In origine era…Dio, forse.

 

L’universo conosciuto è costituito di materia. E la materia si forma, si aggrega e si trasforma non casualmente, ma regolata da precise leggi fisiche (L’universo ed il caso). Ogni cosa in natura segue un percorso preciso già designato da queste leggi. Così non succede che un lombrico nasca lombrico e poi decida di diventare un cavallo. Non succede che una stella decida di riposarsi per un po’ e non brillare. Non succede che Plutone, visto che lo hanno anche declassato da pianeta, stanco di sentirsi emarginato, decida un sabato sera di abbandonare la sua orbita e vada a fare un giro per galassie sperando di trovare un localino aperto ed un po’ di vita. Ogni cosa, dal filo d’erba alle galassie, nasce, vive e muore in stretta osservanza di queste leggi della fisica che regolano l’universo.

Niente è, quindi, casuale. Quello che definiamo “evento casuale” e che apparentemente è dovuto a cause fortuite non prevedibili è invece generato da precise regole e cause concomitanti. Il fatto che a noi appaia casuale è dovuto solo alla nostra impossibilità, per incapacità o mancanza di conoscenze adeguate o di strumenti adatti, di verificare ed individuare queste cause scatenanti dell’evento che definiamo casuale. Se, per ipotesi, l’uomo disponesse di tutte le conoscenze possibili e di strumenti potentissimi, tali da poter valutare tutte le variabili presenti in natura, potrebbe prevedere il futuro. In assenza di tale possibilità, molto remota, continuiamo pure a definire evento casuale ciò che non riusciamo a spiegare. Ma teniamo presente che il caso non esiste. Facciamocene una ragione.

La materia, quindi, segue precise leggi. La materia esiste in quanto regolata dalle leggi e le leggi esistono in quanto trovano applicazione nella materia. Materia e leggi fisiche sono strettamente connesse, tanto da essere indissolubili e formare un tutt’uno. E tanto dovrebbe bastarci. Ma siccome siamo curiosi per natura, potremmo non accontentarci di questa semplice constatazione e chiederci quale rapporto esista fra la materia e le leggi che la regolano. Cos’è la materia e cos’è una legge fisica?

La materia è tutto ciò che costituisce l’universo e che possiamo osservare. La materia è consistente, ha una dimensione, una massa, è tangibile, misurabile, è quantificabile. E la legge fisica? Prendiamo, per esempio, la più famosa delle leggi della fisica: E=MC2. Possiamo semplicemente trascriverla con la sua formula o possiamo enunciarla e dire “L’energia è uguale alla massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce”. Possiamo dire di questa formula che sia tangibile, misurabile e quantificabile? Non ha una sua altezza, non ha una base, non ha peso, non è altro che una enunciazione astratta. Trova la sua applicazione in natura, ma non ha una dimensione propria. Possiamo scomporre le molecole, gli atomi, ma non troveremo mai una particella sulla quale ci sia un cartellino con scritto “E=MC2”. E’ quello che chiamiamo concetto astratto o idea o definizione o enunciato o in altri modi, ma non è una entità consistente.

Così come non lo sono tutti i concetti astratti che usiamo, attraverso il linguaggio, per comunicare. Eppure esiste, come esistono tutte le altre leggi e tutti gli altri concetti che diamo per scontati. Esiste perché ne possiamo verificare gli effetti sulla materia. E questi effetti sono misurabili e quantificabili. E allora deve per forza esistere, visto che produce degli effetti misurabili. Ma, poiché non è essa stessa tangibile, la legge fisica non è materia. Esiste, ma non è materia. E allora deve essere qualcosa di diverso dalla materia, qualcosa di altra natura, qualcosa che va oltre la natura stessa.

