Prodi, la TAV e l’incognita dell’ultimo vagone!

Certo che questa storia della linea ferroviaria ad alta velocità sta creando non pochi problemi. Specie al professor Prodi il quale non sa che pesci pigliare. Da un lato deve riconoscere che si tratta di un vecchio progetto approvato dalla Commissione europea e che riscuote l’approvazione di gran parte dei suoi stessi compagni di coalizione (vedi il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Jlly, il quale ha definito “sedicenti ambientalisti” gli oppositori alla TAV). Dall’altro si guarda bene dal prendere posizione, temendo di perdere i voti dei valligiani anti TAV e si limita a suggerire che bisogna dialogare. Bravo, ultimamente il dialogo sembra essere diventata la parola d’ordine generale, una specie di parola magica che, specie quando non si ha il coraggio di assumere una posizione precisa, trova tutti d’accordo, destra e sinistra.

Del resto era risaputo che il professore non avesse molta dimestichezza con treni e vagoni e ancora meno, quindi, con l’alta velocità. Lo si era capito quando, circa un anno fa fece una delle sue dichiarazioni lapidarie, di quelle che lasciano tutti a bocca aperta per la profondità. Disse, riferendosi alla situazione economica europea: “L’Europa non può essere un convoglio che viaggia alla velocità dell’ultimo vagone.” Ci sembra di vedere i suoi discepoli, in preda al panico, che apostrofano il nostro professore rubando le parole del Poeta davanti alla porta degli inferi “Maestro, il senso lor m’è duro…”.

E già, provate a spiegare il perché l’ultimo vagone di un convoglio ferroviario ha una velocità diversa dagli altri. Va bene essere democratici, va bene che la democrazia si applica in tutti i campi, ma significa che anche i convogli sono diventati “democratici” e che ogni vagone viaggia alla velocità che gli pare? Significa che il primo vagone è primo perché più veloce degli altri e che l’ultimo è ultimo perché è il più lento? Deve essere una applicazione pratica di relativismo ferroviario (una appendice poco conosciuta della relatività generale di Einstein).

Ma non c’è da preoccuparsi, il professore ha ben altre risorse e se ha qualche lacuna in campo ferroviario, ha le idee ben chiare su cosa farà per salvare l’Italia. Lo ha dichiarato chiaramente una decina di giorni fa a Palermo, affermando che quando sarà al governo “Dovremo rimettere il dentifricio dentro il tubetto”. Oh, questo significa parlar chiaro! Ci lascia però un dubbio atroce sul possibile significato recondito della frase. Non sarà che pensano di spremerci come un tubetto di dentifricio?

Dopo queste dichiarazioni programmatiche, le multinazionali del settore stanno già predisponendo offerte speciali e vagoni di dentifricio da inviare a palazzo Chigi. Pardon, meglio spedirli su camion o magari su carrozze a cavallo (tanto si trovano ancora a Roma), o su bicicletta (è un esperto in materia), ma per favore niente vagoni, non è il suo forte. Beh, nessuno è perfetto.

P.S.

Certo che questa incognita dell’ultimo vagone è un bel rompicapo!

ProdiTav

 

Avatar
Riferimenti: ( Torre di Babele)

25 pensieri su “Prodi, la TAV e l’incognita dell’ultimo vagone!

  1. falivenes

    Le leggi della fisica non contano davanti al ciclista Prodi lui può:
    1)Rimettere il dentifricio usato nel tubetto scamazzato.
    2)in nome della democrazia può ignorare la TAV senza fare il sia pur minimo sforzo per fermarla.
    3)Evitare di prendere posizione xkè data la ristrettezza del ‘sellino’si dimena già parecchio e il posteriore ne risente.
    4)L’ultimo vagone è più lento del primo dal momento che sono state riformate tutte le leggi della Fisica la quale è stata da tempo riconosciuta non DEMOCRATICA.
    Ti voglio bene Giano 6 grande;))) Nenè

