Abbiamo l’accento ballerino ( e altre cose che girano…)

Parafrasando il post precedente (Abbiamo l’eufemismo nel sangue; ma non è grave) mi viene da pensare che non solo non amiamo chiamare le cose con il loro nome, ma anche quando abbiamo la certezza del nome riusciamo a creare confusione pronunciandolo in maniere diverse. Ho appena sentito in TV la notizia di un attentato a Bàssora (con l’accento sulla a) e viene spontaneo ricordare quante volte abbiamo sentito degli “inviati speciali” sul posto pronunciarlo Bassòra. Lo stesso dicasi per Baghdad. Lo stesso dicasi per Schumaker. Ricordo l’inizio di una telecronaca in cui il cronista, nel giro di appena un minuto, riuscì a pronunciarlo nei due modi, una prima volta con accento sulla U e, dopo 30 secondi, con l’accento sulla A. Quando si dice avere le idee chiare!

Ricordo che una volta Istambul si procunciava con l’accento sulla U finale. Poi qualcuno un po’ chic cominciò a pronunciarlo con l’accento sulla I iniziale. Ma a mettere d’accordo le due opposte fazioni arrivò il solito “tengo famiglia”, il quale, per evitare di prendere una posizione chiara, a favore di una o dell’altra scuola di pensiero (o meglio, di pronuncia), optò per una via di mezzo che non scontentasse nessuno e lo pronunciò Istàmbul, con l’accento sulla A. Come suol dirsi, la virtù sta nel mezzo, no?

L’elenco delle parole con l’accento ballerino sarebbe tanto lungo che…lasciamo perdere! Mi sono sempre chiesto perché non si faccia la cosa più logica e sensata: chiedere ai diretti interessati la pronuncia esatta del loro nome. Possiamo immaginare che esistano delle difficoltà insormontabili, come l’impossibilità di avvicinare Schumaker o di intervistare un turco o un iracheno, che rendano impossibile questa sensata soluzione. Ma qualche tempo fa ho avuto la smentita a questa ipotesi. Questa difficoltà di accertare l’esatta pronuncia non è dovuta a oggettive difficoltà, ma ad una scelta precisa.

Seguivo una puntata di Markette, condotta da Chiambretti; quello che passa per essere una delle poche persone intelligenti in un mare di teleidioti. Era in collegamento diretto con Edwige Fenech e cominciò la presentazione dell’ospite chiamandola ” …la signora Fènech o Fenèch…non si sa bene…”. Visto che lo stesso Chiambretti aveva dei dubbi sulla pronuncia, mi aspettavo che cogliesse l’occasione, avendo di fronte la diretta interessata, per sciogliere questo dubbio e chiarire a sé ed a milioni di italiani una volta per tutte come si pronunciasse ” Fenech“. Lo ha fatto? No! Ha continuato con indifferenza, durante la conversazione, a chiamarla nei due modi diversi. Si potrebbe definire in vario modo questo atteggiamento, magari ricorrendo ai soliti eufemismi, ma io che non amo arzigogolare troppo sulle sottigliezze linguistiche, lo chiamo semplicemente stupidità. E se uno che passa per essere intelligente si dimostra stupido…figuriamoci gli altri!

Bene, detto questo, qualcuno può pensare che in fondo si tratti di sciocchezze, di futilità e che i problemi seri siano altri. Ed avrebbe ragione di pensarlo. Ma, c’è sempre un ma… Questi signori che usano ballare sugli accenti sono gli stessi che di recente hanno attuato uno sciopero per tutelare i diritti della categoria. Sono gli stessi che amano sbandierare la loro capacità, la competenza, la preparazione, la dignità professionale, e che si ribellano ogni qualvolta si tenta di porre dei limiti ai privilegi della categoria trincerandosi dietro l’invalicabile barriera del diritto/dovere di informazione e di cronaca. Sono intoccabili.