Quando Aristotele ebbe terminato di scrivere i suoi libri sulla natura, volle dedicare un libro a tutto ciò che non era compreso nella natura, che non era fisico, e lo chiamò “Metafisica”, ovvero tutto ciò che è al di là delle cose fisiche. Esiste dunque qualcosa che è al di là della materia quantificabile, un mondo a parte, di diversa natura, non tangibile e quantificabile come quello materiale, ma che esiste. Di questo passo finiamo dritti dritti per riconoscere l’esistenza dell’iperuranio platonico, ma non è questo lo scopo che ci prefiggiamo. Ci basta sapere che le leggi fisiche esistono e che se ne stanno tranquille in un loro mondo che, vista la presenza di tante leggi, deve essere anche molto ordinato.

Non succederà mai, per esempio, che una qualche legge un giorno si metta a capo di un movimento, prenda il potere e proclami “Da domani la legge di gravitazione universale è abrogata. Tutti i pianeti, le stelle e le galassie sono libere di andare dove vogliono.” No, nel loro mondo non succede, le leggi fisiche sono serie, non sono come noi umani. Le leggi fisiche, quindi, esistono in sé e non sono materia. Ma allora, visto che materia e leggi sono di diversa natura, potrebbero esistere separatamente?

La prima impressione è quella di confermare quanto già detto, affermando che siano strettamente connesse ed indissolubili e che, per conseguenza, nascano contemporaneamente. Ma proviamo a verificare. La materia esiste in quanto è determinata, nel suo formarsi e nel divenire, dalle leggi fisiche. Quindi l’esistenza della materia è subordinata all’esistenza delle leggi, siano fisiche, chimiche, matematiche etc… Non può nascere e formarsi materia che non sia determinata e regolata da precise leggi. Quando idrogeno ed ossigeno si incontrano succede che due atomi di idrogeno si uniscono ad un atomo di ossigeno e formano una molecola di acqua (H2O). La molecola d’acqua, quindi, si forma perché esiste una precisa regola che fa in modo che idrogeno ed ossigeno si combinino secondo quella formula. Non nasce prima la molecola e poi la formula.

Se non esistesse la formula potrebbero combinarsi in altro modo e generare molecole di altro tipo. Potrebbe succedere che idrogeno ed ossigeno, magari trovandosi in compagnia “casualmente” di altri atomi, si uniscano tutti insieme e diano vita a qualcosa di diverso dall’acqua. E così potrebbe succedere che dal Monviso nasca un bel fiume di birra o di ottimo barolo. Ma non succede che si formi qualcosa di diverso. Non succede perché gli atomi si uniscono fra loro secondo regole precise, non casuali, e che necessariamente devono esistere prima che si formi la molecola. Altrimenti, come detto, le combinazioni sarebbero del tutto casuali.

Ma se fossero casuali non darebbero origine a nessuna legge, a nessuna regola, nessuna formula. Tutta la materia, e l’universo, continuerebbe ad essere solo una aggregazione casuale sempre diversa. Se invece possiamo scoprire delle regole e leggi fisiche è perché i fenomeni si ripetono sempre nello stesso modo. E ciò, ancora una volta, esclude l’esistenza di eventi casuali. Ma se la legge fisica nascesse nello stesso istante in cui si forma la materia, questa non sarebbe determinata da una precisa regola. Quindi sarebbe casuale. E siccome abbiamo detto che non può essere casuale, significa che la legge fisica deve esistere prima della materia. E’ possibile? Certo che è possibile. Lo è perché, come abbiamo detto, la legge fisica non è materia, è di diversa natura e, quindi, può esistere indipendentemente dalla materia. Per il rapporto di causa/effetto tra la materia e la legge che la regola, bisogna quindi concludere che non solo la legge fisica esiste indipendentemente dalla materia, ma esiste “prima” della materia.