    Mi piace

  2. Artur

    Beh! è una frase infelice ma rende l’idea se solo avesse aggiunto che la velocità della locomotiva viene attenuata dai freni attivati dell’ultimo vagone.
    O quanto meno se l’ultimo vagone ha le ruote quadrate tutto il treno ne soffre.
    In quanto alla TAV questi tardivi ripensamenti mi sembrano tipici della mentalità italiana frutto del qualunquismo del cittadino medio e dell’attaccamento alle poltrone da parte dei singoli componenti del potere politico sia esso espresso a livello nazionale che locale.
    Sembra quasi che anche l’incaricato agli acquisti dei generi di prima necessità per la funzionalità dei bagni pubblici si immedesimi nella figura del potente negando al fruitore qualche altro foglio della suddetta carta invocando un eventuale spreco oppure per classico sadismo da ultima ruota del carro.
    Fatto, in tempi non sospetti, un accordo con la Francia, per ben dieci anni si sono palleggiate responsabilità e competenze arrivando al momento della realizzazione e si invocano ancora tavoli di trattative, si figurano rischi apocalittici, si palesano dubbi proprio nel momento in cui si dovrebbero avere certezze.
    Io penso che se anche dovesse passare su questa nuova linea un treno al giorno comunque l’opera si deve fare.
    Questo perchè un ulteriore ripensamento metterebbe in essere le molte altre opere che ognuno in Italia dice a chiacchiere che sono necessarie ma non le vuole nel proprio orticello.
    Questo per il Gasificatore di Brindisi, per le centrali termoelettriche di nuova generazione, per i termodistruttori, per i raddoppi autostradali come fra Bologna e Firenze, per tutte quelle opere viste come fumo negli occhi da chi pensa che ritornare al passato sia possibile senza capire che solo una corretta applicazione di nuove tecnologie potrà risolvere i problemi di una società così complicata come quella dei giorni nostri.
    Altra alternativa sarebbe una bella pandemia che ridurrebbe la popolazione italiana di una trentina di milioni di persone con buona pace dei verdi e dei retrogradi.

    Mi piace

  3. zampa

    Da quando hai dissertato da me sulle assemblee generali mi hai dato non pochi spunti su cui riflettere. Adesso tiri fuori il “dialogo” che, qui in kibbuz, sotto certi aspetti,sta diventando ragione di seria divergenza tra anziani e giovani. Io mi diverto da matti leggendo i tuoi post satirici pur non conoscendo a fondo i personaggi e le situazioni politiche, poichè non ho difficoltà a trovare in Israele le analogie.
    Mi hai incuriosito con il racconto della fondazione dei club.
    Ciao caro Giano, buon fine di settimana.

    Mi piace

  4. Giano

    Caro Arturo, credo di aver capito quello che intendesse dire il nostro professore.
    Ma quando si fanno dichiarazioni pubbliche bisogna essere chiari.
    E lui di dichiarazioni simili ne fa a iosa.
    Se solo la satira non fosse monotematica e si prendesse nota delle “perle” del professore, ci sarebbe da riempire un libro.
    Eppure le sentono tutti, ma fanno finta di non sentirle. Non è politicamente corretto.
    Io queste perle prodiane le ho sentite in dichiarazioni riportate dai TG.
    L’ultima è solo di qualche giorno fa, al convegno della Margherita, quando ha affermato che “Bisogna investire sul marchio…la Quercia, l’Ulivo…”.
    L’unica cosa che hanno fatto in questi anni è stata inventare marchi, nomi, slogan, come se bastasse cambiare logo per essere più credibili e seri.
    Lasciamo perdere…a me un po’ fa pena, un po’ fa ridere.
    Ma ormai faccio come il cinese: sto seduto sulla riva del fiume e aspetto…
    In quanto alle virtù italiche, hai perfettamente ragione.
    Produciamo montagne di rifiuti, ma nessuno vuole le discariche o gli inceneritori.
    Molte delle battaglie che si fanno passare per ecologiste e per la tutela dell’ambiente sono solo propaganda per tenere alta la tensione sociale ed ogni motivo è valido.
    Ieri erano i termoconvettori, non ricordo dove, oggi è la TAV. Domani si vedrà.
    Coraggio 🙂