Allora veniamo al dunque e poniamoci una semplice domanda: Se questi professionalissimi giornalisti non trovano il modo di accertare una sciocchezza quale è la pronuncia di un nome straniero (ma anche di molti termini italiani), ovvero di fare la cosa più ovvia, scontata, banale, ma anche la più sensata, quella di chiedere ai diretti interessati la pronuncia del loro nome, come possiamo pensare che trovino il modo e la voglia di approfondire ed accertare notizie ben più importanti, complesse , serie e determinanti per il Paese ? Come possiamo pensare che se non hanno il buon senso di accertare l’esatta pronuncia di un termine abbiano l’intelligenza ed il coraggio di accertare fatti ben più gravi che interessano la politica e la finanza? Coloro che hanno avuto l’ardire di farlo…riposano in pace. Coloro che non hanno il coraggio di farlo…campano in pace. Il resto sono chiacchiere inutili!

8 pensieri su “Abbiamo l’accento ballerino ( e altre cose che girano…)

  1. Giano

    Ciao Mary, al volo…
    Quasi quasi è bene che girino, con questo caldo è come avere il raffreddamento ad aria incorporato.
    Insomma, quasi.
    Buona serata….)
    Dopo vengo da te e ti dico come spostare in su il link.
    Ciao …

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  2. muriel

    Ciao, questa degli accenti ballerini è una storia vecchissima… ci sono alcune parole, tipo icona, che non tutti pronunciano in modo giusto. Per non parlare di Nuoro, sai quanto la sbagliano! Io non ho mai sopportato una cosa del genere, si tratta di rispetto per la lingua, a me non piace quando mi sbagliano il nome! Per non parlare poi della confusione che viene a noi telespettatori…

    Buona giornata 🙂

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  3. piz

    ciao Giano,
    tu parli di accenti ma è solo la punta di un iceberg…
    Non c’è un cronista che sappia parlare un italiano degno di questo nome, senza accenti e senza bruttissimi difetti di pronuncia che sarebbero ininfluenti in un giornalista da carta stampata ma che hanno una certa rilevanza per una persona che di professione legge notizie…
    Mi torna sempre in mente un certo film con Alberto Sordi in cui faceva un provino per diventare giornalista televisivo..

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  4. mqp

    ma tesoro! Lo sai che pronunciare con classe termini strani, fa tanto chic…
    Sapessi io come pronuncio Marrakesh….(oppure turk & caicos) sembra uno sputo!!!! Se non è classe questa!!!
    ehhhhh…sapessi come mi guardano! Eppure sono io a pronunciarle correttamente, ma tant’è! Sono mica giornalista!!! A me mi si guarda molto very male…
    bacio

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  5. Giano

    Ciao Skizo, meno male che ho azzeccato, temevo di aver detto una castroneria.
    Buona serata a te e alla killer…:)))

    Ciao Muriel, hai ragione ed è grave soprattutto perchè quelli che appaiono in TV vengono considerati esperti e quindi i loro sbagli vengono assorbiti dagli spettatori.
    Spero che ti stia godendo la vacanza.
    E che stia diventando una autista bravissima.
    Un abbraccio 🙂

    Ciao Piz, vero, è solo uno dei tanti sintomi, e nemmeno fra i più gravi, del decadimento totale.
    Pensa che un certo Maurizio Costanzo, guru della TV, che insegna comunicazione a La Sapienza, è quello che dice normalmente ” Se lo sapevo, glielo dicevo…”.
    Alla faccia dei congiuntivi!
    Buona vacanza :)))

    Ciao Maquantoseipoliglotta…
    Io penso che tu lo faccia apposta a pronunciare perfettamente e che lo faccia con un pizzico di sadismo nei confronti di chi ti ascolta stupito.
    E fai bene!
    Ciao 🙂

    E brava Mary, finalmente.
    Pian piano diventerai bravissima.
    Buona serata :)))

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