Il genio incompreso

Il genio è incompreso, necessariamente. Se tutti lo capissero non sarebbe un genio. Ma non tutti coloro che sono incompresi sono dei geni. Anche coloro che hanno idee confuse e le esprimono in maniera confusa sono incompresi ed incomprensibili. Gli incompresi, quindi, appartengono a due specie: i geni ed i confusionari. Enrico Ghezzi è incomprensibile: a quale specie appartiene?

Corollario Anche lo specchio riflette, ma non è un pensatore. La Nike di Samotracia ha perso la testa, ma non è pazza. Enrico Ghezzi parla, parla, parla, ma… Chi è Enrico Ghezzi? E uno degli autori di Blob, quello che presenta, il sabato e la domenica notte su RAI3, la rassegna di film “Fuori orario”; quello che parla in asincrono e su un microfono che “sputacchia”; quello che si assesta gli occhiali sul naso con una media di 15/20 volte al minuto; quello che presentando un film vi fa passare la voglia di vederlo.

Domanda: “Cos’è un incubo?

Risposta: “Un incubo è sognare di imbarcarsi su un aereo per un lunghissimo volo di 8 ore, senza scalo, e di avere accanto Enrico Ghezzi il quale, per tutta la durata del viaggio, vi parla del cinema dell’Est o del cinema muto giapponese.”.

Curiosi? Volete verificare? Ok, leggetevi questo articolo di Ghezzi …”Illuminazioni“. E’ davvero…Illuminante!

 

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Riferimenti: ( Torre di Babele)

8 pensieri su “Il genio incompreso

  1. zampa

    Ehi Giano, “Ein chadash mitachat lashemesh” che vuole dire, niente di nuovo sotto il sole, ed è la risposta alla tua domanda.
    Sono rimasta a Dario Fo: si candida veramente? Ma guarda un po’ che vitalità. Per ridere, in municipio rideranno, il resto dei milanesi, chissà.
    Leggo Deborah Faith, non sempre sono d’accordo con le sue idee, sicuramente non votiamo per lo stesso partito, ma la stimo molto come persona.
    Saludos

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  2. Giano

    Carissima Zampa, nella tua risposta c’è una bella sorpresa per me.
    Immagino che il termine “lashemesh” si riferisca al sole, vista l’evidente somiglianza con il termine “Shamash”, il dio del sole della mitologia babilonese.
    Ma non mi sorprende più di tanto, sapendo che la storia di Israele ha assimilato tanto della cultura mesopotamica.
    I racconti biblici del diluvio universale. la salvezza di Noè ( “Utanapishtim” nel testo della saga di Gilgamesh)e perfino il mito della torre di Babele (l’Etemenanki babilonese) risentono fortemente della cultura e delle tradizioni babilonesi.
    E come non ricordare il famoso “occhio per occhio, dente per dente”, presente nell’Antico Testamento, ma preso pari pari dal codice di Hammurabi.
    Sì, il patriarca Abramo, dopo secoli di schiavitù, tornò con il suo popolo nella terra degli avi, portandosi appresso un bel po’ di cultura “rubata” ai babilonesi.
    Ma era il minimo che potesse fare, no?
    Questa è un’altra delle mie passioni: le antiche civiltà.
    Tutte cose che, pian piano sto abbandonando.
    Ma basta un semplice “lashemesh” e mi verrebbe voglia di riprendere in mano i libri.
    Questa è la nostra condanna: non riuscire mai a conoscere tutto quello che vorremmo conoscere.
    Pazienza, un abbraccio 🙂

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  3. zampa

    Buongiorno Giano, infatti shemesh vuol dire sole. Non sapevo che Shamash fosse il Dio del Sole nella mitologia babilonese, shamash è il termine con cui si definisce il guardiano/accuditore del tempio. Anche in Italia, nelle città dove c’è un tempio, c’è uno shamash, lo si chiama così dappertutto, in ebraico. Una volta era un grande onore essere lo shamash di un tempio, oggi è un lavoro mal retribuito.
    Conosco pochissimo della cultura babilonese ma ho letto un romanzo di Paola Capriolo, Qualcosa nella notte, storia di Gilgamesh, signore di Uruk, che mi ha affascinato. Se conosci altri libri del genere, ti sarei grata se mi comunicassi i titoli e autori.
    Grazie, ciao sempre sorprendente Giano

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  4. sc

    Giano hai ragione!
    Ma infatti io non me la prendo con chi non ha scritto su questo fatto ma chi ne ha scritto e giudicato, moralizato ecc.!
    Chi commentando da la colpa alla famiglia o proprio al ragazzo! É m´incazzo proprio perchè l´informazione da due settimane c´è!
    Un bacio Giano!

