta i container frigo emanavano un buon profumo di frutta esotica che se chiudo gli occhi lo sento ancora adesso.Durante la caricazione, tecnici esperti in fatto di banane, esaminavano a campione con un lungo termometro la temperatura dei frutti.In Colombia poi, non essendo entrati direttamente in porto ma rimasti in rada difronte al paese,le casse di banane arrivavano su chiatte collegate una con l’altra e trasportate da piccole imbarcazioni a motore come se fossero dei trenini di mare. Quante banane ho mangiato in quel periodo…mio marito al mio arrivo me ne aveva fatto trovare un casco intero in cabina,ed alcuni marinai filippini per omaggiarmi, visto che ero l’unica donna presente a bordo,(e qui penso ad Ariela invece che per omaggio riceve mazzi di fiori), a loro volta mi avevano regalato caschi di banane! Non ti dico che odore c’era in cabina! e quando si andava a tavola, alla fine del pranzo guarda caso quasi tutti i giorni per frutta avevamo banane!!! Ovviamente al mio ritorno a casa per diversi mesi evitai di comprarne! Ma fu un bellissimo viaggio,e proprio in Costa Rica,a Puerto Limon, ebbi a incontrare nel giardino pubblico del paese il bradipo, un animale che solo nei filmati di super quark avevo avuto modo di vedere.Ci pensi,uno cammina e per caso alza gli occhi per guardare le fronde degli alberi e ci trova appesi i bradipi.Stupendo!
    Sugli sugli bane bane…Ciao:))

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