E questa la chiamano “Informazione”…

Sulla HP di MSN leggo un titolo catastrofico: “In Italia oltre 22 milioni di semi analfabeti”. Possibile che un italiano su tre sia semi analfabeta? Incuriosito, clicco sul link e leggo l’articolo. Se volete leggere l’articolo completo cliccate sul titolo riportato sopra. Mi limito a riportare qualche passo. “Tra il 20 e il 25% di ragazzi e ragazze che escono dalla scuola media inferiore non sa leggere o scrivere, segno inequivocabile che la scuola dell’obbligo non ha fruttato.”

Mi chiedo come sia possibile che un ragazzo su quattro sia arrivato a prendere la licenza media senza saper leggere e scrivere. Perché questo c’è scritto. Non dice che sono poco preparati o che siano carenti in una o più materie, dice “non sa leggere o scrivere”. Questa affermazione non è fatta da un qualunque apprendista giornalista di provincia, magari poco preparato e documentato, ma da Tullio De Mauro, docente di linguistica all’università La Sapienza di Roma. Ah beh, allora! Dovrebbe spiegarci come sia possibile che un ragazzo che non sappia leggere e scrivere, invece che essere bocciato già nelle classi precedenti, venga promosso ogni anno fino ad arrivare alla licenza media. E naturalmente dovrebbe spiegare anche chi siano gli insegnanti che promuovono un ragazzo che non sappia leggere e scrivere. Ma forse sarebbe una domanda “cattiva”, di quelle che non bisogna fare, specie ad autorevoli docenti.

Prosegue De Mauro: “L’investimento nella scuola ordinaria deve essere al centro dei nostri pensieri, ma rende dopo anni. L’educazione degli adulti, invece, ritorna immediatamente, e da questo punto di vista è grave la negligenza del governo.” Ecco, dovevo aspettarmelo. Ci sono dei ragazzi somari che in terza media non sanno leggere e scrivere, ci sono insegnanti che li promuovono comunque e la colpa di chi è? Ovvio, del Governo! A questo punto ci si aspetta che il giornalista chieda spiegazioni di questa strana anomalia a qualche esponente del Governo, responsabile di tanta catastrofe; non dico direttamente alla Moratti, ma almeno ad un funzionario del Ministero o, come minimo, ad un esponente del mondo della scuola, un insegnante, un preside, un bidello…a piacere.

Invece si riporta, a sostegno della tesi, un intervento di…Sergio Zavoli, giornalista e senatore DS. Appunto. La ricetta magica di Zavoli è che bisogna “…realizzare una forte sinergia tra scuola e tv: quest’ultima non solo deve informare, ma comunicare, trasmettere valori. Scuola e tv devono ricostruire un rapporto”. Tralasciamo i commenti alle dichiarazioni di Zavoli e leggiamo ancora: “In Italia sono analfabeti totali e senza alcun titolo di studio 6 milioni di persone, dunque quasi 12 italiani su cento (Indagine dell’Unione nazionale lotta all’analfabetismo e dell’ Ucsa, università di Castel Sant’Angelo, basata sui dati Istat 2001)” . E se sono “dati ISTAT” sono ufficiali ed attendibili. Giusto? E se sono dati veri significa che in Italia ci sono 6 milioni di analfabeti totali. Lo dice l’ISTAT!

Bene, proseguiamo la lettura ed arriviamo ad una nota finale: “Doverosa una nota per la stampa diffusa dall’Istat a proposito del censimento 2001 : “In merito ai risultati di uno studio sulla diffusione dell’analfabetismo in Italia, pubblicati oggi sugli organi di informazione nazionali e locali, l’Istat precisa che in base ai dati del censimento della popolazione riferiti al 2001 il numero di analfabeti è pari a 782.342”.

Oh bella, ma non erano 6 milioni? E poiché i dati sono sempre riferiti al 2001, bisogna concludere che una qualche epidemia improvvisa e letale, scatenata da uno strano virus antianalfabeta, ha fatto fuori nel giro di poche ore, fra i due rilevamenti statistici, oltre 5 milioni di analfabeti! Una catastrofe. Oppure, c’è sempre una alternativa, significa che tutti quei ragazzi che finiscono le scuole medie senza saper leggere e scrivere finiscano tutti a fare i rilevatori ISTAT o a fare gli apprendisti aspiranti giornalisti in prova. Qualunque commento sulla serietà di questa e di altre notizie, che si fanno passare per informazione, appare del tutto superflua!
Riferimenti: ( Torre di Babele)

3 pensieri su “E questa la chiamano “Informazione”…

  1. sibillasi

    Certo che tu hai una pazienza incredibile, a leggete tutto sino alla fine, ad indignarti ancora e a farci sopra un post…
    Io intanto non vedo l’ora che finisca la campagna elettorale. E sto contando le ore…

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  2. avidadiva

    “Ciao. Hai ricevuto il libro di Silvio? Io sì. Vai a pagina 154: c’è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la prima. E’ scritto che
    – nel 2006 il reddito medio degli Italiani è pari a 27.119 dollari,
    – mentre nel 2001 era di 24.670 dollari.
    Facendo due conti, perciò, risulta che il reddito medio degli Italiani è cresciuto di circa 2.500 (2449) dollari.
    Mi sono chiesto: ma perché mi danno le cifre in dollari?
    Io già ho difficoltà a capire le cifre in Euro, figuriamoci con la moneta di uno stato estero. E come a me, suppongo che accada anche a moltissime famiglie, massaie e pensionati che hanno ricevuto il libro!
    Quindi, per capire meglio queste cifre, mi sono fatto un po’ di conti, e sono andato sul sito internet http://www.uic.it, che è il sito dell’Ufficio Italiano dei Cambi, per tradurre le cifre in euro.

    Dunque:
    – il 22 maggio 2001 (il giorno dopo le ultime elezioni politiche), per fare un dollaro ci voleva un euro e 15 centesimi, quindi 24.670 dollari (reddito 2001) moltiplicato per 1,15 fa: 28.370,5 euro

    – il 31 marzo 2006 (l’altro ieri), per fare un dollaro bastavano solo 83 centesimi di euro, quindi 27.119 dollari (reddito 2006), moltiplicato per 0,83 fa: 22.508,77 euro.

    In altre parole, mi si spacciano le cifre in dollari per farmi credere che il reddito medio sia aumentato, mentre, invece, di fatto è diminuito di 5.861,73 euro!!!

    (Avete seguito: piccolo esempio di campagna di disinformazione attuata dal centrodestra… per la par condicio!) 😉

    ODDIO MA QUANDO FINISCONO LE ELEZIONI?!? SONO STUFA!!!

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  3. Renato

    Non sono in grado di contestare o confermare i numeri dei semi-analfabeti. Quello che vedo fisicamente intorno a me (rispetto il mondo che frequento e le persone che conosco) è un crescente numero di ragazzi/e usciti dalla scuola elementare prime e media poi con un grado di preparazione culturale decisamente scarso e inferiore alle più negative aspettative. Dall’analfabeta totale (a 13 non sa ancora leggere e scrivere) all’alfabeta approssimativo (non legge mai nulla, nemmeno un fumetto e non scrive mai niente eccetto gli sms pieni di errori grammaticali, sigle, acronimi, espressioni slang, invenzioni).

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