Adolesce(Me)nza

Talvolta leggendo i quotidiani in rete si ha l’impressione di aver già letto certe notizie. Come se fossero le stesse del giorno prima. Pensi che sia in sciopero la redazione. Invece, purtroppo, non è così. Sono notizie nuove, fresche di giornata, come le uova in fattoria, sono solo aggiornamenti della quotidiana follia umana.

Così succede che leggi la notizia di uno stupro di gruppo su una adolescente e pensi che sia la stessa notizia di qualche giorno fa. No, è un’altra. Allora, mentre leggi su TGCom la notizia sullo strupro di un gruppo di ragazzi, fra i 14 ed i 16 anni, su una dodicenne a Reggio Calabria, vedi a lato un’altra bella notizia: “Livorno – Minori producevano film porno” Filmati con telefonini dell’ultima generazione da un gruppo di otto ragazzi e ragazze fra i 14 ed i 18 anni. Così, tanto per distrarsi. Tutto qui? No, perché sotto c’è ancora un’altra edificante notizia: “Ancona – In 17 abusano di una tredicenne” Anche in questo caso si tratta di ragazzi fra i 14 ed i 17 anni, che poi facevano circolare i filmati delle loro imprese sessuali. “Le immagini choc con la 13enne vittima di violenze sarebbero state scaricate sul computer, dopo le riprese con il telefonino, e ampiamente diffuse tra gli amici con la sensazione che per chi ha compiuto il reato e ne ha diffuso le riprese tutto fosse assolutamente normale.”

Già, tutto normale. Come era cosa del tutto normale il fatto che qualche mese fa una ragazzina si sia presentata all’esame di terza media col pancione perché incinta al nono mese. Che sia l’effetto delle lezioni di educazione sessuale introdotte in tutte le scuole e, in alcuni casi, perfino alle scuole materne? Prima si comincia e meglio è; no? Bisogna complimentarsi con gli insegnanti, ma anche i ragazzi, evidentemente, seguono con profitto le lezioni ed imparano presto. Bravi. E quando hanno ancora qualche dubbio, può succedere, ci sono insegnanti che si sacrificano, come la supplente di matematica a Torino, che danno ripetizioni private con esempi pratici; non di matematica, di sesso.

Bene, bene, e poi dicono che la scuola non funziona! L’importante è tenere i ragazzi occupati, altrimenti succede che magari, sempre per distrarsi, si accaniscono con insulti e violenze su un compagno disabile, filmano la scena e la mettono in rete fra i “Video divertenti”. Ma anche questo è del tutto “normale”. No? Ora, qualunque commento è superfluo. Però tutti ne parlano; TG, opinionisti, esperti, insegnanti, psicologi.

Qualche giorno fa anche Ferrara, a “Otto e mezzo”, ha dedicato una puntata al caso del disabile oggetto di pestaggi da parte dei compagni di classe. Ospiti della puntata, intitolata “Adolescenti estremi“, personaggi della politica, una psicologa, una scrittrice. Tutta gente “esperta“. E’ curioso notare come ci siano stuoli di politici che quando appaiono in TV, qualunque argomento si affronti, sappiano benissimo cosa si deve fare, ma in pratica non fanno niente. E’ curioso notare come ci siano stuoli di psicologi che quando vanno in TV sappiano benissimo cosa fare e come affrontare i problemi, ma i problemi sono sempre lì, insoluti, anzi peggiorano. Curioso, vero?

Mi ricordano quegli esperti di economia e finanza che dopo il crack della Cirio, della Parmalat o dei bond argentini, sono stati bravissimi a spiegarvi per filo e per segno perché avete sbagliato ad acquistare quei titoli. Il bello è che sono gli stessi che fino al giorno prima erano del tutto fiduciosi sull’andamento di quei titoli, anzi, in certi casi ne consigliavano l’acquisto. Ma stranamente, il giorno dopo, si scopre che loro non c’erano, o se c’erano dormivano. Beh, la finanza, si sa, è roba per esperti o per “furbetti”. Bene, anche nel caso della puntata di Ferrara non si sono smentiti. Hanno parlato di tutto, con evidente “cognizione di causa“. Ma, tanto per adeguarsi al politacally correct dell’informazione, guardandosi bene dall’affrontare il vero problema e chiamare le cose con il loro nome.

Una volta quei ragazzi sarebbero stati chiamati “delinquenti” o qualcosa del genere. Ma loro no, non hanno mai neppure tentato di dare una definizione. Il massimo dell’accusa è stato definire quell’episodio come “bullismo“. Specificando, per di più, che quel termine non piace e che, come ha detto l’Armeni dalle ciglia sfarfallanti, “è un termine recente”. Recente? Ma va.

