Monte Urpinu: salvato un lombrico

Lombrico salvato nel parco di Monte Urpinu (Cagliari)
Il piccolo lombrico, forse allontanatosi troppo dalla zona umida del laghetto, è stato scoperto da alcuni visitatori mentre vagava nel parco giochi. Avvertiti telefonicamente sono subito accorsi specialisti del WWF, della Lipu, lega ambiente, protezione animali, un rappresentante di Goletta verde, temporaneamente in vacanza, ed una intera equipe di veterinari i quali hanno subito prestato le cure del caso, provvedendo ad effettuare i primi accertamenti sanitari per verificare lo stato generale di salute del lombrico.
Rifocillato e assistito da uno staff di psicologi, il piccolo vermiciattolo è stato riaccompagnato, tra una folla festante, sulla riva del laghetto, sperando che possa ritrovare la mamma, o almeno un fratello, uno zio, un lontano cugino… Insomma, ci sarà pure un cavolo di parente nelle vicinanze!

 

3 pensieri su “Monte Urpinu: salvato un lombrico

  1. Caro Giano,forse senza volerlo, la metafora del tuo post è forte: oggi certi ambientalisti la manderebbero davvero in prima pagina, una cosa del genere.Ho appena pubblicato nel mio blog un link a un articolo che è un pugno nello stomaco, riguardante i Laogai… se puoi diffondilo, che ne vale la pena. Fra poco ci sono le olimpiadi, e dire che se ne parla poco di queste cose è un’affermazione fin troppo ottimistica…a prestoLorenzo

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  2. Se non trovano un cavolo di parente in Sardegna, fammelo sapere che provvederò a farlo adottare da un lombrico del mio giardino. In tutti i casi siamo il refugium peccatori per molti, uno di più uno di meno…
    Un abbraccione Giano.

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  3. Giano

    Ciao Lore. Dici che la metafora sia involontaria? No, no, anzi…parafrasando una classica nota dei titoli di coda dei vecchi film, direi che “Ogni riferimento a fatti e persone della vita reale è Voluta e intenzionale.”
    Solo che certe volte dico le cose seriamente, altre volte, per rilassarmi e non farmi venire un esaurimento nervoso, la butto sul ridere. Ma c’è poco da ridere, purtroppo.
    In quanto ai Laogai, ho rintracciato, con un po’ di fortuna, un vecchio post scritto a settembre del 2006, proprio sulla presentazione del libro. Lo ripubblico, anche per tua conoscenza. Tanto per ricordare cosa sia, in Italia, la libertà di informazione. Queste sarebbero le cose serie da divulgare, ma…non se ne deve parlare, perché i comunisti sono buoni e perché con la Cina abbiamo stretti legami affaristici e di commercio. E, si sa, gli affari sono affari. Quindi, compagni, non sappiamo niente dei laogai, dello sfruttamento del lavoro minorile, delle migliaia di esecuzioni capitali, niente. Zitti e Mosca!
    Coraggio…

    Ciao Ariela, ma sì, meglio sorridere. Oggi tutti sono impegnatissimi in prima linea per salvare le foche, le balene, i panda, i pinguini, beh…prima o poi nascerà una associazione ONLUS, con tanto di contributi pubblici, per la salvaguardia dei lombrichi. Non ci sarebbe niente di strano. Il che non vuol dire che non dobbiamo preoccuparci della salvaguardia delle specie animali. Vuol dire,però, che dovremmo preoccuparci, con uguale e maggiore impegno, della salvaguardia della specie umana, innanzi tutto.
    Invece, per fare un esame specialistico si deve aspettare mesi e, come è successo di recente, un ragazzo muore perché non c’è un’ambulanza a disposizione che lo porti in ospedale. Ma l’importante è salvare i lombrichi!
    Coraggio…

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