Fohn, il vento che uccide…

Forse è eccessivo dire che uccide, però il Fohn, o Favonio, è uno strano vento caldo o tiepido che si origina sulle Alpi e soffia sulle valli circostanti, causando anomalie comportamentali che possono degenerare in un forte aumento dell’aggressività. Sono già due giorni che ne sento parlare nei TG. Tanto è vero che in Austria ed in Svizzera alcuni reati minori, causati da iperaggressività, vengono depenalizzati quando si verifichino in concomitanza con la presenza del fohn. Fenomeni simili si verificano anche in altre parti della terra, specie in California, a causa di un vento chiamato Santa Ana, ed anche lì vige una legge speciale in forza della quale alcuni reati vengono depenalizzati o puniti con pene minori.

Ovvio che un aumento dell’aggressività causata da tali eventi può limitarsi a causare risse, baruffe o alterchi più o meno accesi, ma non è detto che in casi eccezionali, e per cause fortuite, non possa portare ad atti di aggressione con conseguenze più gravi. Quindi, il fohn potrebbe…uccidere.

Sono diventato improvvisamente un appassionato di meteorologia? No, mi serve come spunto per riproporre un argomento che, invece, mi appassiona moltissimo: la nascita del pensiero umano e la volontà dell’individuo. Cosa c’entra con il fohn? C’entra, c’entra… Sporadicamente ripropongo l’argomento, ma senza suscitare grande interesse. Eppure il fohn dovrebbe farci riflettere.

Si dice che ogni individuo agisca, si comporti ed assuma delle decisioni di spontanea volontà. Anzi, il mito della volontà è talmente radicato che lo diamo quasi per scontato. Dal famoso motto di Alfieri "Volli, sempre volli, fortissimamente volli", fino al più popolare "Volere è potere". Siamo fermamente convinti che tutto ciò che riguarda il nostro comportamento sia frutto e conseguenza di un nostro atto di volontà.

Allora bisognerebbe chiedersi come mai basta che spiri un particolare vento, come il fohn, per alterare il nostro comportamento e generare reazioni che normalmente non avremmo. Non c’è dubbio, infatti, che se è vero che il comportamento è dettato dalla volontà, anche nel momento in cui diventiamo più aggressivi del solito tale mutamento è dovuto ad un atto di volontà. Ma se è il vento a condizionare la volontà dell’individuo dobbiamo concludere che questa "volontà" non sia più una libera scelta, ma sia determinata da fattori esterni. Se così non fosse tutta questa storia sul fohn, e le leggi speciali che ne riconoscono l’influsso sul comportamento, sarebbero una baggianata.

Ma visto che tale influsso è provato scientificamente, tanto da trovare riconoscimento anche nei codici penali, non resta che concludere che, almeno in questo caso, quella "Volontà" individuale di cui andiamo tanto orgogliosi non sia più tanto libera e che sia, invece, in balia… del vento. Triste riconoscerlo, ma è così.

Allora, siamo davvero sicuri che la volontà individuale sia libera? Perché se si dovesse arrivare a concludere che la volontà, almeno in casi particolari, sia o possa essere determinata e condizionata da fattori esterni che influenzano il nostro comportamento, e quindi quella che chiamiamo "volontà", allora bisogna riconoscere dei limiti alla nostra libertà di decidere autonomamente. E se scoprissimo che oltre al fohn ci sono tantissimi altri fattori che possono influenzare la nostra volontà? E ce ne sono più di quanti si posa immaginare, di varia natura, dalla predisposizione genetica ai condizionamenti culturali. Beh, al posto vostro comincerei a pormi qualche domandina. Così, almeno un piccolo dubbio…

P.S.

Qualche notizia, clicca qui: "Come nasce il fohn"
Riferimenti: ( Torre di Babele)

3 pensieri su “Fohn, il vento che uccide…

  1. lore

    Ciao Giano,
    scusa se ti intaso il blog, ma i tuoi ultimi post sono veramente interessanti da commentare…

    Io sinceramente penso che la volontà possa opporsi ai fattori esterni: c’è la rabbia, per seguire il tuo esempio, ma con la ragione e la volontà possiamo riconoscerla e domarla, fohn o non fohn, cosi come tutte le altre passioni e pulsioni… sennò saremmo come le bestie! (Il fatto che ci sia chi effettivamente si riduce PEGGIO delle bestie, beh, è un’altro discorso…)

    Buona serata

    Lorenzo

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  2. falivenes

    Mi fai tornare in mente il ‘gregge di pecore’ che segue la prima che si getta in avanti, verso qualunque destinazione, “ad una ad una e l’una segue l’altra” Manzoniana memoria, senza perchè senza ragione, senza volontà individuale che la freni, tranne forse che per la prima.Sà

    "Mi piace"

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