La verità sta nel mezzo?

Un vecchio adagio latino recita: "In medio stat virtus". Il suo significato letterale è "La virtù sta nel mezzo" e costituisce un invito alla moderazione, ad evitare gli eccessi. Quindi, più precisamente, il suo significato è quello di "La virtù consiste nella moderazione". Ma, per qualche strano meccanismo semantico, col tempo, è diventata "La verità sta nel mezzo".

Questo luogo comune, usato e abusato, con un significato diverso da quello della originaria frase latina, è diventato così il simbolo di certi novelli Pilato, quasi un emblema dell’italiano medio (così lo definiscono) che, per non scontentare nessuno ed evitare di assumere una posizione chiara e decisa (non si sa mai), il più delle volte, dovendo scegliere fra due opposte fazioni, preferisce concludere che hanno un po’ di ragione entrambi i contendenti. Insomma, "La verità sta nel mezzo".

Ora, detta così, sembrerebbe anche accettabile, in molti casi. Ma questa affermazione contiene in sé un paradosso che richiama alla mente il famoso paradosso dell’ateniese che afferma "Tutti gli ateniesi sono bugiardi". Questa è la forma più nota, anche se in realtà il primo paradosso vedeva protagonista un cretese. Ogni affermazione categorica, come quella in esame, presuppone quasi sempre un’altra affermazione, ugualmente categoria ed opposta, in quanto nega, per uno dei fondamentali principi della logica, l’esistenza di un’altra verità che contraddica la prima. Nel nostro caso potremmo dire che l’affermazione opposta a "La verità sta nel mezzo" sia affermare che "La verità sta tutta da una parte". Ma, fra le due affermazioni, come è evidente, la prima contraddice la seconda. Le due affermazioni occupano, quindi, due punti estremi di un immaginario segmento.

Allora, se è vero che "La verità sta nel mezzo", nessuna delle due affermazioni è completamente vera, ma ciascuna contiene solo una parte di verità, poiché la verità, essendo nel mezzo, o smentisce entrambe le affermazioni, o è compresa parzialmente in ciascuna delle due!

In pratica, se è vero che la verità sta nel mezzo, nel nostro caso la verità è qualcosa che sta a metà strada fra "La verità sta nel mezzo" (verità n°1) e "La verità sta tutta da una parte" (verità n°2). Ma ora, identificata la verità come qualcosa che sta al centro fra i due termini, ci rendiamo conto che abbiamo solo spostato il termine n°1 portandolo al centro e che quindi identifichiamo come vera l’affermazione che prima abbiamo ipotizzato solo come una delle due verità contrapposte. Abbiamo solo dimezzato la distanza fra i due termini, ma il loro rapporto è rimasto invariato. A questo punto dovremmo continuare a trovare, all’infinito, un punto intermedio, fino a giungere ad annullare la distanza e identificare i due termini in un unico punto centrale in cui i termini coincidono, con l’ovvia conseguenza che le due affermazioni si identificano in un solo punto che possiamo chiamare "verità 3" che contiene entrambi i precedenti termini contrapposti. Avremo così un’unica verità (3) che stranamente è composta da due verità (1 e 2) opposte. Il risultato è esattamente ciò che abbiamo accennato in premessa: un paradosso, in quanto si giunge alla conclusione che entrambi i termini opposti siano veri e che, quindi, la verità sia composta da due affermazioni contrastanti ed opposte, tali che l’una sia la negazione dell’altra.

Ora, giusto per verificare se queste elucubrazioni siano solo giochini innocenti e del tutto inutili, oppure abbiano una loro validità, facciamo un esempio pratico. Aveva ragione Hitler a sterminare gli ebrei, o avevano ragione gli ebrei a sentirsi perseguitati? Secondo il nostro luogo comune bisognerebbe affermare che "la verità sta nel mezzo". E allora, giusto per evitare di fare complicati calcoli, per stabilire le percentuali di ragione, diciamo che la verità è divisa al 50%. Ergo…"Hitler aveva mezza ragione di sterminare gli ebrei", e gli ebrei avevano "mezza ragione" di lamentarsi!