Sarà il caso di ricordare che nei primi istanti di nascita dell’universo, subito dopo il Big Bang, la materia non esisteva ancora. Esistevano solo particelle elementari, come i quark ed i leptoni, e che la materia si è formata successivamente. I primi atomi ad essersi formati sono stati quelli di idrogeno ed elio. Per quanto detto prima, dovremmo chiederci come e perché si è formato il primo atomo di idrogeno. Per caso? No, se è vero che il caso non esiste. Allora bisogna riconoscere che si è formato perché evidentemente esisteva già una qualche predisposizione a far aggregare le particelle subatomiche in maniera che si formasse un atomo di idrogeno. La stessa “predisposizione” doveva esistere anche per la formazione di tutti gli altri elementi.

Ora facciamo ancora un passo indietro e consideriamo ciò che era l’universo prima del Big bang. Impossibile saperlo, anche per la scienza. Possiamo però fare delle ipotesi. Una cosa è certa, deve essere qualcosa di diverso dalla materia e dall’universo conosciuto. Posto che non deve essere materia, quale la conosciamo noi, ma deve comunque esistere qualcosa, diciamo che, tanto per semplificare, questo qualcosa lo chiamiamo “energia”. E deve anche contenere una qualche legge fisica, altrimenti non potrebbe esistere. Anche l’energia e le particelle elementari devono essere regolate da qualche legge. E, come nel caso della materia, dobbiamo supporre che la legge che regola l’energia, esista indipendentemente e prima dell’energia stessa.

Se esiste prima dell’energia può essere qualcosa di eterno oppure di limitato nel tempo. Se la legge fosse eterna sarebbe immutabile e quindi non darebbe origine a nessun mutamento e nessuna formazione di energia. Allora, se non è eterna deve avere avuto un inizio. Se ha avuto un inizio può essere ancora di due specie: o continua ad esistere in una situazione di stabilità ed immutabilità, senza dare origine a nessuna forma di energia o materia, oppure deve contenere in sé la predisposizione a generare qualcosa, che abbiamo chiamato energia.

Nel primo caso l’effetto sarebbe simile a quello previsto nel caso questa legge fosse eterna ed in tal caso non darebbe origine a niente. Nel caso, invece, contenga in sé la “predisposizione” a generare energia può trovarsi ancora in altre due condizioni. O questa predisposizione viene attuata subito, con l’immediata generazione di energia, oppure viene rinviata ed attuata in un tempo successivo non determinato. Ma noi sappiamo che una legge fisica non è una regola che si presti ad interpretazione o che indifferentemente possa o non possa applicarsi. Non esiste una legge la cui applicazione non sia immediata. Se esistessero delle circostanze in cui una certa legge fisica si può applicare, ma non subito, con calma, forse più tardi, non sarebbe una legge fisica. Gli effetti possono, in alcuni casi, essere protratti e verificarsi nel tempo, ma la legge trova applicazione immediata.

Allora bisogna dire che questa legge che regola e genera l’energia non può trovare applicazione in un tempo futuro non determinato, ma deve applicarsi immediatamente. Nello stesso istante in cui questa legge, che possiamo chiamare “legge prima” esiste, non può non essere applicata. Quindi, nello stesso istante in cui comincia ad esistere, subito dopo, una frazione infinitesimale di secondo, genera l’energia. Questa energia, a sua volta, contiene in sé la predisposizione ad esplodere, quello che chiamiamo Big bang, e dare origine all’universo che, fin dal primo istante, contiene in sé tutte le leggi fisiche che regoleranno successivamente la formazione della materia.

La conclusione di quanto detto è che quella concentrazione di energia che esisteva prima del Big bang è durata solo una frazione infinitesimale di secondo. Quindi la nascita dell’universo si è verificata “quasi” istantaneamente con la nascita di ciò che esisteva prima del Big bang. Potrebbe essere, potrebbe non essere. Ma così come non si può dimostrare quanto ho detto non si può dimostrare nemmeno il contrario. Strano, ma è così.

Ora il problema, l’ultimo, è questo. Posto che l’universo nasce dal Big bang che, a sua volta, nasce da un qualcosa di preesistente che abbiamo chiamato energia e che questa stessa energia nasce dalla “legge prima”, da cosa nasce o da cosa è generata questa “legge prima”?

