Tutti a casa!

Non parlo del vecchio film con Sordi, parlo di altro. Molti anni fa, visto il degrado dei manicomi, invece che migliorarne la funzionalità, si prese una decisione drastica e, con la famosa legge Basaglia, si chiusero i manicomi. Tutti i matti a casa. Beh, quelli che avevano una casa e dei parenti disposti ad assisterli. Gli altri, boh…

L’anno scorso, visto il super affollamento delle carceri, invece che costruire nuove strutture, o utilizzare quelle esistenti e non utilizzate (ci sono, ci sono…), si prese un’altra decisione drastica, approvarono l’indulto e mandarono a casa la metà dei detenuti; pare che finora siano usciti in 26.000. Visto che non hanno potuto chiudere del tutto le carceri, hanno fatto una "mezza chiusura",

Dal 31 dicembre scorso una legge impone la chiusura degli orfanotrofi che ospitano orfani, bambini abbandonati o allontanati da casa, con provvedimenti giudiziari, per gravi problemi familiari. Sono circa 30.000 i bambini e ragazzi senza una famiglia ed una casa. Dove andranno? Boh…

Intanto, nonostante la legge (ma ricordiamoci che siamo in Italia), dei 215 orfanotrofi italiani solo 10 sono stati chiusi. Gli altri, con qualche aggiustamento, continuano ad operare, magari sotto altri nomi o modificando la finalità dell’istituto. Insomma, all’italiana. Sono 17.000 i bambini che rischiano di non trovare sistemazione, né nelle vecchie strutture, né in altre.

Comincia allora la battaglia per la sistemazione in regime di adozione o di affidamento, con tutti i problemi che la burocrazia italica (ed in questo non ci batte nessuno) è capace di creare. Per fortuna sono tutti assistiti, bambini e famiglie, da uno stuolo di consulenti, psicologi, psichiatri, specialisti vari. Ma le procedure sono così complesse e le difficoltà burocratiche così tante e spesso insormontabili che gli stessi psicologi, alla fine, sono stressati, con la conseguenza che finiscono per assistersi fra loro.

Sembra che l’ideale sia quello di affidare il bambino ad una famiglia, ma…senza tagliare del tutto i legami con la famiglia naturale. Altrimenti sarebbe troppo facile, no? Quindi, come dice una conduttrice televisiva, affrontando l’argomento, c’è ormai una "cultura della bi-familiarità". Ecco, questa ci mancava. Ma non si tratta delle classiche villette bifamiliari. No, sempre restando in tema di edilizia residenziale, sono piuttosto una specie di "Multiproprietà" dei bambini. Oggi lo tengo io, domani lo tieni tu, dopodomani ci pensa lo psicologo, poi speriamo nella Provvidenza. Lo spirito di questa legge è: "Ogni bambino ha diritto ad una famiglia". Perfetto, giusto e lodevole. Quindi, basta con gli orfanotrofi, chiudiamoli e…tutti a casa. Già, e se la casa non c’è?

Beh, non stiamo tanto a sottilizzare, mica siamo disfattisti. Se ricordiamo che, abolita la leva obbligatoria, sono state chiuse anche molte caserme, sembra che ci sia in Italia una corsa alla "chiusura", di qualunque cosa possa essere chiusa. Del resto, la mania era iniziata molti anni fa con la celebre legge Merlin grazie alla quale furono "chiuse le case chiuse". Ma se erano già chiuse perché le hanno richiuse? Semplice, perché essendo chiuse non erano abbastanza arieggiate, quindi le hanno chiuse per aprirne una sola, ma grande quanto l’Italia ed all’aperto, lungo i viali, nei parchi, sui marciapiedi. Almeno prendono aria e la salute ci guadagna.

