In democrazia anche essere idioti è un diritto. Ma…c’è un limite?

Ricordo una scenetta di Verdone nella quale l’attore, impersonando una recluta destinata a prestare servizio fra gli alpini, preoccupato per il fatto che notoriamente fra gli alpini usano fare scherzi molto pesanti, chiedeva al colonnello: “Ma c’è un limite agli scherzi? Non è che non mi piacciono gli scherzi. Mi piacciono, ma…c’è un limite?“. La domanda restava in sospeso, lasciando intendere che forse, e purtroppo per la povera recluta, quel limite auspicabile non ci fosse.

E’ la stessa domanda che potremmo porci davanti a certi esempi di quella che chiamano libertà di espressione, di pensiero e di stampa, con particolare riferimento all’informazione politica. C’è un limite alla manipolazione delle notizie ad uso propagandistico? C’è un limite all’uso di una pseudo libertà di espressione sempre più spesso al limite della diffamazione, dell’insulto, della calunnia e del vilipendio? C’è un limite al cattivo gusto?

Nel numero di sabato scorso il quotidiano comunista “Liberazione” riporta in prima pagina almeno due pezzi degni di nota. Il primo riguarda un intervento del presidente del Senato Marcello Pera alla Georgetown University di Washington, dal quale viene estrapolato il seguente passo: “Coloro che rifiutano la nostra cultura ed i nostri valori sono come i cannibali. Bisogna difendersi dai cannibali con tutti gli strumenti, in ultimo anche con la forza“.

Ovviamente, interpretare la frase nel contesto generale del discorso, cercando di capire il senso dell’affermazione deve essere compito troppo arduo per chi non può, o non vuole, capire. Molto più facile prendere a pretesto tale affermazione per chiedersi se Pera sia diventato nazista o sia idiota e per concludere che: “Un dubbio coglie tutti noi: forse il presidente Pera è totalmente idiota?…Beh, ieri il dubbio si è sciolto“. Anch’io ho un dubbio: “Dare dell’idiota pubblicamente al presidente del Senato è libertà di espressione o è qualcos’altro?”.

Il secondo pezzo è firmato da quella acuta commentatrice politica che è Ritanna Armeni. Chi abbia avuto la pazienza di seguire i suoi interventi nella passata edizione di “Otto e mezzo” con Ferrara, sa di quale acutezza d’ingegno sia dotata la nostra giornalista. Il pezzo esordisce con queste “acute” domande: “Che differenza c’è fra Benedetto XVI e Khomeini, l’ayatollah che nel 1979 fece dell’Iran una repubblica islamica? Che differenza c’è fra papa Ratzinger e il capo degli sciiti irakeni Al Sistani? E ancora quale è la diversità, nel rapporto fra la religione e lo stato, fra tre costituzioni, irakena, afghana e iraniana, alla base di paesi dominati da un integralismo religioso che subordina a sé gli organismi dello stato e la vita civile, e quello che propongono oggi le gerarchie cattoliche?“. Sono domande chiaramente retoriche, dal momento che la risposta quasi ovvia, come cerca di dimostrare nel corso dell’articolo la nostra “acuta” Armeni, è che fra Khomeini ed il Papa non ci sia alcuna differenza(!?).

papa coppia

Il pezzo è corredato con una grande foto, e relativa didascalia “Coppia di fatto”, in cui vengono accostati il Papa e Khomeini, con evidente e compiaciuto sfoggio di quella particolare vena ironica e satirica che costituisce onore e vanto di certa sinistra e che ormai sembra indirizzarsi con sempre maggior accanimento (chissà perché) nei confronti della Chiesa, dei cattolici e, ovviamente, del Papa.

Viene quasi spontaneo pensare che in certi regimi comunisti, tanto cari ai nostri acuti giornalisti, gli avversari dello stesso regime e coloro che osavano criticarlo e gli intellettuali non allineati, venivano, secondo una prassi consolidata, considerati pazzi o “idioti“, con tanto di certificazione medica e, come tali, inviati in amene località di soggiorno turistico sulla neve, affinché potessero curarsi o riflettere meglio sulla bontà del regime. Una sorta di “settimana bianca“, ma molto più lunga e non molto confortevole. Insomma, coloro che non erano perfettamente allineati con il regime erano considerati “idioti” e curati di conseguenza.

Tale usanza perdura oggi fra i commentatori politici nostrani di una sinistra estrema, radicale e che sogna ancora i paradisi dei lavoratori (dimenticando però, o facendo finta di dimenticare, i deliziosi soggiorni climatici per “idioti”) e che usa come normale metodo di dialettica politica non il confronto delle idee, ma l’attacco personale agli avversari cercando con ogni mezzo di ridicolizzarli, sbeffeggiarli o farli passare per “idioti”.