Abbiamo visto che materia e legge fisica esistono, ma sono di diversa natura. Esiste qualcosa, quindi, che non è materia, ma appartiene ad un’altra dimensione. Se supponiamo che possano esistere altre dimensioni diverse da quella della materia tridimensionale, nessuno ci vieta di pensare che queste dimensioni possano essere più d’una. Non solo la scienza crede nell’esistenza di altre dimensioni, ma alcuni ipotizzano addirittura una ventina di dimensioni diverse. Pensiamo, per esempio, alla dimensione “Tempo” la cui esistenza è provata scientificamente, ma ci è quasi impossibile averne una idea chiara. Il tempo esiste, è una dimensione dell’universo, ma noi non la percepiamo. Così potrebbero esistere altre dimensioni delle quali noi non abbiamo percezione.

Allora, considerato che potrebbero esistere più dimensioni, supponiamo che esista una dimensione che sia diversa dalle quattro dimensioni conosciute, compreso il tempo, e da quella astratta che abbiamo identificato con le leggi fisiche. E tornando al problema sull’origine della “legge prima” possiamo pensare che ciò che l’ha generata sia qualcosa che non è materia tridimensionale, non è il tempo, non è nemmeno una legge fisica e, forse, non è nemmeno energia. E’ qualcosa di altro genere e natura.

Se fosse un’altra legge a generare la “legge prima” saremmo da capo, dovremmo tornare indietro e dire che la legge è generata da un’altra legge che è generata ancora da un’altra legge, e così all’infinito. Deve essere, quindi, qualcosa di diverso. Allora ciò che ha generato la legge prima deve essere qualcosa di natura diversa anche dalle leggi fisiche. Questo qualcosa che ha dato origine alla “legge prima” è diverso da tutto ciò che abbiamo menzionato finora, è un’altra dimensione, la prima dimensione, quella originaria, la dimensione dalla quale sono nate tutte le altre.

Chiamiamola, tanto per diversificarla e darle un nome, dimensione “Volontà”. Se non vi piace chiamarla volontà, chiamatela come vi pare. Potete chiamarla Entità superiore, Spirito, Creatore, Allah, Manitou, o, se preferite, chiamatela…Dio.

Dio computer1

P.S.

Non è e non vuole essere una dimostrazione scientifica, è solo una specie di giochino o, come ho detto in un precedente post, un divertente esercizio di logica. E siccome ho appena finito di scriverlo è anche lungo e forse confuso. Come dice quello “Se avessi avuto più tempo sarei stato più conciso e chiaro”. Pazienza, prendetelo com’è. Grazie…

Riferimenti: ( Torre di Babele)

14 pensieri riguardo “In origine era…Dio, forse.”

  1. Basterebbe semplicemente pensare che in natura esiste di ogni cosa l’esatto contrario:
    cosicchè della materia esiste l’immateria cioè l’antimateria, che non si vede(es. i buchi neri che divorano una larga fetta dell’universo)
    In campo psichico poi sappiamo con certezza scientifica che esistono le sensazioni, che a loro volta producono gli ‘stati d’animo’ niente di tutto questo è visibile la totalità di tutto questo è certa, è dimostrabile in parte o in toto.
    La creazione non è dimostrabile la casualità neppure, perchè non ammmettere semplicemente che entrambe le cose possano esistere?
    Perchè non ammettere il ‘totalmente oltre’ che va al di la del mondo tangibile inoltrandosi in sentieri ove la nostra specularità non puo addivenire?
    Hai ragione, eppure c’è un qualcosa d’altro ancora, c’è una parte di noi che pur non vedendo percepisce(buono l’esempio del tempo, che vale per noi, ma non ha altrettanto valore per chi si muove al di fuori di esso)quella parte di noi in alcuni è più vigile che in altri.
    Quella è la parte che in alcuni momenti ti fa capire in uno strano specialissimo modo che esiste un ‘TOTALMENTE ALTRO’, sì io lo chiamo semplicemente…Dio.
    E guardo attentamente ai Segni dei Tempi(!)
    LUI ha voluto che io lo conoscessi, nel senso di percezione di presenza per il resto dovrò aspettare il giorno del mio funerale(credo però che quel giorno sarò impegnata altrove).
    Beh ‘stavolta la ‘ribollita’ non l’hai preparata per la domenica emmenomale.Ti abbraccio grande genio;-)ricciulella

