Lo stupro quotidiano

Diceva Totò, in “Signori si nasce“, al povero e maltrattato domestico Croccolo, il quale gli annunciava la morte del cavallo: “Tu mi dai sempre buone notizie.” Oggi Totò potrebbe dire lo stesso ascoltando i TG o leggendo le notizie stampa, o le news in rete. Più che rassegne stampa o notiziari sembrano una galleria degli orrori. Non abbiamo ancora digerito la notizia dello stupro su una sedicenne di Brescia che oggi, fra le news, eccone un’altra fresca di giornata:

“Tre quindiicenni arrestati per stupro”. “(ANSA) – JESI (ANCONA), 30 LUG – Tre 15enni sono stati arrestati a Jesi, accusati di aver violentato in gruppo una ragazzina di soli 13 anni. A denunciarli alla polizia un’amica della vittima, che ha raccontato ad una funzionaria del commissariato jesino quanto era accaduto alla sua compagna, che poi a sua volta ha confermato agli agenti le violenze subite.”© Ansa

Non è che l’ultima in ordine di tempo. Ormai queste notizie sono all’ordine del giorno. Ricordo che circa un mese fa la stampa riportò la notizia di una ragazzina che si presentò all’esame di terza media col pancione, aspettava la nascita del piccolo da un giorno all’altro. Più o meno nello stesso periodo vennero segnalati casi simili anche all’estero. E la ciligiena sulla torta fu la notizia di una bambina, non ricordo di quale nazione, di dieci anni che diede alla luce un bambino. Auguri!

Ora, tentare di fornire una spiegazione a questi fatti è arduo. Bisognerebbe fare un esame a 360° della società moderna. Ma basta guardarsi intorno per vedere che ormai il tema centrale della nostra “cultura” è il sesso, in tutte le salse. Dalla stampa alla TV, fino a internet, gira e rigira tutto parla di sesso, con annessi e connessi. Sembra l’imperativo categorico dei nostri giorni: scopate, scopate, scopate. Negli Stati uniti sembra che la sessomania sia diventata addirittura una malattia sociale che interessa una larga parte della popolazione. Gli specialisti parlano di una vera e propria “dipendenza sessuale“.

E visto che tutto ciò che parte da lì prima o poi ce lo ritroviamo a casa nostra, non abbiamo difficoltà a pensare che fra pochissimi anni questa “dipendenza sessuale” affliggerà anche molte persone del vecchio continente. O forse ne siamo già afflitti, ma non ce ne rendiamo conto. Del resto, come già detto, i nostri mass media non sono forse un trionfo del sesso? Donne nude per tutti i gusti, in tutte le posizioni, sui giornali, le riviste, la pubblicità, gli spettacoli televisivi. Se non sono nude, o quasi, non va bene. E quando sono vestite, l’abito deve essere trasparente, in modo da lasciar intravvedere lo slip. Culi e tette per tutti, a volontà. Film, fiction e letteratura ormai non sono altro che un invito esplicito al sesso, da consumarsi in ogni circostanza, in ogni luogo, sempre e comunque. Sembra che la nostra società non abbia altro scopo nella vita se non quello di fare sesso. Altro che PIL o bilancia dei pagamenti o conflitto d’interessi!

Ci sono programmi TV che, praticamente, non parlano d’altro se non di sesso, in tutte le forme, con tutte le implicazioni, sotto i vari aspetti, ma sempre e solo di sesso; di quando farlo, e come, con chi e perché, di seduzione, di tradimenti, di perversioni, di sogni erotici, di misure, di punti G, di tecniche orientali, di cibi afrodisiaci, di abbigliamento sexy, di preliminari, tutto, ma proprio tutto sul prima, il durante e il dopo. Anche quando non sembra, sotto sotto, come tutte le strade portano a Roma, tutti gli argomenti portano al sesso. Alcuni “specialisti” arrivano perfino a consigliare il tradimento perché, a loro giudizio, è “terapeutico” per la coppia!

Ricordo un programma, “La sai l’ultima”, in cui si esibivano dei comici dilettanti raccontando barzellette. La cosa curiosa era che su dieci barzellette 9 erano di argomento sessuale. Ed i comici affermati non sono da meno, gira e rigira l’argomento più trattato è sempre quello che, in qualche modo, riguarda il sesso o comunque genitali e zone attigue. Beh, se questa non è sessomania poco ci manca. Ricordo Lory Del Santo, in uno dei tanti programmini TV pomeridiani (per famiglie e bambini) che raccontava tranquillamente che lei aveva avuto il primo rapporto molto presto (se non ricordo male, intorno ai 15/16 anni) perché era quasi un obbligo, lo si doveva fare, anche per scoprire “l’aspetto tecnico” del fare l’amore.

Bene, allora di che ci meravigliamo? Certo una volta i ragazzini al massimo si facevano le pippe guardando i calendarietti sexy regalati dai barbieri. Oggi ci siamo evoluti, il sesso non è più un tabù, se ne parla tranquillamente, se ne discute sui giornali e in TV, con tutte le informazioni per l’uso. In Spagna il caro Zapatero ha fatto perfino distribuire nelle scuole dei manualetti nei quali si insegna come fare esperienze lesbiche. Sì, abbiamo fatto molti passi avanti. Il sesso non fa più paura, anzi è una cosa del tutto normale, bisogna farlo sempre e comunque e soprattutto coscienti del fatto che finalmente si è scoperto che anche le donne provano gusto a farlo (ma pensa tu, le grandi scoperte moderne). Anzi, ci provano tanto gusto che se i ragazzi non ci provano al primo incontro li mollano per inadeguatezza.

E allora è ovvio che bisogna provarci sempre e comunque e prima lo fai meglio è. E succede che tre ragazzini di 15 anni, forse convinti che “bisogna farlo” e per scoprire “l’aspetto tecnico”, invece che farsi le pippe nel bagno, aggrediscono una bambina di 13 anni e la stuprano. Boh, magari, visto quello che leggono e che vedono in TV e al cinema, erano anche convinti di farle un piacere! O no?

P.S.

Se pensate che questo sia un mondo normale date uno sguardo a quest’altra notizia di ieri: “Infermiere stupra 41 bambini”. Tutto normale?

Un pensiero su “Lo stupro quotidiano

  1. falivenes

    Giano, la bimba di dieci anni era del Marocco(così dissero), il fatto accadde in Inghilterra,
    venendo a quanto dici è verissimo, culi e tette per tutti, ma aumentano impotenza, la caduta del desiderio è un male sociale, e pare che sia in aumento vertiginoso la sterilità di uomini e donne.
    Sembrerebbe cinico dirlo ma quei ragazzini colpevoli di un simile barbaro reato, a quali scuole e a quali credo sono stati istruiti???
    E dove siamo e da cosa siamo ‘distratti’ noi adulti, genitori ed educatori???
    Che fine hanno fatto gli oratori???
    Dove sono le lezioni di gioco (e di vita) che Don Bosco ci ha lasciato???
    Giano, ti chiamerò martedi, solita ora se per te va bene (che dopo parto)un abbraccio e tanta stima e affetto:-)Sà

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