Quel giorno chiamato Natale…

Può accadere che Natale sia solo una parola fra tante altre. Accade quando si vedono strade e piazze illuminate da migliaia di luci colorate e si pensa che sia solo uno spreco di energia. Accade quando si vede una folla di persone che corrono ad accaparrarsi gli oggetti più diversi, per sé o per farne dono a qualcuno e non c’è motivo di unirsi alla folla perché non c’è nessuno a cui fare un regalo. Accade quando tutti si scambiano auguri e strette di mano e non si ha una mano da stringere. Accade quando gli unici volti conosciuti ed amati sono quelli che si vedono nelle foto ingiallite dell’album di famiglia. Accade quando al pranzo di Natale la tavola è apparecchiata per uno. Accade quando si regala qualche moneta ad un barbone, giusto per riceverne in cambio un sorriso. Può accadere così che Natale sia solo un nome diverso di un giorno qualunque.
Riferimenti: ( Torre di Babele)

15 pensieri su “Quel giorno chiamato Natale…

  1. mar.y.so

    Con il freddo che fa in questi giorni è inevitabile pensarci su.
    E magari anche rifletterci.
    Comunque non c’è nulla di male a commuoversi, è solo che io ho una certa reputazione da difendere.
    Scherzo.
    Marika

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  2. sibillasi

    In realtà questa festa è una vergogna. Soprattutto per chi non ha niente e nessuno. Dovrebbe essere un momento di riconciliazione con il mondo invece a Natale più che in altri momenti dell’anno si demarcano le differenze economiche e sociali.
    Questa festa enfatizza gli stati d’animo. Se sei triste ti senti da cani. Se sei felice, ti sembra il giorno più bello dell’anno. Io spero solo che passi in fretta, anche se so che la tavola sarà apparecchiata per 25 e sarà un piacere stare lì.

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  3. Mary

    Accade che, con l’approssimarsi delle feste, anche un augurio virtuale può far fiorire un sorriso…
    Accade che, anche un pensiero nel giorno di Natale, può ricordarci di non essere soli…

    Questo post è molto triste, caro Giano. Ho dei ricordi bellissimi di tanti Natali in famiglia, ma il tempo passa inesorabile e le cose cambiano, e tante persone non ci sono più. Si fa fatica oggi a mantenere le antiche tradizioni, la gente sembra quasi stufa di luci, regali, cenoni. Ma per me rimane sempre la più bella festa dell’anno!
    Un bacio
    Mary

    P.S. Sto lavorando per pubblicare qualche foto di Londra. Bellissima città, gente strana, di tutti i tipi… ci penso spesso con nostalgia.

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  4. piz

    Nei Giardini Che Nessuno Sa

    Senti quella pelle ruvida,
    un gran freddo dentro l’anima,
    fa fatica anche una lacrima a scendere giù.
    Troppe attese dietro l’angolo,
    gioie che non ti appartengono.
    Questo tempo inconciliabile, gioca contro di noi.
    Ecco come si finisce poi,
    inchiodati a una finestra noi,
    spettatori malinconici,
    di felicità impossibili…

    ….
    Renato Zero

    Un abbraccio forte
    Piz

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  5. falivenes

    Ingrosso queste file mentre so già che quando sarò via avrò nostalgia di te.E vorrei portarti con me e se vuoi vieni a roma io ci sarò per te e non sono vuote parole,se ti va raggiungimi se vuoi ti dirò dove tvb Nenè

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  6. Skizo

    Natale è una parola senza significato perché ogni giorno dovrebbe avere il proprio significato. A che serve conservarsi per un solo giorno all’anno?
    Bah…
    Buone feste, comunque!