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  2. Sono passata a lasciarti un saluto.
    Anzi, no, l’intenzione era quella di leggere qualcosa, ma al momento non mi posso godere un post così lungo e dunque ne rimando la lettura.
    Bacio

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  3. Ciao Nenè, lo hai beccato al volo…
    Ciao Sibillasi, torna pure a leggerlo con calma 🙂
    Beh, potevo lasciarlo senza una vignetta?
    No. Allora ne ho trovato una adatta, l’ho elaborata ed ecco il risultato.
    Tanto per non prenderci troppo sul serio.
    Sono certo che il buon Dio non se la prende con questo burlone.

    A proposito, chiamatelo come vi pare, ma…esiste.
    Non vi basta la mia dimostrazione?
    Eh, ma allora siete incontentabili!
    Buona serata…:)

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  4. Scusa Giano, ma se nulla è casuale……anche la nostra vita è tracciata fin dall’inizio.Questa cosa mi fa rabbrividire. Quali sono allora le mie scelte?Cosa posso decidere io per la mia vita? Se era tutto segnato, io non ho ne colpe ne meriti. Spero non sia così. Ti seguo sempre con molta condivisione per i tuoi…….articoli?
    Ma questo, proprio no. Ciao con tanta simpatia

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  5. Bella riflessione… mi pare che un qualcosa del genere fu elaborato pure da Tommaso d’Aquino, seppur ovviamente senza dettagli subatomici… ma insegni per caso filosofia, o ne sei appassionato?

    Comunque la lettura mi ha fatto venire in mente una frase del fisico Stephen Hawking, che tengo nel mio blog: “Fino a oggi la maggior parte degli scienziati è stata troppo occupata nello sviluppo di nuove teorie che descrivono che cosa sia l’universo per porsi la domanda ‘perché?’.”
    Basterebbe ragionare un pò sulle leggi perfette che ci circondano, per risalire a una Causa prima, a una Volontà creatrice, a Dio quindi. E quelli che non ci ragionano, paradossalmente, spesso sono proprio i “cervelloni” che studiano queste leggi…

    Comunque vari punti potrebbero essere ulteriormente approfonditi… a quando una terza puntata 🙂 ?

    Buona giornata

    Lorenzo

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  6. GIANO!?!?Ma come fai? Altro che Forattini, sei insuperabile, e io ne sono felice.Cosa faremmo noi senza di te, il mondo sarebbe un po’ meno senza di te, mi scarico la pagina(inclusa questa fantastica vignetta)la terrò cara perchè ti sublima, bacio mio geniale e fido amico:-)