Ordunque, negli anni cinquanta, quando andavano di moda i “fusti” alla Maurizio Arena, di coloro che assumevano atteggiamenti provocatori, spacconi, aggressivi e prevaricatori, si diceva che “facevano i bulli“. Già, proprio così. Ma tutto questo Pippo, pardon, la Armeni non lo sa. Si dice anche, con preoccupazione, che stiamo assistendo ad una ondata di violenza nelle scuole e si fa il debito paragone con la scuola di un tempo, magari auspicando una certa forma di maggiore autorità. Orbene, ancora negli anni ’50, ebbe un notevole successo editoriale un romanzo di Evan Hunter “Il seme della violenza“, dal quale venne tratto anche un film omonimo, che raccontava delle violenze gratuite in una scuola di una metropoli americana. Ma anche questo l’Armeni non lo sa.

Bene, si potrebbe dire che “Niente di nuovo sotto il sole“. Si preferisce, invece, trastullarsi con i soliti discorsi sulla responsabilità della scuola e della famiglia. Già, perché deve essere la scuola a educare i ragazzi. E quando non basta la scuola deve essere la famiglia. Perfetto. E se la scuola è quella in cui insegna la supplente di matematica che dà ripetizioni private di sesso? Si dirà che sono casi isolati e che, comunque, in primis deve essere la famiglia a fornire una solida educazione. Bene. Sentiamo ripetere spesso, da parte di tutti gli esperti, ogni volta che si parla di violenze varie sulle donne e sui bambini, che la stragrande maggioranza delle violenze avvengono in famiglia. Guarda, guarda. Allora se è la famiglia a dover educare i ragazzi, e la famiglia è quella di un padre che abusa dei figli, che succede? Nessuno ce lo spiega. Meglio non entrare in dettagli, vero? Allora si tira in ballo la necessità di far capire ai ragazzi l’importanza della tolleranza, della convivenza, dell’accettazione degli altri e, ovviamente, dell’uguaglianza.

Già, quanto ci piace l’uguaglianza. Che bella l’uguaglianza. Noi stiamo crescendo a pane ed eguaglianza. E gli effetti si vedono. E siccome quando si parla di uguaglianza viene spontaneo parlare di democrazia ecco che la psicologa di turno, da esperta, fornisce la sua bella spiegazione, concedendosi una citazione dotta, che fa sempre il suo bell’effetto. Eccola, parole testuali: “Nulla educa alla democrazia più dell’esercizio della democrazia“. “Bobbio...” aggiunge raggiante la Armeni. Di Pietro direbbe “Che c’azzecca?“. Niente, c’entra come i cavoli a merenda, ma siccome la citazione è di Bobbio le ciglia della Armeni sembrano farfalle impazzite dalla gioia.

E’ curioso come la gente riesca sempre a parlare di tutto eccetto affrontare il nocciolo della questione. Ma non si può pretendere troppo. Breve parentesi sulla uguaglianza. A nessuno verrebbe in mente di raccogliere fondi per aiutare i bambini svedesi. Perché? Semplice, perché si presume che i bambini svedesi non abbiano bisogno del nostro aiuto, in quanto hanno un tenore di vita simile al nostro. Lo facciamo, invece, per aiutare i bambini del terzo mondo, perché ne hanno bisogno in quanto esiste una evidente “diversità” fra la loro povertà e la ricchezza della nostra società. Ciò che stimola la necessità di aiutarli non è, quindi, l’uguaglianza, ma la diversità. Eppure sembra che parlare di “diversità” sia sconveniente, anzi peggio, deplorevole. Perché? Perché ostinarsi a considerare uguale ciò che è diverso e proprio in virtù della sua diversità necessita di maggiore attenzione?

Quando in quel cervellino bacato dal tarlo dell’uguaglianza riuscirà ad entrare questo piccolo concetto facile facile sarà sempre tardi. Il termine “diversità” è bandito da tutta una cultura fondata su una aberrante interpretazione del termine “Uguaglianza”. Che vi piaccia o no, in natura l’uguaglianza non esiste. La norma della natura non è l’uguaglianza, ma la diversità. Allora il primo e più importante compito di una società civile non è quella di considerare o auspicare che tutti siano uguali, ma è quello di riconoscere e valorizzare la diversità degli individui. Chiusa la parentesi.