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  7. Artur

    Il passero solitario

    D’in su la vetta della torre antica,
    Passero solitario, alla campagna
    Cantando vai finchè non more il giorno;
    Ed erra l’armonia per questa valle.
    Primavera dintorno
    Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
    Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
    Odi greggi belar, muggire armenti;
    Gli altri augelli contenti, a gara insieme
    Per lo libero ciel fan mille giri,
    Pur festeggiando il lor tempo migliore:
    Tu pensoso in disparte il tutto miri;
    Non compagni, non voli
    Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
    Canti, e così trapassi
    Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.
    Oimè, quanto somiglia
    Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
    Della novella età dolce famiglia,
    E te german di giovinezza, amore,
    Sospiro acerbo de’ provetti giorni,
    Non curo, io non so come; anzi da loro
    Quasi fuggo lontano;
    Quasi romito, e strano
    Al mio loco natio,
    Passo del viver mio la primavera.
    Questo giorno ch’omai cede alla sera,
    Festeggiar si costuma al nostro borgo.
    Odi per lo sereno un suon di squilla,
    Odi spesso un tonar di ferree canne,
    Che rimbomba lontan di villa in villa.
    Tutta vestita a festa
    La gioventù del loco
    Lascia le case, e per le vie si spande;
    E mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
    Io solitario in questa
    Rimota parte alla campagna uscendo,
    Ogni diletto e gioco
    Indugio in altro tempo: e intanto il guardo
    Steso nell’aria aprica
    Mi fere il Sol che tra lontani monti,
    Dopo il giorno sereno,
    Cadendo si dilegua, e par che dica
    Che la beata gioventù vien meno.
    Tu, solingo augellin, venuto a sera
    Del viver che daranno a te le stelle,
    Certo del tuo costume
    Non ti dorrai; che di natura è frutto
    Ogni vostra vaghezza.
    A me, se di vecchiezza
    La detestata soglia
    Evitar non impetro,
    Quando muti questi occhi all’altrui core,
    E lor fia vóto il mondo, e il dì futuro
    Del dì presente più noioso e tetro,
    Che parrà di tal voglia?
    Che di quest’anni miei? che di me stesso?
    Ahi pentirornmi, e spesso,
    Ma sconsolato, volgerommi indietro.

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  8. ekaterina

    le festività scatenano in me un senso di inquietudine indomabile, ormai da qualche anno non vedo l’ora che passino in fretta.-
    eppure le attendo con piacere, ma poi, quando si avvicinano, non so cosa accade in me … forse quel senso di intima solitudine che si aggrava in momenti di festa …
    io credo ci siano molte più persone sole di quanto non sembri … e sentirsi soli quando si è in compagnia probabilmente è condizione ancora più penosa !
    sarai nei miei pensieri tutto il tempo e con me, sono certa, ci sarà una nutrita schiera di amici del blog a tenerti compagnia …
    Buon Natale Giano e…
    tanti piccoli bacini glitterati ! 🙂

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  9. Nenè

    Giano,ti voglio bene e …sento già che mentre sarò via avrò nostalgia di te, sotto il tuo albero di Natale ci metto il mio cestino,è rosso acceso con barbagli d’oro, dentro ci ho messo un pizzico di polvere di stelle,un tenero sorriso(oggi mi sento quasi buona)un abbraccio stretto,un mucchio di conchiglie raccolte in riva al mare,una fiaba una rivoluzione che faremo insieme e un bacino;Tvb e ti auguro il meglio che c’è.Sà

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  10. patt

    Che tristezza mi hai fatto venire…
    Natale per me e’ sempre un giorno a rischio “malinconia” perche’ mi porta a mettere in risalto quello che mi manca…
    Quando vedi che tutto e tutti si preparano a festeggiarlo in famiglia…. io mi rendo conto che la mia famiglia e’ composta solo da gatti.
    Non che mi dispiaccia, ma qualche volta mi manca qualcosa d’altro!
    Pero’ poi mi passa subito!
    Ti abbraccio

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  11. Tamara

    Hai ragione, Giano! Spesso la gente vede solo il lato positivo, ma non capisce che puo’ essere cosi, come scrivi.
    Io ti auguro di passare dei giorni sereni e belli. Dopo il Natale i giorni diventano piu lunghi e le notte piu curti. E questo mi piace di piu’.
    Buon Natale, caro Giano. Tamara.

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