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  7. Amici, Tommaso non ha espresso dubbi, se no nell’ottica di Fede e Ragione(risponde con le 5 vie per dimostrare che Fede e ragione possono coesistere.
    Il dubbio espresso da Arianna invece fu terribile e lacerante in Agostino(egli proprio di fronte a tale angosciosa domanda:Dio ci vede da prima ancora che nasciamo, conosce di noi ogni capello, conosce i nostri errori, sa quali peccati faremo ecc ecc dicevo dunque che Agostino in primo momento si convinse che c’erano i ‘PREDESTINATI ALLA SALVEZZA’ e dibattendosi nell’atroce dubbio disperò, ma poi(in Civitate Dei) giunse a questa conclusione:
    Dio sa chi è salvo perchè ne vede(in ogni momento il cammino interiore, da prima che nasca, sa se sinceramente si pentirà o no(perchè LUI è al di fuori dello spazio e del tempo)però grazie al libero arbitrio, non destina nessuno.
    Agostino capirà infine che non ci sono predestinati, ci sono uomini e donne che liberamente sceglieranno(seguendo le leggi della Rivelazione o no)la SALVEZZA
    La scelta è nostra, la strada è quella che indica Dio, sta a me seguirla o meno(e non è affatto facile seguirlo, ricordiamoci della faccenda della cruna dell’ago(!!)Ricordaimoci di Natanaele(!!)Ricordiamoci anche che Gesù dice sono venuto per i peccatori non per i giusti(!)
    E soprattutto ricordiamoci che esiste L’EUCARISTIA dono di salvezza eterna e che in questa ottica c’è il fratello della porta affianco alla nostra è salvando lui(tendendogli la mano) cdhe salviamo noi stessi(Paolo, lettera a Corinzi) Agostino(op. cit.)
    Ogni parola scritta nei Vangeli, non è stata scritta a caso(!)
    Miseriaccia ho fatto uno sproloquio e devo pure andare a scuola.
    Giano è tutta colpa dei tuoi post, un saluto ad Arianna a Lore…Nenè

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  8. Però Nenè… grazie :)! Maccchè sproloquio, l’intervento ci azzecca ;)… e comunque il capire come Dio faccia a sapere le nostre scelte in anticipo e contemporaneamente lasciarci liberi è un mistero che trascende la dimensione del tempo, come hai detto, e che noi finché non saremo fuori dal tempo non potremo capire.

    A meno che Giano non ce lo spieghi prima :D…

    Ciao a tutti

    Lore

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  9. giano, che bello, intanto ci troviamo d’accordo su un punto, ma mica un puntino sulla i, un puntino d’inizio…p
    e sulla reincarnazione…ti convinco in una prossima vita…

    fichte ci aspetta ancora fra una saliera e una pepiera…:)

    buonanotte…e vedi di chiudere un occhio almeno…senno’ Dio non si riposa che domani deve accendere il sole…

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  10. Sì Giano, spiegacelo così poi ho una scusa(coscienziale!) per non preparare(in modo arguto) il prossimo argomnento di storia della filosovia per i miei “vitigni”
    Questo posto si fa sempre più interessante(la vignetta poi continua ad essere da reperto storico.Bacio:-)Nenè

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  11. Ciao Arianna, non abbatterti.
    C’è un sottile inganno in questa storia del destino segnato. Bisogna andarci cauti.
    Ho accennato spesso, mi pare anche di recente, al fatto che quella che noi riteniamo “libera volontà” individuale sia qualcosa di diverso.
    Puoi rintracciare qualcosa, credo, digitando “volontà” nella funzione “Cerca” a lato.
    Magari ne riparliamo.
    Ciao 🙂

    Lorenzo, non insegno filosofia, mia piace solo divertirmi ad usare il cervello, così per vedere dove può arrivare.
    Ed un esercizio molto utile è proprio quello di chiedersi “Perché” di ogni cosa.
    A forza di rispondere ai vari perché si entra sempre più a fondo nella realtà.
    E magari si riesce a capire non tutto, ma qualcosa sì.

    Nenè, visto che stampi la pagina, e visto che le conoscenze non ti mancano, falla leggere a qualche teologo. Così, per vedere l’effetto che fa e per scoprire se c’è un errore e qual è.
    Grazie per i complimenti.
    Mi piace giocare con le immagini e taroccarle.

