Enzo Biagi è vivo…

Ieri sera accendo la TV. Da Vespa era tutto un pianto. La puntata, di grandissima importanza per i destini del mondo, era dedicata alla nuova moda: riunirsi per piangere in compagnia. Poi c’è qualcuno che ha ancora dei dubbi sul fatto che ci sia in atto una gravissima epidemia di cretinismo acuto collettivo. Ma lasciamo perdere. Quindi cambio canale ed arrivo su RAI 3. Toh, c’è Enzo Biagi. E’ la prima volta che lo vedo da quando è rientrato alla RAI. Inquadrato sempre in primo piano, al massimo si vedono le spalle. Sguardo fisso, quasi immobile, fa fatica a parlare, a malapena muove le labbra. Malignamente penso che forse inquadrano solo il viso per evitare di mostrare che, per tenerlo seduto dritto, magari c’è tutta una complessa impalcatura che lo sostiene. Ma sono solo malignità. Sta intevistando Pierluigi Diaco. Sentiamo.

Diaco è quel ragazzotto di belle speranze che quanche anno fa acquistò una certa notorietà perché era spesso ospite al Maurizio Costanzo Show, presentato come una sorta di “enfant prodige” del giornalismo. Lo Show di Costanzo, invece, è quella passerella che ha portato alla celebrità alcuni personaggi illustri, che tanta gloria hanno portato all’Italia, come Luxuria e Platinette. Tacciamo per carità di patria.

Diaco è uno di quei giornalisti grintosi e di “rottura” (oggi se non sei di “rottura” non conti nulla. Ecco perché in giro c’è tanta gente che rompe) il quale è convinto che, per farsi strada e dimostrare di essere bravi, bisogna andare controcorrente e provocare. Ecco perché di recente teneva su una TV locale del Nord un programma dedicato all’Islam, con ospiti i vari imam che usavano la TV, come se non bastassero le moschee/madrasse, per fare opera di divulgazione e di proselitismo islamico. Avete voluto il multiculturalismo? Tenetevelo.

Si capisce subito che sta parlando di esperienze personali con la droga e che, per fortuna sua, pare che abbia abbandonato. Il grande Biagi gli pone una domanda precisa, di quelle che solo i grandi giornalisti sanno fare (ecco perché li pagano a decine di milioni), e chiede perché i giovani sono tanto attratti dalla droga. Bella domanda, vero? A nessuno sarebbe venuta in mente e pare sia la prima volta che qualcuno pone questa domanda. Ecco perché si sentiva la mancanza di Biagi in TV. Ri-taccio, sempre per carità cristiana.

E naturalmente il giornalista “di rottura” ha una sua spiegazione originale. Secondo lui la droga non è un problema dei ragazzi, ma un problema degli adulti ed i ragazzi fanno uso di droga perché lo vedono fare dagli adulti, anche a casa. Vedono che i genitori usano la droga e loro si limitano ad imitarli. Bella tesi, vero? Secondo questa interpretazione, considerato che 3 ragazzi su 4 fanno uso di droga, o l’hanno almeno provata, significa che 3 genitori su 4 si drogano. Il che vuol dire che 3/4 degli italiani sono drogati. E se lo dice Diaco…

Altra domanda cruciale di Biagi, il quale evidentemente o non è soddisfatto di questa spiegazione, o non l’ha capita, o vuole approfondire. E quindi insiste nel chiedere quale sia la causa di questa insoddisfazione giovanile. Altra tesi originale di Diaco. Secondo lui i giovani si sentono emarginati, non hanno spazio perché non c’è possibilità di ricambio. I cinquantenni e sessantenni si tengono ben stretto il loro posto di lavoro e non concedono spazio. Quindi non c’è possibilità che un trentenne possa diventare direttore di banca o di un giornale o di una grande azienda. Fa proprio questi esempi. E’ evidente che, anche in questo caso, sta ponendo un suo problema personale perché aspira, magari, a diventare direttore del Corriere o di Repubblica e quei cattivoni di Mieli e di Ezio Mauro non gli lasciano spazio. Beh, se i ricambi sono del calibro di Diaco, forse ci conviene tenerci i cinquantenni.

Si dovrebbe concludere che i ragazzi si drogano perché sono insoddisfatti. E sono insoddisfatti perché tutti vorrebbero diventare direttori di un giornale, o direttori di banca. Non so se questo Diaco sia bravo come giornalista, ma certo come “rottura” è un grande. Ma la cosa curiosa è che, mentre Diaco se la prende con i sessantenni che non lasciano spazio ai giovani, Biagi lo guarda immobile, con lo sguardo fisso e senza commentare. Scena da commedia dell’assurdo, degna di Jonesco o Beckett. Diaco sembra non rendersi conto che sta accusando i sessantenni di non lasciargli spazio e lo sta facendo davanti ad Enzo Biagi che ha 86 anni suonati. E Biagi, impassibile, sembra non rendersi conto che Diaco ce l’ha con quelli come lui che non vogliono cedere il posto. Entrambi fanno finta di niente.