    Mi piace

  5. Giano

    Carissima Zampa, mi sono già pentito di aver lasciato quei commenti lunghissimi.
    In genere preferisco evitare di entrare troppo in dettaglio, perché qualunque argomento, per essere anche solo accennato in maniera chiara, avrebbe bisogno non di un post, ma di intere pagine.
    Sulle assemblee e su una distorta applicazione della democrazia, per esperienza diretta, non finirei mai di parlarne.
    Ecco perché alla fine preferisco riderci su.
    E se riesco a far sorridere anche te è il massimo.
    Tanto non sarò certo io, con qualche post, a cambiare il mondo.
    E onestamente mi sono stancato di fare anche quella piccola parte che ogni persona dovrebbe fare.
    Come suol dirsi…abbiamo già dato.
    Adesso sotto a chi tocca, avanti i giovani, avanti i riformisti, gli ecologisti, i no global, i non sense, i noncisonoconlatesta…insomma, avanti c’è posto.
    Però ammiro la tua tenacia, il tuo impegno e la tua volontà di combattere ancora per un’idea.
    Coraggio e auguri, un abbraccio 🙂

    Mi piace

  6. zampa

    Appena finito di leggere i tuoi commenti, ho pensato “Adesso si morde le dita credendo di essersi lasciato andare troppo”. Be’, io non la penso così, forse perchè “ci ho guadagnato” una lettura interessante che mi fa riflettere.
    Anch’io sto lasciando il campo a chi di turno, tra un mesetto e mezzo…ciao zampa e chi s’è visto, s’è visto, quel che ho fatto, ho fatto, adesso passo la staffetta.
    Riciao.

    Mi piace

  7. gio

    Come hai potuto notare sono in altre faccende affacendata… l’albero è più importante delle indagino politico-fisiche.
    Non ne avrà male Einstain se i vagoni ferroviari riescono a viaggiare a ritmi personali…

    Mi piace

  8. Stefan/Cardolino

    Ciao Giano,

    finora ci son riuscito a non farlo
    io alla sceriffa ci sono affezionato
    come si dice

    GESUCRISTU MIDDADONARA
    GUAI ACHINIMIDDAROCCARA…

    Maperò opprima oppoi

    Conosci il Ristorante del Jolly Hotel

    la Bella Italia?…

    Troppo Togo, tiò pensato
    Buona serata

    Mi piace

  9. Amfortas

    A prescindere dal contesto in cui l’hai nominato, Illy è stato un ottimo sindaco di Trieste, il migliore dell’ultimo ventennio.
    Per formazione personale, non può che divergere, in determinate occasioni dalla coalizione di centrosinistra.
    Aldilà del fatto che lo conosco personalmente, ti posso assicurare che se avesse voglia di candidarsi seriamente, sarebbe un ottimo Presidente del Consiglio; non è escluso che lo faccia, secondo me, magari tra 5 anni.
    Io sono sicuro che la TAV si debba fare, alla faccia dei cacadubbi di qualsiasi credo politico.
    Su “Panorama” della scorsa settimana, Chicco Testa ha fatto un’analisi condivisibile delle motivazioni che spingono a dire sempre no a tutto.
    Ciao, e buona domenica.

    Mi piace

  10. Skizo

    A me hanno fatto parecchio ridere quelli che a Cagliari hanno manifestato contro la TAV!
    Checcacchio gli tocca la TAV ai Cagliaritani che non sanno nemmeno cos’è?!?
    Da qui non vediamo le ragioni né di una parte né dell’altra.
    Io sto zitto e aspetto quel che deve succedere.
    E spero sempre che succeda il meglio.