    Morgana, se siamo d’accordo su un punto è già qualcosa. Reincarnazione? Mah…:)

    In quanto al libero arbitrio…sì, ve lo spiego io, ed anche la quadratura del cerchio ed il moto perpetuo. Altro?
    Scherzooooo…
    Buona serata a tutti 🙂

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  12. Big Bang e brividi stellariOggi mi viene da pensare , chissà poi perchè, all’Universo. E ne vorrei parlare, per quanto ne so, ma in termini scientifici, evitando le connessioni che, inevitabilmente, potremmo fare con la Filosofia e la Religione.Si intende per Universo l’insieme della materia e dell’energia presenti, intercorrelati secondo la ben nota formula di A. Einstein ( 1905))E = M c2Tre sono, in sostanza, i modelli proposti per l’Universo:Universo chiuso secondo cui, dopo la nascita e la temporanea evoluzione, si avrebbe un periodo di involuzione dell’insieme spazio-temporale, fino a collassare (implodere) verso un punto di concentrazione massima della materia ( ritorno all’origine, o Big Crunch )Universo piatto o stazionario, secondo cui l’evoluzione dell’Universo tende asintoticamente verso un valore (y) e tale permarrebbe nel tempoUniverso aperto, secondo cui il cosmo ha un processo espansivo continuo e crescente nel tempo.Numerosi fisici hanno lavorato intorno all’idea degli Universi; vorrei ricordare Friedman (anni trenta del 1900) , secondo cui l’evoluzione dell’Universo dipende dalla densità media della materia in esso contenuta; se la densità della materia fosse maggiore di un valore critico (stimato a 5 X 10-30 g/cm3, l’espansione si arresterebbe e si contrarrebbe, facendo collasssare l’Universo intero (Big Crunch); la teoria suppone che si possa verificare una nuova esplosione, per poi espandersi e collassare, in un ciclo infinito: universo pulsante o oscillante.Nel 1948 Gamow compose la teoria del Big Bang cosmico ( o modello standard cosmologico, come si dovrebbe chiamare), secondo cui all’inizio la materia si sarebbe trovata compressa in quark, dopo poche frazioni di secondo, i quark si sarebbero scomposti in protoni, neutroni ed adroni; dopo circa tre minuti, protoni e neutroni avrebbero originato gli elementi più semplici e leggeri: idrogeno, elio, litio. La formazione degli altri elementi sarebbe seguita nel tempo.A tutt’oggi non si sa se l’Universo sia aperto, chiuso o stazionario: misurando le masse delle varie Galassie, i fisici presuppongono l’esistenza di una materia oscura, cioè materia invisibile, che graviterebbe all’interno delle Galassie.Il tentativo stesso di capire meglio il presunto Big Bang e i fenomeni che l’avrebbero seguito, ha portato alla formulazione della teoria dell’Inflazione (anni ottanta), che introduce concetti appartenenti alla fisica delle particelle elementari.Se ci fu la Grande Esplosione, uscì un agglomerato densissimo di radiazione e materia, tenuto insieme da una forza molto intensa, unione delle quattro forze naturali note.Col raffreddamento, radiazione e particelle si sarebbero separate, e lo stesso sarebbe successo per le quattro forze: la materia ha prevalso sull’anti-materia, i quark si uniscono a formare i nuclei atomici e l’Universo sarebbe diventato ‘trasparente’.Il Mistero permea questi primi momenti di vita universale: la Fisica si confonde, a volte, con la Filosofia e la Religione ( esiste un primum movens , l’ amor che muove il mondo e l’altre cose, secondo Dante?Io credo che questi argomenti siano bellissimi.Pensate: non solo si avrebbe avuto l’unione della primitiva materia e della primitiva energia ma, a ben pensare, anche ciò che oggi chiamiamo le varie discipline (fisica, matematica, filosofia, biologia in-pectore) si sarebbero trovate fuse in un unico punto, IL PUNTO.Beh, roba da mettere i brividi.Ciao a tutti e saluti stellari

    …..
    Ciao Galahad, ho cancellato gli altri due commenti ripetuti. Ho dovuto inserire la moderazione dei commenti per evitare i soliti rompipalle. Quindi il commento non appare subito quando lo inserisci, deve essere visto e pubblicato da me.
    Avevo già letto questo tuo interessante post quando sono venuto a dare uno sguardo al tuo blog ed ho lasciato un saluto. Argomento molto coinvolgente ed appassionante. Buona giornata 🙂

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