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  5. colasantiv

    Ciao Giano. Sono perfettamente d’accordo con te: non tutto ciò che è incomprensibile è geniale, infatti il più delle volte è incomprensibile e basta. Vorrei aggiungere che anche chi sta in silenzio molte volte è visto come un genio, ma secondo me molte volte chi sta in silenzio non ha niente da dire e basta. Secondo te?
    A presto
    Nuvola

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  6. Giano

    Ciao Zampa, mi fa piacere che conosca già Gilgamesh, re di Uruk.
    Se vuoi saperne di più dovresti leggere “La saga di Gilgamesh” di Giovanni Pettinato, Edizioni Rusconi (prima edizione 1992).
    E’ la prima edizione completa della traduzione dalle tavolette cuneiformi e contiene sia l’epopea più antica sumerica (2000 anni A.C.), sia quella babilonese (500 A.C.).
    Nella lunga prefazione vengono riportate, inoltre, molte notizie sulla letteratura e mitologia.
    Non so se ci siano state altre edizioni simili, ma quella è senz’altro un testo fondamentale per completezza e autorevolezza dell’autore.
    In quanto alle notizie propriamente storiche puoi cercare in rete, c’è sicuramente moltissimo materiale a disposizione.
    Oppure, dello stesso autore Pettinato e stesso editore Rusconi puoi trovare:
    -Semiramide 1985
    -Ebla 1986
    -Babilonia 1988
    -I Sumeri 1992
    Ma sull’argomento trovi tantissimo materiale.
    Comunque vedo di dare uno sguardo fra i testi che ho in libreria e nel caso trovassi altri testi particolarmente interessanti, ti farò sapere.
    Uno è sicuramente un testo del grande archeologo francese Andrè Parrot dal titolo “Archeologia della Bibbia”. Tratta del diluvio universale e della torre di Babele. L’editore dovrebbe essere Mondadori.
    Ma ora mi è difficile rintracciarlo.
    E’ per me un testo fondamentale e, per tenerlo in evidenza, lo tengo sempre in posti particolari. Il guaio è che mi dimentico dove lo metto…:) Ma lo rintraccio, tranquilla.
    Un abbraccio e speriamo che continui a dire che…niente di nuovo sotto il sole.

    Ciao Sc, hai ragione anche tu a lamentarti di certi commenti. Ecco perché io ho detto che è meglio tacere, piuttosto che dire stupidaggini.
    Coraggio, buona giornata 🙂

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  7. Giano

    Ciao Nuvola, verissimo…
    Su queto argomento ci si potrebbe scrivere un saggio.
    Mi viene in mente “Totò, Peppino e la malafemmina”, dove De Filippo, per dimostrare che lui avrebbe risolto facilmente le varie situazioni, usava ripetere ” Ci penso io. Due parole…ho detto tutto!”
    Finché Totò, seccato, gli rispose:
    “Ma che dici tu con …due parole ho detto tutto, che non dici mai niente!”.
    Appunto.
    Ciao Nuvola, studia, studia, coraggio 🙂

    Giò, rassegna di cinema giapponese?
    Mi ricorda il cineforum di cui ho parlato in un post precedente (non so se l’hai letto…) su “Conspiracy”.
    Cineforum in via Ospedale.
    Appena finiva il film era tutto un fuggi fuggi generale per evitare di sorbirsi il dibattito.
    Che tempi!
    Una delle perle di tutto il cinema per me resta la cekebre frase di Fantozzi che così espresse il suo giudizio critico, dopo l’ennesima visione della Corazzata Potemkin:
    “Per me la Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!”.
    Beh, forse non è proprio così, ma in molti casi lo è.
    Meglio un libro.

    Buona giornata a voi 🙂

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