Varie ed eventuali

La settimana scorsa tutte le TV hanno trasmesso uno spot promosso dal Governo (ne ho parlato qualche giorno fa nel post “Ho_fatto_Spot“) per combattere e limitare gli incidenti stradali ed i “morti del sabato sera”. A fare da testimonial sono apparsi nello spot il Presidente Napolitano, il premier Prodi ed alcuni altri politici. Risultato? Come hanno riferito i vari TG, nel giro di 48 ore, nell’ultimo fine settimana, ci sono stati 40 morti ed un migliaio di feriti.  Il che vuol dire che quello spot o non lo ha visto nessuno, o anche se lo hanno visto non gliene frega un tubo, oppure, ancora peggio, visto che i morti invece che dininuire sono aumentati, quello spot…porta iella! Eppure il modo per evitare le stragi del sabato sera ci sarebbe. Basta cambiare mezzo di locomozione. Per esempio, questo…

 

Mail a luci rosse.

Ieri sono entrato nella casella Mail per dare uno sguardo alla posta e, ben in evidenza in alto alla pagina, mi vedo apparire…un culo! Bello, rotondo, perfetto ed il volto di una altrettanto bella ragazza dalle labbra leggermente dischiuse con atteggiamento molto invitante. Eccola…

Ora, non c’è niente di scandaloso, per carità, ormai tette e culi te li ritrovi sempre sotto gli occhi, che lo voglia o meno. Però se si ha questo genere di passione non c’è che l’imbarazzo della scelta; giornali, riviste specializzate, televisione, siti e riviste porno, ce n’è per tutti i gusti. Ma ecco che qualcuno pensa che, anche se non siete amanti del genere erotico/porno, vi faccia piacere ricevere queste deliziose anteprima. Penso che molti di coloro che usano la casella di posta Tiscali abbiano visto questo banner pubblicitario di Sky. Non per fare i moralisti, ma…

Ormai tutti usano internet, bambini, adulti, anziani, perfino i preti, frati e suore. Giusto qualche giorno fa leggevo che anche le suore di clausura, per tenere i contatti col mondo esterno, hanno un PC in convento e usano internet. E quindi, di certo hanno una casella di posta elettronica, magari su Tiscali. Cosa penserà suor Addolorata del convento delle Clarisse, o fra Mansueto dei Carmelitani scalzi, aprendo la casella di posta e ritrovandosi sotto gli occhi questo capolavoro di culo?  Penseranno che si tratti di una tentazione diabolica oppure si limiteranno a pensare che…è tutta “grazia di Dio”?

Certo è che ormai il sesso dilaga ovunque, non c’è scampo, che tu lo voglia o no, ti ritrovi sempre un culo o due tette sotto gli occhi. Le conseguenze? Beh, sono sotto gli occhi di tutti, basta leggere le notizie di cronaca.

Di recente sulla “Stampa” è apparso un articolo di Mario Vargas Llosa “Troppe T & C” (http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200706articoli/22323girata.asp) che dice esattamente ciò che sostengo da tempo e varie volte ho ripetuto in molti post, a proposito dell’informazione, ma anche dello spettacolo, e dell’eccesso di spazio al superficiale, al gossip, al sesso con tutti gli annessi e connessi. Leggetelo, è illuminante. E non credo che anche il signor Vargas Llosa sia un vecchio bacucco moralista. No, è che sarebbe ora di dire basta. Perché, che ci piaccia o no, un limite deve pur esserci.

 

Il mistero delle firme referendarie.

La raccolta delle firme è finita e le firme sono state depositate, la settimana scorsa, presso la Cassazione. La cosa curiosa di questa campagna referendaria è che, fino a pochi giorni prima della chiusura, le firme raccolte erano, come riferivano tutti i TG, circa 470.000. Tanto è vero che, come si ricorderà, venne organizzata anche una “notte bianca”, con i chioschetti in varie città d’Italia,  per cercare di raggiungere il quorum necessario. Poi, dopo appena due giorni, ecco che la campagna finisce ed in Cassazione vengono depositate, anche questa notizia riportata dai media, circa 820.000 firme. Miracolo!

