La tragedia di un uomo ridicolo

Ogni volta che vedo Prodi in Tv provo un senso di stupore. Lo vedo farfugliare, borbottare, bofonchiare frasi spesso incomprensibili e mi chiedo come sia possibile che un uomo simile sia arrivato ai vertici del potere. E’ uno dei grandi misteri insoluti della nostra Italia: il treno Italicus, la strage di Bologna, Ustica, e…Prodi.

Di solito non appare volentieri in Tv, forse cosciente della propria inadeguatezza comunicativa e del fatto che meno si fa vedere, meno parla e meglio è. Nell’ultima settimana, invece, abbiamo potuto ammirarlo in tutto il suo splendore e la sua capacità dialettica in due occasioni. E’ stato ospite di Fazio a "Che tempo che fa" ed ha tenuto una conferenza stampa a Villa Madama, trasmessa in diretta TV. Vedendolo ed ascoltandolo (sì, comincio a temere che la mia sia proprio una forma di masochismo) mi viene in mente il titolo di un vecchio film del 1981 di Bertolucci "La tragedia di un uomo ridicolo". L’uomo ridicolo, non c’è dubbio, è lui. La tragedia, invece, è quella degli italiani che devono sopportarlo.

 

Dopo la partecipazione da Fazio, il giorno dopo, in uno dei tanti talk show televisivi che fanno finta di fare informazione ed approfondimento, alcuni autorevoli esponenti della stampa, di quelli allineati e coperti nel sostegno al Governo, si sono mostrati sorpresi di aver scoperto un Prodi che, contrariamente al solito, non era impacciato, ma anzi è stato "brillante". Sì, incredibile, ma loro hanno visto un Prodi brillante.

Ora, non per voler infierire, ma Prodi tutto può essere, meno che brillante. Sarebbe come definire la neve calda e la cacca profumata. Ma tant’è, ormai sono talmente abituati a fare come le tre scimmiette, pur di negare lo sfacelo di questo governo, che non si preoccupano più neppure di apparire credibili ed arrivano a definire Prodi "Brillante". Come suol dirsi, "Ogni scarrafone è bello a mamma soia."

La conferenza stampa, in una sala gremita di giornalisti, è stata una specie di piece del teatro dell’assurdo. Dei giornalisti che facevano finta di fare i giornalisti e di porre domande serie ed un premier che faceva finta di essere il premier, facendo finta di rispondere alle domande. La solita rappresentazione di circostanza, il classico gioco delle parti in cui ognuno recita un ruolo, sapendo di recitare, ma facendo finta che sia reale. Vero e proprio teatro dell’assurdo.

Tuttavia è sempre una esperienza interessante vedere delle persone, apparentemente serie, che pongono delle domande a qualcuno, sapendo già che non avranno risposta. E vedere questo qualcuno, nelle vesti del bofonchiatore Prodi, che annaspa, farfuglia, sospira, si arrampica sugli specchi, scivola, si ferma, riprende con frasi e dichiarazioni avulse dal contesto e dall’argomento e tutto fa meno che rispondere chiaramente alle domande. E’ una bella esperienza; insegna a capire perché questo nostro mondo è ormai incomprensibile e tutto va a puttane. Forse perché le puttane sono le uniche cose che ancora appaiono per quello che sono. Gli altri no, sono puttane e papponi, ma si travestono da dame e cavalieri, come se vivessimo una specie di eterno carnevale. E così ce li presentano quotidianamente, sperando che la gente ci creda. Infatti, lo stesso giorno, ed il giorno appresso, TV e stampa riprendono le dichiarazioni del premier e riempiono prime pagine e TG. Sembra una cosa seria e la chiamano informazione. Ed i primi ad esserne, o sembrare, convinti sono proprio gli addetti ai lavori; i giornalisti. Già, ma loro ci campano.

Così, anche ieri TG e giornali hanno riportato le ultime dichiarazioni, colte al volo in strada, del nostro uomo ridicolo. Lo aspettano sotto casa e appena lo hanno a portata di mano, anzi di braccio microfonato, lo circondano per sentire le ultimissime in diretta da trasmettere alle varie redazioni e agenzie di stampa che, subito dopo, provvedono a divulgarle al mondo. Già, perché ogni mattina la gente si sveglia, il sole sorge ed il mondo si chiede con ansia: "Cosa dirà oggi Prodi?".

Ed ecco che per rispondere a questa angosciosa domanda sono pronte decine di inviati speciali che bivaccano la notte sotto casa Prodi, pur di essere pronti a raccogliere le perle del pensiero prodiano, specie quelle del mattino, più fresche. Ma cosa ha detto ieri? Beh, lo abbiamo visto in Tv, lo abbiamo letto sulla stampa, su internet. Tutti riportano con grande evidenza le dichiarazioni mattutine del premier. Ed ecco cosa ha detto, rispondendo a chi gli chiedeva la sua opinione sulla durata del Governo: "Il discorso del durare è un’invenzione. Io faccio. Io duro perché faccio. Non è che faccio perché duro. Un governo non dura perché vuole durare. Dura se fa." Chiaro? Boh…!?!? E questi sono i pensieri del mattino, quelli a mente fresca. Figuriamoci la sera!

 

3 pensieri su “La tragedia di un uomo ridicolo

  1. Giusy

    La politica e tutti coloro che si “danno” per politicanti, è feccia che ciba le nostre povere fauci….
    Purtroppo è una “giostra” già vista….
    Chi sale al potere….fà ciò che crede…senza tenere conto di coloro che faticano a tirare avanti la baracca…
    Loro mangiano..e “NOI PAGHIAMO”!!!!!!!
    E ringraziamo Prodi!!!!!
    Forse nemmeno l’ultimo che ci strapazzerà…..purtroppo….

    Buon anno nuovo….
    Sempre che ci rimanga fiato per poter almeno dire la nostra ragione….semmai ce ne fosse bisogno!!!!

    Giusy

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