Torniamo al dunque e, a parte le lacune della Armeni e le dotte citazioni del cavolo, cosa hanno concluso gli “esperti” ospiti della puntata? Niente, assolutamente niente. Così come non hanno concluso niente quando i soliti “esperti” si esercitavano nella spiegazione delle cause che portarono i soliti alunni giocherelloni ad allagare il liceo Parini a Milano, subito imitati da altri giocherelloni in altre città. Come non risolvono nulla quando dei ragazzi annoiati, tanto per distrarsi, gettano sassi dal cavalcavia sulle auto in transito, o prendono a sassate i vaporetti a Venezia. Soliti episodi di ordinario teppismo. Ma guai a mettere sotto accusa i ragazzi. No, i ragazzi non sono mai colpevoli. La colpa è sempre della società, della scuola, del disagio giovanile, di mille motivi, ma mai una volta che qualcuno dica chiaro e tondo che si tratta di delinquenti, punto e basta. E che come tali andrebbero trattati.

Sembra che il problema di tutti questi esperti sia sempre quello di trovare la giustificazione per ogni tipo di violenza o vandalismo. Tutti pronti a giustificare e difendere i delinquenti. E chi pensa a tutelare e difendere i ragazzi normali? Già, perché ci sono anche ragazzi perbene, educati. Nessuno li tutela? Ah già, i ragazzi perbene non hanno bisogno di aiuto. Meglio tutelare i delinquenti e soprattutto “Nessuno tocchi Caino”, viva la libertà, l’uguaglianza e se ti azzardi a parlare di “diversità” o sei fascista o razzista, a piacere.

Una buona volta bisognerebbe cominciare a mettere da parte la famosa “uguaglianza” e distinguere fra i ragazzi delinquenti e quelli che non lo sono. Altrimenti si finisce per giustificare tutto e tutti. Come quando l’on. Paolo Cento difende gli espropri proletari giustificandoli con il “disagio sociale”. Bisognerebbe cominciare a dire che le punizioni, qualche volta, sono necessarie e sacrosante. E forse bisognerebbe cominciare a rivedere alcuni cardini dell’educazione moderna, in base ai quali non si può punire un bambino e nemmeno rimproverarlo perché potrebbe creare dei traumi. E così facendo si evitano i “traumi” ai bambini, ma quando i bambini crescono provocano dei traumi ben peggiori agli adulti. Bisognerebbe anche rendersi conto che nemmeno i bambini sono tutti uguali e ci sono dei bambini che già a 4 o 5 anni manifestano segni preoccupanti di aggressività e di difficoltà a socializzare con gli altri bambini; cosa che tutti coloro che operano negli asili possono confermare. E smetterla con la storiella di demandare l’educazione alla scuola o alla famiglia.

Quando Caino ammazzò Abele non c’era scuola che educasse ed in famiglia erano in quattro. E allora? Caino è stato educato male? E da chi? Perché non ce lo spiegano gli esperti? La spiegazione c’è, ma nessuno vuole vederla. E’ nella natura dell’uomo. E’ nella cattiveria che è insita nell’uomo fin dalla nascita. La malvagità è genetica. In alcuni è più evidente, in altri meno. L’educazione può modificare in parte la predisposizione ed attenuarne gli effetti, ma non annullarla del tutto. E finché non si accetta questa verità tutte le vostre teorie psicologiche servono solo a farsi delle grandi pippe mentali.

Capito, cara psicologa che cita Bobbio? Capito Bobbio che prima di educare alla democrazia avrebbe dovuto chiedersi e spiegarci cosa intendeva esattamente per esercizio della democrazia? A nessuno viene il dubbio che forse è proprio in una applicazione distorta della democrazia che risiede la radice di molti mali? Ma voglio chiudere con una vecchia storiella.

Una mamma accompagna il suo bambino in un negozio di giocattoli. Il bambino è interessato a tutto, ma poi è attratto da un cavalluccio a dondolo. Ci sale sopra e sembra divertirsi tanto che non vuole più scendere. La mamma cerca in tutti i modi di convincerlo a scendere per andar via, ma lui niente, non sente ragioni. Arriva il commesso che tenta pure con le buone maniere di convincerlo. Niente da fare. Interviene il direttore del negozio promettendogli dei dolciumi. Niente da fare, il bambino non vuole sentirne di scendere. Intanto si è formato un capannello di persone incuriosite dalla scena. Arriva un signore, segue la scena e, capito il problema, si fa largo fra i presenti, si avvicina al bambino e gli sussurra qualcosa all’orecchio. Miracolo. Il bambino, moggio moggio, scende dal cavalluccio e si avvicina timoroso alla mamma la quale, naturalmente incuriosita, chiede al signore: “Cosa gli ha detto per convincerlo?” Ed il signore risponde “Niente di speciale. Gli ho solo detto…Se non scendi subito dal cavalluccio ti do un cazzotto che ti stacco la testa.”. Fine della storiella. E chi vuole intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo…
Riferimenti: ( Torre di Babele)