La rubrica continua con un servizio dedicato ai gravi scontri e disordini del G8 di Genova, nel 2001. Viene intervistata una signora, non ricordo se di Treviso o Trieste, la quale dopo aver trascorso anni in Africa a curare bambini torna in Italia. Precisa subito di essere cattolica, praticante (ha la sua importanza, ma tralascio i commenti) e di aver partecipato alle manifestazioni contro il G8 a Genova, perché convinta di dover dare il proprio contributo alla causa della pace. Il fatto è che la signora, durante gli scontri con la polizia, che rispondeva all’aggressione da parte di gruppi di violenti, è stata colpita con un colpo di manganello in testa. La curatrice del servizio, ribadendo l’impegno umanitario della signora, commenta amara: “E questa donna Genova l’ha accolta a manganellate…“.

E così, ancora una volta, ribadiamo il concetto dei pacifisti che manifestano “pacificamente” e della polizia che li aggredisce brutalmente. Sarò brutale anch’io. Se la signora, da cattolica praticante, come ci tiene a sottolineare, quel giorno fosse andata a messa e poi avesse trascorso una tranquilla giornata a casa, o a passeggio nel parco, invece che andare a mischiarsi con i black bloc non sarebbe stata manganellata. Punto! Quando questi cattolici capiranno che non hanno, e non possono avere, niente da spartire con i “pacifinti” che strumentalizzano qualunque pretesto per generare disordini e violenza sarà sempre tardi.

Prosegue la puntata con una intervista a Margherita Hack, astrofisica e presidente dell’Associazione astronomi italiani, insieme al marito. Qualche breve ricordo d’infanzia, il ritrovarsi all’università, il matrimonio, storie di ordinaria convivenza. Poi, improvvisamente, come morsa dalla tarantola, senza alcun pretesto, parte per la tengente e dichiara di essere del tutto atea, mentre il marito è “solo” agnostico. E per dimostrare quanto sia atea spiattella il solito pistolotto ancticlericale degno di un gay pride, tirando in ballo tutte le argomentazioni del caso; dall’indebita intromissione della Chiesa nelle questioni dello Stato, all’influenza sul mondo politico, vedi eutanasia, aborto, DICO etc… Così, tanto per gradire. E quella che sembrava, o doveva essere, una semplice intervista di carattere familiare ad una scienziata, si trasforma di punto in bianco, nell’ennesimo attacco gratuito alla Chiesa, ovviamente, senza replica e possibilità di contradditorio.

Ricordo che Santoro, nell’ultima puntata deidcata al video della BBC, per giustificare il fatto che trattasse l’argomento scottante per la Chiesa, rivolto al monsignore ospite in studio, disse, senza ridere e senza vergognarsi, che però “Voi (intendendo voi cattolici) avete due reti a disposizione; RAI1 di Del Noce e RAI3 di Ruffini...”. RAI 3 è in mano ai cattolici? E da quando? Se c’è una cosa scontata, e che sanno anche i marocchini appena sbarcati a Lampedusa, è che, da decenni, RAI 3, per la solita lottizzazione, era controllata dal PCI, poi PDS, poi DS, ed ora non si sa bene cosa. Ma di certo non in mano ai cattolici. Ci vuole solo la faccia tosta di Santoro per fare una affermazione simile.

La puntata si chiude con un breve servizio dall’Afghanistan nel quale appare il vignettista Vauro che si intrattiene con un bambino ferito in un ospedale di Emergency, e che viene presentata come attività nell’ambito di un programma di aiuti umanitari della provincia di Reggio Emilia. Biagi, Biagi, ma davvero è convinto che l’Italia non potesse fare a meno di vederlo in TV? Beh, almeno una cosa è certa, lo abbiamo visto, seduto, muovere le labbra, con lo sguardo stanco ed un po’ spento, immobile, ma, a quanto pare, è vivo. Ne siamo felici, si mantenga così. 

