Piccoli esercizi mattutini di riscaldamento…

Può capitare che al mattino, mentre preparo il caffè, venga assalito da un dubbio: "L’universo è finito o infinito?". Bel problemino per cominciare la giornata. Gli scienziati sono divisi; alcuni lo ritengono infinito, altri finito. Ma su una cosa gli scienziati concordano, sul fatto che l’universo sia in continua espansione, pur ritenendo alcuni che la velocità di espansione stia rallentando, mentre altri sostengono, al contrario, che tale velocità stia aumentando. Ma di sicuro l’universo si espande. E di sicuro è costituito da materia.

Allora, partendo da queste uniche certezze, proviamo da profani a cercare una spiegazione, senza alcuna pretesa scientifica, ma solo per il gusto di ragionare; una specie di piccolo esercizio di logica. La materia è qualcosa di consistente, misurabile e quantificabile. Possiamo misurare la lunghezza di un segmento, di una strada, l’altezza di un palazzo, il peso di una mela. Tutto ciò che costituisce la realtà conosciuta, sia sotto forma di materia che di energia, è in qualche modo misurabile. Il fatto che un oggetto sia misurabile significa che ha una dimensione propria e che tale dimensione è limitata, finita. Se non avesse una propria dimensione, una forma e dei limiti precisi non sarebbe possibile misurarla. Il mondo è costituito da "oggetti" finiti. Una quantità di oggetti finiti, per quanto la si possa immaginare grande, resta sempre una quantità finita.

Se pure immaginassimo degli oggetti in grado di riprodursi continuamente e quindi di accrescere costantemente il proprio numero, questa quantità sarebbe sempre composta da oggetti finiti, sarebbe essa stessa finita, e mai potrebbe diventare qualcosa di infinito. Se dunque la materia è finita e l’universo è costituito da materia, si deve concludere che l’universo sia finito Per dirla ancora con un sillogismo: "La materia è finita. L’universo è materia. L’universo è finito."

Passiamo ad esaminare l’espansione. L’espansione è un fenomeno fisico per il quale un corpo qualunque si dilata progressivamente occupando, in momenti successivi a quello di partenza, uno spazio maggiore di quello iniziale. Per verificare l’effetto dell’espansione è indispensabile conoscere almeno tre dati: la consistenza quantitativa del corpo da esaminare, lo spazio occupato ed il momento temporale. Prendiamo un corpo "A", in un momento "X", che occupa uno spazio "Z". Lasciamo che il corpo si espanda e, in un momento successivo, rileviamo la differenza riscontrando che il corpo A in un momento X1 occupa uno spazio Z1. Se l’espansione è avvenuta lo spazio Z1 sarà maggiore di Z. In ogni caso abbiamo due dati (Z e Z1) che corrispondono a spazi ben definiti, misurati e delimitati: spazi "finiti".

Ora, se è vero che l’universo si espande significa che dal momento iniziale, il famoso Big Bang, ha occupato successivamente, in momenti diversi, spazi sempre maggiori dei precedenti. Dire che l’universo in un dato momento occupi uno spazio "maggiore" implica riconoscere che in un momento precedente abbia occupato uno spazio minore. Stabilire quale, fra due spazi, sia maggiore e quale minore implica un confronto fra due misure diverse. In mancanza di tale confronto, e di misure precise, non potremmo mai verificare il rapporto fra i due spazi. L’espansione dell’universo è una successione di momenti diversi in cui la materia occupa spazi diversi delimitati e misurabili. L’universo, quindi, in ogni momento occupa uno spazio delimitato e misurabile e, pertanto, uno spazio finito.