Talvolta questo efficace metodo “democratico” di confronto politico, teso all’annientamento personale dell’avversario, lo chiamano anche “satira” Ma attenti a non usare gli stessi metodi. Se li usano loro contro di voi è libertà di espressione, è satira. Se provate voi a fare “satira” contro di loro vi querelano (vero D’Alema?), oppure attivano i loro studi legali per oscurarvi il sito (vero Prodi?). Sì, hanno uno strano concetto della satira e della libertà di espressione.

Ora, secondo questa curiosa prassi dialettica, se ne deduce che coloro che siano avversari politici e non condividano le proprie idee siano “idioti”. Ergo, chi non concorda con le idee e le conclusioni dell’Armeni sarebbe autorizzato a definirla “idiota”. Poiché è risaputo che gli idioti sono sempre esistiti, e purtroppo sempre esisteranno, in qualunque tempo e nelle diverse situazioni storiche e politiche, la domanda, per dirla alla Lubrano, sorge spontanea: “Qual è la differenza fra gli idioti in un regime e gli idioti in democrazia?“. Semplice: in un regime comunista finivano in Siberia, in democrazia possono esprimersi liberamente e talvolta scrivono sui giornali.

Eh sì, ecco perché comincio ad avere qualche dubbio sulla democrazia, sull’onestà intellettuale di certi giornalisti e anche sull’art. 21 della Costituzione. E siccome dubitare della democrazia significa non essere allineati e non è politicamente corretto, potrei essere considerato idiota. Pazienza, per male che vada potrei sempre fare il giornalista! Insomma, anche per gli idioti è sempre e comunque più conveniente ed auspicabile una democrazia come la nostra, piuttosto che un regime comunista. Ma allora perché taluni non lo capiscono o non vogliono capirlo, o fanno finta di non capirlo? Boh, saranno idioti? O comunisti?

 

 

16 pensieri su “In democrazia anche essere idioti è un diritto. Ma…c’è un limite?

  1. Gio

    Ciao Giano
    non è facile discernere fra le persone… spesso mi sento “diversa” come scrive anche la mia alunna Robertina… ne meglio, nè peggio degli altri, (io presuntuosa mi vedo meglio, anche se il mio giudizio è opinabile)
    e gli idioti, veri o presunti mi disturbano, come mi mette in crisi la malattia e la vecchiaia

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  2. Giano

    Ciao Stef, ciao Giò…siamo mattinieri!
    Prendetelo come uno sfogo.
    Ogni tanto ci vuole.
    Tanto non serve a molto, ma certe volte ho proprio la netta sensazione che da parte di certi intellettuali, opinionisti e giornalisti ci sia una grande malafede e si tenti semplicemente di portar acqua al proprio mulino, con le buone o con le cattive, onestamente o meno.
    E questa dinonestà intellettuale la trovo insopportabile.
    Riscusate lo sfogo.
    Quando ce vò ce vò…
    Buona giornata a voi…:)))

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  3. Amfortas

    Guarda Giano, io sono di sinistra.
    Però nello specifico di questo post, la penso esattamente come te.
    Vogliamo parlare della gogna di Goria?
    Vogliamo dire che quella ragazza senza nessuna qualità non avrebbe mai avuto un secondo di popolarità se non avesse trovato un gonzo simile?
    Vogliamo dire che quelli che stigmatizzano la Moss e Calissano sono quelli che si fanno le seghe quando succedono queste cose, e che con ogni probabilità hanno le narici come Fafner, il drago che custodisce l’Oro del Reno?
    No, non diciamolo, che rischiamo di passare anche noi dalla parte degli idioti.
    Ciao, va 🙂

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  4. Mauro

    Non è un caso forse che gli italiani leggano poco i giornali.
    Da un recente rilevamento quasi tutti i quotidiani sono in calo di vendite (nonostante i tanti gadget).
    Gli unici in controtendenza sono Libero e Avvenire.