9 pensieri su “Adolesce(Me)nza

  1. lore

    Come sempre Giano sono in sintonia con il tuo pensiero. Questi mostri sono riusciti addirittura a farmi tornare a postare nel blog!

    Vedi, il fatto è che l’Armeni ha ragione: la colpa E’ della società, della famiglia e degli educatori. Ma nel senso che intendi tu, non in quello delle frittate psicosociologiche: non si insegna più che uno schiaffo dato al momento giusto non implica per forza una denuncia al telefono azzurro. Ora c’è il “vietato vietare”… ma sarebbe l’ora di accorgersi che il peccato originale non è una favoletta. E questo viene fuori proprio dopo il discorso che ti avevo fatto sui giovani qualche post fa… ora puoi capire meglio la mia desolazione.

    Vabbè, speriamo sempre. E preghiamo soprattutto per quella povera bimba violentata a 11 anni ora costretta a sedute psichiatriche, che non riesce più ad andare a scuola. Penso proprio che uno sberlone avrebbe prodotto, nel complesso, meno traumi.

    Mi piace

  2. laracchia

    Posso confessarti di essere molto spaventata,
    sono madre, i miei figli sono ancora adolescenti,
    non mi piace come a volte parlano di certe cose.
    Io cerco di insegnargli la non violenza,
    ma quando all?uscita dalla scuola tuo figlio viene picchiato dal bullo di turno,
    finendo al pronto soccorso, per aver perso conoscenza.
    Che consigli dei dare?
    La preside non si è nemmeno degnata di prendere dei provvedimenti,
    perché è accaduto fuori dal cancello, eppure ogni giorno qualcuno prendeva le botte,
    sempre dallo stesso, mi ha pure scoraggiata di segnalare la cosa ai carabinieri,
    ? sa signora, è il figlio di XXX potrebbe farle qualche dispetto?.
    Quando qualche giorno dopo finisce nuovamente al pronto soccorso
    perché un altro deficiente per divertimento, gli è andato sopra con la bicicletta,
    procurandogli una frattura!
    Quando questi bulli vengono difesi perché provengono da famiglie disastrate
    e non vogliono creare altri problemi, cosa si deve fare?
    A noi chi ci difende?
    Io posso dire a mio figlio di lasciar perdere, ma fino a quando?
    Noto con orrore che questi piccoli delinquenti,
    stanno diventando un esempio per gli altri,
    per non subire preferiscono diventare bulli pure loro.

    Mi piace

  3. ariela

    Caro Giano per rafforzare la tua storiella conclusiva ti racconto un fatto vero: ho un marito piuttosto taciturno e tre figli maschi. Quando il grande aveva diciasette anni e il secondo quattordici, abbiamo scoperto che nel loro liceo, di cui ero la direttrice, c’era la droga. Eravamo molto severi in merito, cosa che ha scatenato discussioni a casa. Un giorno che discutevo violentemente con mio figlio grande che diceva scicchezze come “Nella vita bisogna provare tutto” o “Quello che faccio nella mia vita privata è solo affare mio” ed io mi scalmanavo urlante, mio marito ha aperto bocca per dire ai due ragazzi “Siete miei figli e vi voglio un gran bene. Potete fare affidamento su di me per ogni aiuto di cui avrete bisogno, ma se vengo a sapere che usate quelle porcherie, prima vi rompo le ossa, poi vi denuncio alla polizia”. Pochi giorni fa scherzavamo ricordando episodi della loro adolescenza e tutti e due (45 e 42 anni)hanno detto che l’intervento di mio marito è stato mille volte più efficace di tutte le lezioni/ramanzine/spiegazioni/ecc. che hanno ricevuto a scuola.
    Ciao, un abbraccio affettuoso.