Come volevasi dimostrare. O no? Ora, se il giochino non fosse chiaro, provate a sostituire al signor Hitler coloro che predicano e perseguono l’eliminazione degli ebrei d’Israele e forse il senso sarà evidente. Continueremo a dire che la verità sta nel mezzo? Tanto per rinfrescare la memoria…"Pillole di storia"
Riferimenti: ( Torre di Babele)

3 pensieri su “La verità sta nel mezzo?

  1. octopus

    Visto il tuo ultimo commento a Zampa. D’accordissimo, d’altronde anch’io ho preso posizione in modo chiaro.
    Sul paradosso “verità 1,2,3,” è giusto quello che che hai elaborato, ma scendendo a fatti reali Israele ha varie colpe (ultima l’assassinio di Rabin)e di queste la principale è di esistere. Il magma islamico assorbe e non vuole ostacoli sul suo cammino.
    Un pensiero. Cristo è stato crocefisso dagli ebrei con il consenso romano, ma l’anatema è solo sugli ebrei. Pilato è una figura secondaria sullo sfondo. Chabra e Shatila hanno visto il massacro di palestinesi ad opera dei cristiani libanesi, con il consenso di Sharon. Ma l’anatema è solo su Israele, i cristiani libanesi sono solo figure secondarie, sullo sfondo. Eppure con i media dei giorni nostri la (o le) verità dovrebbero essere in primo piano.
    Vox clamantis in deserto. Però parliamo lo stesso. Guai a tacere. Ciao

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  2. falivenes

    Aristotele ancora???
    E’l’io del dolore partecipe,che incontra infinete,fragilità a cui non può porre rimedio.E’l’Id che si arrabbatta e ti fa scegliere di far ricoverare un uomo sano,in un ricovero per disturbi mentali,pur di saperlo al sicuro dal tormento di questo gelido inverno,che non intacca i ricchi,ma non ha pietà dei diseredati!!!Sai mi sento quasi un’incosciente mentre lo dico,sono una ‘vecchietta’ ma oggi è il mio comple,e sono felice,nonostante tutto!)Sà
    N.B.Sapete una cosa Octy e tu Giano,credo che la mia posizione sia chiara in merito,ma avendo qualche dubbio che qualcuno non avesse capito…
    Torno da Zampa e pontifico onde fugare!
    Giano,ti informo che ho gettato(ancora!) il guanto di sfida a pipì,perchè pur avendo la pass di Zampa,non posso per via della legge sulla privacy…non mi resta che aspettare che metta piede da me.Un abbraccio da una pacifica,paziente Nenè in caccia(eh eh eh

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  3. Giano

    Ciao Octopus, certo, sui dettagli della politica israeliana si potrebbe discutere a lungo,
    Non nego che abbiano commesso degli errori, ma non sono così addentro ai fatti per poterne discutere con una qualche cognizione di causa, se non le poche notizie che vengono riportate dai media e che non bastano certo a giudicare l’operato di Israele, nel bene e nel male.
    Il mio è semplicemente un approccio alle questioni fondamentali.
    Devo scegliere fra Israele che riendica il proprio diritto ad esistere e coloro che quel diritto vogliono negarglielo.
    Questa è la scelta di fondo.
    E su questa scelta, e solo su questa, io dico che sto con Israele ed il suo diritto ad esistere.
    Buona serata 🙂

    Ciao Nenè cacciatrice di Pipì…
    Prima o poi.
    Ma mi sa che prima o ppi…si stanca lui di rompere.
    Almeno lo spero.
    Non vorrei che la sua presenza a lungo andare scoraggiasse la nostra cara amica e…abbandonasse il blog.
    Spero proprio di no.
    Buona serata, un abbraccio 🙂

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