Se è vero che in diversi mesi di raccolta delle firme si era arrivati a 470 mila firme, da dove sono spuntate quelle 350.000 firme in due giorni? Mistero.

O raccontavano balle prima o le hanno raccontate a chiusura della campagna. Ma poiché sul numero depositato in Cassazione non si può bluffare, bisogna concludere che raccontavano balle prima, durante la campagna. Insomma, volgarmente si dice “Prendere per il culo la gente”. E questo dimostra, ancora una volta, la serietà dell’informazione e di certa classe dirigente. Ma tanto gli italiani ci stanno facendo il callo ad essere presi per il sedere. Magari, a lungo andare, ci prendono gusto. Potrebbe essere, visto che ogni volta che organizzano un gay pride aumenta il numero dei partecipanti. Auguri…

 

Fuoco, fuochino, fuocherello…

Abbiamo visto, ancora la settimana scorsa, le immagini del tragico rogo di Peschici.  Purtroppo non era il solo e non sarà l’ultimo. Fondamentale il ruolo dell’informazione che, anche in questo caso, dimostra la grande “serietà” e professionalità. A seguire le varie edizioni dei TG si poteva avere l’impressione che parlassero di incendi diversi e di diverse località. I vari inviati speciali si affannavano a fornire dati e notizie. Alcuni parlavano di centinaia di turisti bloccati dal fuoco, ma su un’altra rete un altro inviato affermava che “migliaia” di persone erano state salvate via mare. Il giorno del rogo quasi tutti riferivano di circa 4.000 persone scampate al rogo e sistemnati in diversi luoghi di raccolta. Il giorno dopo le persone erano 2500/3000. Ma qualcuno le ha contate? E se nessuno le ha contate, come si fa a “sparare” cifre e “dare i numeri” a pera?

A proposito di “dare i numeri“…

Poiché nella confusione dei primi interventi le persone si sono ritrovate alloggiate in diversi luoghi di raccolta, ecco che  spunta il solito “numero” di telefono da chiamare per consentire il ricongiungimento di persone della stessa famiglia finite in centri di raccolta diversi. E infatti tutti gli “inviati speciali” prontamente leggono questo importantissimo numero in diretta TV. Su qualche rete il numero viene anche fatto apparire in sovaimpressione. Durata della lettura del numero o della apparizione in forma scritta? Circa 4/5 secondi, non di più, tra la lettura e la ripetizione del numero. Il bello è che coloro che dovrebbero chiamare, le persone alloggiate nei centri di raccolta, come appare dalle riprese televisive, sono scappate in fretta e furia e quasi tutti sono in costume da bagno. Non hanno salvato altro. Sono “in mutande”. Con che cosa chiamano il numero telefonico? Boh…

Ma, ammesso pure che qualcuno abbia il cellulare appresso e, nonostante abbia a stento salvato la pelle ed abbia perso tutto, macchina, camper, casa e quello che c’era dentro, non abbia altro da fare e pensare che starsene tranquillo e asciutto a guardare la TV, come fa in 4 o 5 secondi a prendere nota di quel numero? Non è la sola occasione in cui in TV vengono forniti numeri telefonici da chiamare per avere informazioni urgenti. Ed il tempo, fateci caso, è sempre quello. Si limitano a leggere il numero, al massimo lo ripetono, e chiuso.

Ora, nessuno ha provato a chiedersi che senso abbia leggere un numero telefonico, spesso lungo complesso e difficile da ricordare, per 4 secondi?

Volete dare il tempo a chi sta a casa di alzarsi dalla poltrona, aprire un cassetto, cercare una penna ed un foglio di carta? Ci vuole tanto, almeno una volta nella vita di un giornalista, a porsi questa domanda? Oppure pensate che tutti gli italiani, seduti a guardare la TV, abbiano sempre a portata di mano carta e penna, nel caso a qualcuno in TV gli venga in mente di “dare i numeri“?