    Mi piace

  4. Giano

    Ciao Lore, le colpe ci sono e sono tante.
    Una per tutte, quel “Vietato vietare” che tu citi e che è alla base di quel culturame di sinistra che non finirà mai di procurare danni.
    Troppo facile andare a ricercare strani malesseri sociali o pilatescamente demandare alla scuola o alla famiglia l’educazione dei ragazzi.
    Troppo facile e inutile quando i ragazzi sono immersi, fin da piccoli, in un mondo il cui l’imperativo categorico sembra essere proprio quel “Vietato vietare”.
    Per non parlare dei modelli imposti quotidianamente dai media, TV in testa.
    Cosa ci si può aspettare?
    Esattamente ciò che sta succedendo ed abbiamo sotto gli occhi.
    Ciao Lore, almeno tu conservi un filo di speranza. Io ho perso anche quella, già da molto tempo…

    Mi piace

  5. Giano

    Cara Racchiaspaventata, ti capisco benissimo e di certo non ti invidio.
    Il mestiere di genitori è sempre stato quello più difficile.
    Comunque ti comporti alla fine scopri di aver sbagliato qualcosa.
    Oggi ancora di più, perché l’educazione dei ragazzi non dipende solo dai genitori, o dalla scuola, ma da un influenze esterne in gran parte negative. E per una serie di motivi i ragazzi sono influenzati più da questi stimoli esterni che dai buoni consigli dei genitori.
    E’ una società in completo disfacimento in cui i nuovi valori sono quelli dell’assenza totale di valori. E ne pagheremo le conseguenze.
    Ti auguro solo di riuscire almeno a limitare i danni.
    Coraggio…

    Mi piace

  6. Giano

    Ciao Ariela, ti ringrazio per la tua testimonianza di vita reale che conferma la morale di quella simpatica storiella.
    Forse bisognerebbe tornare ai vecchi metodi, ma ho paura che sia tardi, per i motivi che ho accennato nei commenti precedenti.
    E perché non vedo segnali di cambiamento per il futuro. Anzi, li vedo, ma sono tutti negativi.
    A meno che non succeda un miracolo…
    Un abbraccio

    Mi piace

  7. Nenè

    GIANO, sono stata semi assente settimana di lavoro di stress di lutti e pianti ecc
    oggi sono finalmente qui leggo e ti dico la mia.
    Noi come sai siamo cresciuti a Roma, il mio terzo fratello all’età di 17 anni, aveva preso l’abitudine di fare sempre più tardi la sera…a nulla valsera i ripetuti avvertimenti.Una sera mamma preparò una valigia con tutta la roba di Gioacchino dentro e quando lui rientrò era oltre la mezzanotte trovò la porta di casa chiusa e la valigia fatta lui, orgoglioso la prese molto male, non bussò neppure, scese, aprì la macchina di papà e ci si mise dentro a dormire…mamma telefonò in questura a via Vitali, il commissario era un amico di famiglia d’accordo con lui, fu avvisato il commissariato di zona…in altre parole mio fratello fu arrestato(d’intesa)per vagabondaggio.Il giorno dopo mammma andò a riprenderlo in camera di sicurezza…da allora Gio, non ha mai più fatto tardi una sola notte, in vita sua, ora ha due figli, una bella famiglia e Ariela, Giano?A casa nostra siamo pronti a fare coi nostri figli la stessa identica cosa, TUTTI!Non so da te ma da me si dice: ” il medico pietoso fa infettare le piaghe “. Un saluto:-)Sà

    Mi piace

  8. …Giano?Non è solo html è qualcosa di più contorto(il sistema si chiama css e funziona collegando l’intero blog ad un servizio esterno alla Tiscali, il sito ospita il tuo blog in collegamento e con un front(tuo personale)dopo l’iscrizione vi entri, ti scegli un’immagine(1024×768) la nomini, nomini l’estensione Jpg o bmp o…)e il gioco è fatto, la complicazione nasce dalla sudditanza(al sito che ti ospita, se dovesse smettere, il sistema cadrebbe e poi xkè non ti lascia SOVRASCRIVERE!In altre parole ad ogni cambio di immagine devi ricominciare col file manager, in ogni caso se vuoi, mando pure a te le istruzioni generali che sto preparando per altri di noi che vogliono cambiare.Ciao saggio, che ti voglio bene!

    Mi piace

  9. Giano

    Ciao Nenè, come vedi i sistemi di educazione di una volta funzionavano.
    Il detto sul medico pietoso è sempre valido.
    Ed oggi di piaghe infette ce ne sono sempre di più, grazie a questi medici pietosi…e ipocriti.
    Quel sistema CSS mi sembra un po’ complicato, almeno per me che sono molto, ma molto pigro.
    Comunque auguri per il tuo blog, sempre più bello…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...