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  5. luvi

    Caro Giano, penso che indipendentemente dal loro colore politico, esistano uomini (ahimè meno numerosi degli “idioti”) di buon senso, per i quali è nauseante il continuo attacco non all’idea ma all’individuo. Attacchi perpetrati anche (e soprattutto) da chi predica la Tolleranza solo quando si tratta di fare i garantisti (ma dde che!).
    In questa pornografia politica che confonde chi cerca di ragionare con la propria testa da decenni, mi scoraggia ancor di più pensare ai tutti i ragazzi che voteranno per la prima volta alle prossime politiche (tra i quali mio figlio).
    In che cosa potranno credere o per che cosa lottare, quando tutto ciò che li circonda sembra un’ immensa fucina dalla quale possono uscire solo retorica e malafede?
    Tempi sempre più neri…

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  6. abr

    Laissez faire, laissez passer … concordo con chi ha scritto che i giornali e in parte anche la tv sono diventati auto-referenziali e quindi non spostano opinioni. Anche con chi scrive che la gente vive di gogne di invidie e di sputtanascion. Echeccevuoifà? Io dico, continua, continuiamo così: controinformazione nell’era del politically correct (che significa: insultare Berlusca. è cosa buona e giusta, sottolineare i pericoli dell’islam predicato in casa nostra è razzismo).
    Grazie della visita
    ciao, Abr

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  7. mar.y.so

    La frase è vechcia quanto il cucco, ma sempre attualissima: LA MADRE DEGLI IMBECILLI E’ SEMPRE IN CINTA.
    E la patria delgi imbecilli è sempre una distorta forma di dittatura travestita da democrazia.
    Solo che gli idioti ci sguazzano e a noi viene l’ulcera.
    Baci
    Marika

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  8. alessandro

    Grazie innanzitutto della visita.
    ho già scritto “da me2chela tua disanima è perfetta riguardo ai cattocomunisti. Per quanto riguarda il buon gusto dei compagni, beh, lasciamoli cuocere nel loro brodo.La gente non è stupida e capirà l’offensiva di chi conosce solamente l’odio per controbattere. Sono d’accordo con mons. Betori, mio concittadino, allorché dice che la chiesa non si tirerà mai indietro dinanzi a delle tematiche che la coinvolgono in prima persona.
    Ciao.

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  9. Loreley

    Grazie, Giano, meno male che ci sei… almeno quaggiù ci si dà un po’ il cambio, quando uno rimane senza parole.
    Io spero, spero, spero che la gente veda attraverso questi meccanismi beceri, che legga tra le righe dell’ignoranza e delle parole vuote. E poi la chiamano informazione… Dico, avete notato che non c’è più un solo articolo che dia i fatti? Che tutto è infarcito di opinioni, e spesso delle meno brillanti?

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  10. mqp

    oh Giano! Tu andare a fare il giornalista? Dopo tutto quello che hai scritto, è come se dicessi: in mancanza di meglio vado anche io a fare l’idiota!!! Solo che in mezzo a tanti, è difficile farsi notare….
    perchè credo che anche gli idioti nel loro “NON proprio piccolo” sgomitazzano, insieme alle formiche che s’incazzano…
    resta solo da capire in quest’orgia chi sia la cicala…
    :-)))

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  11. falivenes

    Articolo 21 della Costituzione:valido solo per le “sinistre impegnate” esse possiedono la “genesi della cultura”,madre di tutte le libertà!E noi?Se difendiamo Benedetto XVI°siamo razzisti!Se riteniamo giusto che la scuola Quaranta non può e non deve esistere in quanto non siamo una succursale dell’Islam,stessa cosa.Se decidiamo che siamo cattolici e per coscienza di tale ontologia non possiamo che difendere la famiglia che ha radici salde nei nostri cuori e nel tessuto sociale italiano noi siamo razzisti!Lo siamo anche quando decidiamo di non poterne più di certa politica offensiva, che consente il facile insulto a Berlusconi.Ascolta Giano,per dirti tutto quello che penso dovrei fare un post e non un semplice commento.So di certo che se vado in Iran e voglio non dico diffondere, ma vivere la mia fede,se mi azzardo a portare al collo la mia crocetta del battesimo,posso considerarmi una provocatrice e mi andrà bene se rivedrò le ‘amate sponde’.In tutto il mondo a questi signori tutto è concesso!Dov’è più in tutto questo la dignità di uno Stato Sovrano?Stanno mettendosi sotto i piedi la nostra Costituzione e nessuno sembra farci caso!
    Sappiate voi pseudo comunisti che il mio voto non l’avete mai avuto e non l’avrete mai,perchè non siete mai riusciti a convincermi neanche per un momento.Scusa lo sproloquio,ti voglio bene.Nenè

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  12. pensierialvolo

    non è facile risponderti specialmente in questa era dove la gente sembra non pensare,dove chi non è più disposto a farsi fregare è fascista,razzista e cretino,io amo essere considerato cretino e spero di poter continuare a dire il mio pensiero. E come dici tu è facile gridare al comunismo come libertà e poi scoprire che in qualsiasi paese sia stato instaurato, non c’è più possibilità di cultura ,libertà ,in nome dell’uguaglianza possono toglierti anche l’anima.Ciao Corrado un ex extraparlamentare

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