Come se non bastasse, ancora a proposito di “numeri”, lo stesso giorno in cui è scoppiato l’incendio, già i cronisti davano i primi “numeri” sull’entità dei danni. I più riferivano di circa 70 milioni di euro di danni.

Il bello è che davano queste cifre quando, praticamente, l’incendio era ancora in corso e continuavano a bruciare case e boschi. Ma come hanno fatto a calcolare i danni in poche ore?

C’era un qualche inviato speciale che correva appresso al fuoco, contando le macchine incendiate, e valutandone il valore secondo il modello, e contava gli alberi bruciati, uno per uno, e valutava il costo di sdraio, sedie e ombrelloni bruciati? Mistero; oppure è un segreto che conoscono solo i giornalisti e gli operatori della Protezione civile?

In compenso il ministro Pecoraro Scanio, intervistato in diretta, ha affermato che l’incendio non è opera dei piromani, che sono malati…è opera degli incendiari. Bene, allora siamo più tranquilli. Certo, viene un dubbio; che differenza passa, agli effetti pratici, fra un bosco incendiato dai piromani ed un bosco incendiato dagli incendiari? Boh… Anche queste sono sottigliezze comprensibili solo ai giornalisti e, soprattutto, ai ministri!

Nei vari dibattiti che ho seguito in TV, in relazione all’incendio di Peschici, ne ho sentite di tutti i colori. Sembra che una delle carenze attribuite ai Comuni sia quella di non aver predispoto le mappe delle zone sottoposte ad incendio, per evitare che poi vengano sfruttate per la speculazione edilizia. Ed anche al sindaco di Peschici viene fatta questa contestazione. In pratica si accusa il sindaco di non aver provveduto a fare questa mappa, che, secondo gli qutorevoli esperti, avrebbe scoraggiato gli incendiari.

In poche parole, gli incendi avvengono perché i sindaci non hanno fatto le mappe delle zone bruciate.

Si potrebbe ironizzare a lungo su questa strana interpretazione, se non fosse la solita sciocchezza all’italiana.

In fondo, però, anche questi piromani, o incendiari, avranno qualche motivo per appiccare un incendio. Sì, sono dei delinquenti criminali, ma…Ci sono anche altri tipi di delinquenti criminali che, ormai è consuetudine, si tende sempre a giustificare in qualche modo. Pensiamo agli sfasciavetrine, a quelli che incendiano le auto in città ed i cassonetti, quelli che fanno i vandali di professione, in servizio permanente attivo. Anche questi sono delinquenti criminali,ma…c’è sempre qualcuno, come l’on. Cento, sottosegretario all’economia e compagno di partito del ministro Pecoraro Scanio, quello che distingue fra piromani e incendiari, che ogni volta che succedono fatti vandalici dei soliti gruppuscoli di disubbidienti, antagonisti, chiamateli come vi pare, li giustifica adducendone la causa al “disagio sociale”. Ho sentito autorevoli esponenti di questa curiosa corrente di pensiero (di solito sono sempre loro, rossi e verdi più rossi dei rossi) giustificare con il “disagio sociale” anche furti, scippi, rapine, anche quando ci scappa il morto. Poverini, sono delinquenti, ma…lo sono a causa del disagio sociale.

Si giustificano perfino gli ex terroristi, tanto che non solo si riconoscono loro delle attenuanti di tipo ideologico, ma poi vengono anche “ricompensati” con incarichi anche di prestigio. E per evitare di colpevolizzarli si inventano addirittura le associazioni “Nessuno tocchi Caino”.

Beh, ma allora se tutti sono giustificati, perché non si giustificano anche i piromani, anche loro, poverini, magari lo fanno perché soffrono di “disagio sociale”. No?

Vuoi vedere che spunta un’associazione “Nessuno tocchi i piromani“? Non ci sarebbe da sorprendersi. In questa Italia ormai può succedere di tutto.

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