In effetti hanno chiuso le strutture che in qualche modo sono luoghi di dolore, sofferenza, maltrattamenti o sfruttamento. Ora, di questo passo, non resta che chiudere l’ultimo dei luoghi di sofferenza, dove tutti quelli che ci finiscono sono malati: gli ospedali. Anche i malati hanno diritto di stare a casa, in famiglia, e godere dell’affetto dei familiari, invece che essere abbandonati nelle mani di medici ed infermieri. "Ogni malato ha diritto ad una casa". Quindi chiudiamo anche gli ospedali e…tutti a casa.

Infine non resterà che chiudere il luogo peggiore di tutti, talmente pericoloso che sono tutti morti: i cimiteri. Bene, chiudiamo anche i cimiteri e…tutti a casa! Vivi o morti. Chissà perché, però, non gli viene in mente di chiudere Montecitorio. Beh, direte voi, perché quelli che ci stanno dentro non soffrono, non sono sfruttati o maltrattati, anzi, campano benissimo. Giusto, quelli che stanno dentro non soffrono, ma fuori sì. E’ per gli italiani che è una sofferenza! Così, pian piano finiranno per chiuderci anche la bocca e potremo cantare solo il "Coro a bocca chiusa" da Madame Butterfly. Chi non la conosce la impari e chiusa lì.

E intanto la mania sta contagiando un po’ tutti. Basta andare in giro e si vedono, affissi a porte e serrande, cartelli con scritto "Chiuso per ferie…Chiuso per lutto…Chiuso per cessata attività…". Insomma una vera epidemia. Però, a pensarci bene, qualcosa di aperto bisognerà pure lasciarlo. Idea, ho trovato (ma come mi vengono a me queste idee…boh!?), apriamo una nuova struttura, bella, accogliente, funzionale, una "Rinco House". Sì, una struttura in cui alloggiare tutti i "Rincoglioniti" che hanno queste belle pensate. Almeno ce li togliamo dai piedi, una volta per tutte! Il motto sarà "Anche i rincoglioniti hanno diritto ad una casa." Sì, ma che sia una casa unica, grande e protetta da alti muri che impediscano la fuga. Così siamo tranquilli e non corriamo il rischio di vederli vagare per l’Italia in cerca di qualcosa da chiudere o, addirittura, di ritrovarceli in casa, in preda ad un raptus di "chiudomania" acuta ed obbligarci a chiudere la luce, l’acqua, il gas, il conto corrente, la porta del bagno, la finestra, la TV, il cellulare, il frigobar… E non potremmo neppure lamentarci perché ci obbligherebbero anche a…chiudere un occhio! Fine del post e discorso chiuso. Oddio, mica mi starà venendo una crisi di chiudomania… Passo e…chiudo!

 

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Riferimenti: ( Torre di Babele )

5 pensieri su “Tutti a casa!

  1. correntedoppia

    appena ho visto il titolo sono rimasto fulminato perche nel pomeriggio un vecchio mi ha raccontato una storia di guerra che ricorda il film… ma non voglio portare fuori strada i commentatori, ciao buona serata.

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  2. Giano

    Ciao, sì, in effetti era un film drammatico che racconta lo sbando delle truppe italiane dopo l’armistizio. Niente a che fare con il post.
    Infatti l’ho specificato in apertura.
    Grazie, buona serata 🙂

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  3. lore

    “L?istruzione Crimen sollicitationis non è del card. Ratzinger o della Congregazione per la dottrina della fede, ma un documento del Sant?Ufficio pubblicato il 16.3.1962.
    Non è un documento segreto perché la Tipografia poliglotta vaticana l?ha pubblicato con questo titolo ?Procedimento nelle cause di sollecitazione? (1962).
    Questa Istruzione dava delle direttive nei casi di “sollicitatio ad turpia”, vale a dire di incitamento a commettere atti impuri.
    Di questo crimine parla già un decreto del S. Ufficio dell?11.2.1661″

    Ciao Giano, penso sia utile far circolare un po di verità, ogni tanto 😉

    Lorenzo

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