    Mi piace

  11. Mary

    Ieri sera ho seguito un dibattito in TV (Ballarò). Parlavano proprio della TAV e del famoso ponte sullo stretto di Messina che sembra, tra l’altro, non serva proprio a niente, se non a far gola a qualche “cosca”.
    Parlavano i soliti politici, di destra e di sinistra o di centro (boh!). Le ragioni dei dimostranti della Val di Susa non sono state prese in considerazione e, come al solito, tutto finisce in rissa.
    Hai parlato di democrazia, di assemblee? Beh, sembrava veramente di essere in un condominio.
    Noi cittadini siamo rappresentati da questa povera gente che pensa solo a raccogliere voti. In Italia ci sono strutture fatiscenti: scuole, strade, uffici, biblioteche, trasporti e la “legge obbiettivo” che ti va a pensare? A queste strutture megagalattiche!
    Non si dovrebbe dire, ma… ho le palle piene!!!
    Ciao Gianino
    Mary

    Mi piace

  12. giorgio

    Ciao Giano, ti ho letto con colpevole ritardo sul penultimo post (a proposito di ciò che osservavo, a metà ottobre, su “La dura legge del blog”), e ti sono grato del tuo messaggio di benvenuto al mio Alessio che non ho ancora visto…
    Il Professore… è stato per due trienni non consecutivi mio presidente, credo di saperne abbastanza.
    Quello al dialogo è un suo invito ricorrente, ma lui non si sposta di un nanomillimetro, nel senso che, dopo la proclamazione del Vangelo secondo Romano, quelli che non accettano non sono disponibili al dialogo… non brilla, cioè, per elasticità, che della produttività di ogni dialogo è struttura portante.
    Un’esperienza di governo, d’altro canto, mi pare l’abbia già fatta con risultati, ictu oculi, non propriamente positivi: con lui, difficilmente qualcosa si muove.
    Ciao Giano, grazie ancora.
    Giorgio.

    Mi piace

  13. falivenes

    Giano…scusa se ti invado e se non sei daccordo cancella pure,se puoi aiutaci dacci una mano con affetto nené
    indy.stroppa (http://sprut.blog.tiscali.it) [Venerdi 16 Dicembre 2005 ore 07:50:26]
    I detenuti, spesso, sono squallidi campioni di un momento storico, di scarso spessore etico e culturale, di destabilizzazione, di degradazione sociale, di spegnimento degli affetti, di grave riduzione di rispetto, di interesse e di disponibilità per gli altri. Tanti delitti attuali sono le espressioni di un pauroso difetto morale; ma questo dovrebbe unirli a noi, perché quella parte cattiva e malvagia è in ognuno di noi, recondita, e non dovrebbe permetterci di allontanarli come “diversi”, etichettandoli! Siamo il Paese che si fa vanto di aver tradotto in realtà l’art. 27 della nostra Costituzione: “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al principio di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Bene! Una volta rieducato, quel condannato, che sia lasciato libero di correre, insieme agli altri, e di vivere, e di essere reinserito nel mondo degli “onesti”, fornendo così l’aiuto necessario per non alimentare il delitto.

    ::Patrick Indy STROPPA

    Diamo speranza a chi ora la speranza se la vede rifiutata da una iniqua serie di leggi antelucane. La speranza è verde come l’ albero di Natale; la speranza è di tutti, e quella sulla quale nessuno puo’ mettere le mani. La libertà è responsabilità, diamo una possibilità a queste persone. Nostri concittadini piu’ fragili e sensibili. Indy

    Oh ragazzi,
    aderite anche voi all’ appello di Marco Pannella per ‘ amnistia a Natale…
    Dai !?…per te per tutti e che il Natale possa essere lieto anche per loro Nenè

    Mi piace

  14. sibillasi

    Tiro un profondo sospiro di sollievo nel leggere che c’è qualcuno, come me, che pensa che questa sinistra sia davvero pressapochista.
    Quella dell’ultimo vagone è bellissima. Se l’avesse detta berlusconi (che comunque io non stimo), sarebbe successo il putiferio su giornali e programmi televisivi faziosi (quasi tutti).

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...