Andiamo verso il “Partito unico”

C’è nell’aria una gran voglia di aggregazione, di unificazione, specie in politica. La sinistra ne ha fatto addirittura il motto della propria coalizione chiamandosi "Unione". E durante la campagna elettorale Prodi ed i suoi prodi seguaci hanno ripetuto fino alla nausea la necessità di unificare, di unire il Paese. Ne hanno fatto il motto ispiratore del programma elettorale. Ma non basta ancora, bisogna andare oltre, creare nuove aggregazioni, fino ad arrivare ad un unico grande partito del pensiero unico. Su questa via si sono mossi laici, radicali, liberali e socialisti, tutti insieme appassionatamente sotto il simbolo della rosa nel pugno. Bastava che aggiungessero cani e porci e ci sarebbero stati davvero tutti.

Il successivo passo sarà l’unificazione sotto uno stesso simbolo di ex comunisti ed ex democristiani. Alleanze impensabili, impossibili ed improponibili solo qualche anno fa, ma ora del tutto funzionali alla realizzazione del grande partito unico. E dire che questi fautori e sostenitori dell’unificazione, che tende ad annullare le differenze, sono gli stessi che poi affermano con forza che "la diversità è una ricchezza". Mah, misteri della logica relativista!

E così, di aggregazione in aggregazione, si arriverà inevitabilmente al grande partito unico. Cambierà, ovviamente, anche il simbolo. E siccome il futuro si prospetta per niente roseo, condizionato da crisi energetiche, tensioni internazionali ed economia stagnante, il nuovo simbolo sarà intonato a rappresentare un periodo triste di lacrime e sangue. Vista la passione per simboli di natura arborea e floreale, dalle rose, ai garofani, ai cespugli, alla quercia, alla margherita, all’ulivo, è facile immaginare che anche il nuovo simbolo sarà scelto rispettando la tradizione e, pertanto, non potrà essere che uno: il salice piangente!
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Riferimenti: ( Torre di Babele)

2 pensieri su “Andiamo verso il “Partito unico”

  1. falivenes

    Giano?La legge Moratti sta uccidendo le scuola!Non abbiamo soldi neppure per i gessetti e per i cancellini,abbiamo fatto la colletta per comprare la carta,abbiamo sollecitato(senza risposta il provveditorato)si pensa alla scuola d’elite e intanto non bastano i docenti alla pubblica e non se ne assumono altri!
    Il precariato uccide la scuola,la mancanza di seri corsi di aggiornamento fa il resto.
    Non me ne frega nulla se sarà un salice a guidarci,voglio un governo che pensi seriamente a risolvere i problemi che ci assillano.
    Se questo non sarà,scenderemo in piazza e mi auguro che qualcuno ci ascolti.Sà

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