Escala de cabirol

La "Escala de cabirol" è quella scala che a capo Caccia, a circa venti chilometri da Alghero, bisogna scendere per andare a visitare le celebri grotte di Nettuno. Fu costruita nel 1954, scavata interamente lungo il costone roccioso alto più di cento metri, a strapiombo sul mare. E’ costituita da 656 gradini…a scendere, più, ovviamente, 656 gradini per risalire, se non intendete bivaccare sugli scogli. Quindi se non siete più giovani e baldanzosi, se soffrite di artrosi varie, asma bronchiale e acciacchi vari, non fatela. Per voi è consigliabile prendere un barcone al porto di Alghero ed arrivare calmi, tranquilli e rilassati, direttamente all’ingresso delle famose grotte. Io quella scala l’ho fatta, molti anni fa, a scendere ed a risalire. Stupenda, incantevole, vale veramente la pena di farsi 1312 gradini. Uno spettacolo la discesa lungo il costone roccioso ed ancora più spettacolare la visita alle grotte.

Bene, detto questo, passiamo all’argomento della "puntata" odierna; una canzone de Is Cantores, gruppo musicale sardo che ebbe un certo successo negli anni settanta. Incisero un solo LP nel 1976 intitolato "La mia città". La copertina è quella che vedete nell’immagine. Facendo qualche ricerca in rete scopro che quel disco è l’unico inciso ed è rarissimo. Bene, e siccome io ce l’ho (nuovissimo, sembra uscito ieri dal negozio) ho deciso di ricavarci un video per ricordare questo complesso. Non erano niente di meno di tanti complessi in auge in quegli anni. Ma forse avevano un difetto; erano sardi. E benché ormai fossero superati i tempi in cui la peggior minaccia per un dipendente pubblico era "Ti sbatto in Sardegna", perdurava, tuttavia, una reale difficoltà ad emergere, specie in campo culturale, artistico e musicale. Pochi sono i gruppi e cantanti isolani che hanno avuto un buon successo nazionale. Ricordo la partecipazione a Sanremo di un certo Vittorio Inzaina, di Marisa Sannia sia a Sanremo che a varie edizioni di Canzonissima, ancora il gruppo I Collage, sempre a Sanremo. Ed infine I Tazenda, quelli che, forse, hanno avuto più notorietà, con un particolare successo personale del cantante del gruppo, Andrea Parodi. Senza dimenticare Maria Carta che è stata una grande interprete della musica nostrana. Ultimamente, invece, siamo grandi fornitori di "veline" e coscielunghe, dalla Marini alla Prati. Beh, meglio che niente. Eppure c’erano altri gruppi altrettanto bravi e che niente avevano da invidiare ad altri artisti nazionali. Uno di questi gruppi erano, appunto, Is Cantores. Di quell’album la mia canzone preferita non era, tuttavia, quella che dava il titolo al disco. Era un brano solo strumentale, eseguito alla chitarra acustica. Un motivo semplice, delicato, in tonalità minore che gli conferiva un lieve senso di malinconia, di nostalgia, forse. Era questo "Escala de cabirol", dedicata dall’autore, Albino Puddu, proprio a quella famosa scala dai 656 gradini.

Eccola qui, in questo breve video che ho realizzato come doveroso omaggio a questo gruppo musicale ormai dimenticato ed alla splendida cittadina di Alghero.

Escala de cabirol: http://it.youtube.com/watch?v=iCxAJDWeiOw

 

 

6 pensieri su “Escala de cabirol

  1. elle

    nel tuo post leggo riguardo alla Escala de Cabirol “se non siete più giovani e baldanzosi, se soffrite di artrosi varie, asma bronchiale e acciacchi vari, non fatela”…potrei aggiungere anche se non soffrite di vertigini!!! L’ho vista nelle foto del video,è una bella altezza! Molto bello il pezzo alla chitarra che ci hai proposto,struggente e maliconico proprio come ce lo hai descritto!
    un saluto:))

    Mi piace

  2. giba34

    Hai ragione, come sempre. Altro che il peggio dell’uomo, la lotta politica i furti le uccisioni. Qui dell’uomo c’è una parte del meglio, cattedrali di musica cui unirei cattedrali di pietra e di bellezza, grazie amico mio, Giuliano

    Mi piace

  3. Sibilla

    Giano sei il mio mito. Bellissima la musica e bello il video. Ho segnalato il tuo blog a degli amici ebrei e hanno condiviso pienamente!
    Per quanto riguarda l’autovelox di Las Plassas: certo che so dov’è! Ci ho anche lavorato in quella zona. Dal nome sembra un posto in Spagna o chissà dove, ma è a qualche chilometro da Cagliari!
    Il mio post invece era ispirato ad una storia vera, comune di Ardara che sta seguendo l’esempio del sindaco genio di Las Plassas e di Sardara ecc…ecc…La protagonista ero io ma mi sono immedesiamata in mio fratello e ho pensato che se l’avessero messa a lui che guardagna 700 € al mese nonostante titoli e menzioni varie…
    Vabbè, così è la vita. Adesso sia io che lui sappiamo che a 70 non si può andare se il limite è 50.
    Bacio.
    Sibilla

    PS pare che i vigili di Ardara siano stati piacchiatti per colpa dell’autovelox. Si attende cortese conferma….

    Mi piace

  4. Giano

    Ciao Elle, forse hai ragione, se si soffre di vertigini meglio…il barcone. E se si soffre di mal di mare? Beh, pazienza, restate a terra e vi fate raccontare il tutto dagli amici. Scherzo…Le foto non dicono molto, non ne trovate di migliori. Il brano musicale è bello, avrebbe meritato maggiore fortuna. Mah…

    Caro Giuliano, è sempre un piacere trovare un tuo saluto. Sì, forse dovremmo dedicare il nostro tempo alle cose belle, invece che perdere tempo e roderci il fegato, e la milza, il cuore, il rene, e frattaglie varie, dietro a quei ciarlatani. Ci si guadagna in salute. Io, come vedi, mi sono stancato di dedicare il mio tempo e l’attenzione, a seguire politica e gossipate varie. Non meritano un briciolo della mia attenzione. Meglio la musica, molto meglio. Coraggio.

    Cara Sibilla, sono già un mito? Da vivo? E’ un’eccezione. In genere si diventa miti da morti. Scherzo, su, grazie per i complimenti. Se poi lo confermano degli amici ebrei…vuol dire che la cosa è sicura. Quella è gente seria. In quanto alle multe, come avrai sentito dai vari servizi in TV e sulla stampa, è un caso di truffa autorizzata. Uno dei tanti. Ma intanto la gente paga. Penso ai poveri pensionati al minimo che se per sfortuna usano la macchina e si beccano due multe si sono giocati la pensione. Roba da matti. O da Italia, che è lo stesso.
    Buona giornata…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...