Cosa penso di Biagi? L’ho già scritto in altri post. – Enzo Biagi è un grande giornalista. Quando disse che La Moratti, invece di candidarsi, avrebbe dovuto stare a casa a lavorare a maglia. – Enzo Biagi e gli ebrei cattivi. Quando, sempre in occasione delle elezioni per il sindaco di Milano, scrisse di non capire perché Andrea Jarach, ebreo, si candidasse con la Moratti. – Enzo Biagi torna in TV su RAI3. Quando Fazio, su “Che tempo che fa” fece lo scoop in diretta, annunciando il ritorno di Biagi. – Povero Biagi, arriverà a fine mese? Ovvero, per la serie “Ma quanto ci costi?”, il “modesto compenso” che consente al nostro pensionato di arrivare tranquillamente a fine mese. Ed infine, tanto per rinfrescarci le idee e per smentire quella bufala che continua a circolare, perché fa tanto comodo ai sinistrati che da 5 anni continuano a tirare in ballo il famigerato “editto bulgaro“, Enzo Biagi non è mai stato allontanato dalla RAI. Lo confermò lo stesso Biagi, con una lettera alla stampa, affermando che il suo era stato un ritiro volontario. Ma taceva che per consolarlo del suo “ritiro volontario” la RAI lo aveva ricompensato con 3 miliardi di vecchie care lirette. Sì, il vecchio Biagi è vivo e non ha problemi ad arrivare a fine mese. E voi?
Riferimenti: ( Torre di Babele )

5 pensieri su “Enzo Biagi è vivo…

  1. esperimento

    Eppure prima, tanti anni fa, non era così, sembrava molto meglio.
    Chissà se è dovuto all’avanzamento dell’età, al rancore provato nella questione della Rai o ad altro, o a tutto messo insieme?

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  2. webmaster

    Lo leggevo, Giano, quando era direttore di Epoca. Anni 50, mio dio.

    Scriveva cose buone ed ovvie, per i borghesi. Poi scrisse un libro e da allora non ha fatto altro.

    Ha scritto sempre gli stessi tre articoli e lo stesso libro. Uguale, tranne le virgole ed uguali gli articoli. Mi accorsi dell’imbroglio al terzo libro e non ne comprai più.

    Non ha mai lavorato, in vita sua, se non quando partorì le prime cose. Da allora le ha rielaborate. Scoprì Nenni e Nenni scoprì lui. Erano uguali, come l’insalata senz’olio.

    Arrivò la direzione del TG 1 ed il potere, vendette milioni di libri uguali con titoli diversi, scrisse sempre gli stessi tre articoli.

    Passò per saggio perché si metteva le dita nel naso. Essendo titolare di un diplomino di scuola tecnica, morì di pena fino a quando, pochi anni fa, gli rifilarono la solita laurea ad onore, Prodi pronubo. Fece una festa grande a base di lambrusco.

    Divenne nemico di Berlusconi per via dell’intelligenza di Benigni. Lui manco lo sapeva ed il cavaliere si dimostrò all’altezza, affrontando, fra i due, il coglione.

    In galleria, a Milano, dove ha lo studio, lo portano fin sopra in due, per reggerlo. Non cammina più da solo.

    Scrve ancora, per gli eredi. Mica gli costa fatica, lui copia sempre dall’ unico libro che scrisse. parlava, fra l’altro di Gianni Agnelli ed oggi qualcuno ricopia quelle pagine. sempre quelle, da sempre.

    Non infierire Giano. Non vale la candela che ti danno a Musocco.

    Sono crudele, vero? Sì, sono sempre così verso chi mi ha fregato. cavaliere compreso.

    Un abbraccio, Giba

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  3. Nenè

    Esperimento?Secondo me tutto messo insieme, inclusa l’età e una sostanziale forma senile di accidia!
    Giano?Mi piace molto il termine “pacifinti” è coniato da te?Spiegamelo perchè vorrei farne un post, a proposito di post, forse mi arrestano, ma tanto oggi è facile farsi arrestare, ed è altrettanto facile tornare in libertà, nel frattempo, per favore arance e sigarette.Baci baci.

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  4. Giano

    Ciao Esp…
    Biagi è la dimostrazione che non è assolutamente vero che invecchiando si diventa saggi; qualche volta ci si rimbecillisce. Anzi, il più delle volte…

    Cara Sabbiolina, la perseveranza dà sempre buoni frutti, come hai visto.
    Un abbraccio, buona giornata e non stressarti troppo 🙂

    Caro Giuliano, finalmente ti si rivede, cominciavo a preoccuparmi.
    Epoca? Lo leggevo anch’io, era il settimanale “In”.
    Però lo trovavo piuttosto scontato nei suoi servizi, tanto che ricordo che spesso non ero affatto d’accordo con ciò che leggevo.
    Il povero Biagi ieri mi ha fatto quasi pena.
    Ho pensato davvero che lo tenessero su con una impalcatura.
    Ma, a quanto pare, visto ciò che riferisci tu, non mi sono sbagliato di molto se è vero che lo portano su in due.
    Ma perché non se ne sta a casa?
    Ok, seguo il tuo consiglio e non infierisco.
    Buona giornata a te…

    Ciao Nenè, quel termine “pacifinti” circola da molto tempo ed esprime benissimo il concetto di questi finti pacifisti a senso unico e secondo la convenienza.
    Ho visto il post. Tranquilla, non ti arrestano. Oggi liberano perfino i terroristi, figurati…

    Buona giornata a tutti 🙂

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