Se l’universo fosse infinito lo sarebbe in ogni momento, fin dalla sua nascita, e non ci sarebbe espansione poiché occupando uno spazio infinito non potrebbe mai, in nessun momento, occupare uno spazio maggiore dell’infinito. Se l’universo si espande non è infinito. E se è infinito non si espande. Forse…

Ora, se è vero che l’universo è nato da quella esplosione iniziale che chiamiamo Big Bang bisogna pensare che tutta la materia che costituisce l’universo fosse concentrata, prima dell’esplosione, in un’unica massa compatta, una specie di grande palla cosmica. Ma allora si pone un altro problema. Dov’era questa palla cosmica? In quale luogo e cosa aveva intorno? Il vuoto? Il nulla? O cosa? Beh, per oggi basta. Magari questo problemino lo lasciamo per il caffè di domani. …F. Chopin – Mazurka in Mi minore op 17, n°2…
Riferimenti: ( Torre di Babele)

10 pensieri su “Piccoli esercizi mattutini di riscaldamento…

  1. Giano

    Ciao Nenè, torna pure con calma e magari ascolta anche Chopin.
    Se non riesco a rispondere ai commenti scusate, ma è da un po’ di tempo che è quasi impossibile prendere la connessione.
    E anche quando riesco a prenderla è così lenta ( anche a 4.8 KB sec.)che non riesco nemmeno ad aprire le pagine.
    E alla fine chiudo.
    Buona giornata 🙂

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  2. piz

    IO non so scientificamente definire se l’universo è finito o infinito.
    Io ti dico che a me piace pensare che l’universo sia infinito anche se questa sensazione è esaltante e terribile al tempo stesso.
    Sono credente ma non riesco a raffigurare l’universo come una briciola nelel mani del Creatore.

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  3. Giano

    Cominciamo bene!
    Tre commenti e tre affermazioni in favore dell’universo infinito.
    Pazienza, sono in minoranza.
    Ma vorrei far osservare che non è una questione di gusti personali.
    Non sto cercando di dire come mi piace pensare l’universo, ma sto tentando di dare un minimo di spiegazione logica, senza alcuna implicazione di tipo religioso.
    Siete davvero sicuri che sia infinito?
    Beh, datemi almeno una spiegazione, una indicazione, un perché.
    Non pretendo un trattato, ma almeno un minimo di spiegazione.
    Se è infinito significa che tutto ciò che ho scritto non ha alcun fondamento logico.
    Allora ditemi almeno dove sbaglio.
    Dov’è l’errore?
    Aspetto fiducioso…
    Così, se le osservazioni sono interessanti, avrò di che riflettere durante il caffè di domani mattina.
    Intanto però vi ringrazio e vi auguro una bella serata…:)))

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  4. Nenè

    Finito dal momento che è cominciato!Al Big iniziale si contrappone il Bag della fine.Non è una metafora ma se ci pensi la domanda è sempre quella cieli infiniti in infinite Volte celesti che terminano in buchi neri che ingoiano interi Universi creando nuova energia che fonde e ingoia quella primordiale.Non resta che il nulla più assoluto ma chi ci sarà a riconoscerlo?Chi mai parlerà di questa sua natura dandogli così consistenza? In questo momento esisto con le dita su di una tastiera ma non esisto in Cina!Neanche a Roma se per questo,tutto ciò potrebbe autorizzarmi a pensare che effettivamente non esisto.E come farebbe ad esistere il nulla assoluto se nessuno gli riconosce il grado di ‘Esistenza’?Ma poi che cosa è il grado di esistenza?Gli astri non se lo pongono il problema,mentre le nove esplose milioni di anni luce fa colpiscono oggi con il loro riflesso estinto da tempo immemorabile,i nostri occhi oggi e le loro superfici.Si l’universo è finito e non può esistere il vuoto se esso non è preceduto dal pieno.Ti abbraccio un pò stanca e mai convinta,mentre aspetto una nuova rivelazione.)))Nenè

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  5. falivenes

    Da Man in blak mi torna l’immagine della mano a ventosa di un alieno che raccoglie tante biglie ogni biglia era un pianeta una biglia pure la nostra terra e le mette tutte in un sacchetto,mentre un gatto reca legata al collo una Galassia.Ne sapremo mai veramente di più?)))Nenè

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  6. Franti

    Caro Giano, ci sarà sempre qualcosa da scoprire: una causa rimanda ad un’altra…. all’infinito.
    Infinita la ricerca d’ipotesi scientificamente valide così come la presunzione di alcuni scienziati…e di tutti gli scientisti.

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  7. gio

    Eccomi con la mia sapienza piccina…
    per me l’universo fa lo yò-yò
    si espande e poi si restringe fino a diventare una palla… e poi ricomincia, tanto non siamo lì a controllare…

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