Abbiamo l’eufemismo nel sangue (ma non è grave…)

A quanto pare, chiamare le cose con il loro nome non si fa, non è politicamente corretto. L’ultimo esempio è dato dall’etiope arrestato a Roma per essere uno degli attentatori del 21 luglio scorso a Londra. Le bombe non sono esplose solo per un errore di fabbricazione. Ma, come l’etiope ha affermato, e come viene riportato dagli organi di informazione, e ribadito anche dall’avvocato difensore, non si deve parlare di attentato, ma di "azione dimostrativa". E a nessuno scappa da ridere. Ma non c’è da meravigliarsi, per noi è normale evitare di chiamare le cose con il loro nome. Siamo portati ad addolcire la pillola, ad inventarci circonlocuzioni e neologismi. Storia vecchia, fin da quando si usava chiamare lucciole le puttane.

E così i terroristi li chiamiamo "guerriglieri": è più romantico, evoca il Che e, cosa non trascurabile, può lasciarti libero invece che finire in galera. Non è una differenza da poco. E’ per questo motivo che se una banda di scalmanati approfitta di qualunque pretesto per organizzare manifestazioni e cortei di protesta distruggendo automobili, incendiando cassonetti e sfasciando vetrine non li chiamiamo delinquenti, ma "disobbedienti". Come fossero dei ragazzacci un po’ discoli e turbolenti: niente di grave. Per lo stesso motivo se una banda di questi disobbedienti entra in un negozio e fa man bassa di prodotti vari, andando via senza pagare, non lo definiamo furto, ma "esproprio proletario". Beh, anche ad inventarsi queste espressioni ci vuole una buona dose di fantasia. E noi italiani ne abbiamo da vendere, siamo un popolo di creativi anche in campo linguistico: abbiamo l’eufemismo facile!
Riferimenti: A proposito di neologismi

15 pensieri su “Abbiamo l’eufemismo nel sangue (ma non è grave…)

  1. elemir

    Caro Giano,
    sono a volte stupito del fatto che ancora sopravvivi in questo mar italiota. Come un sommergibile in immersione perenne a volte lanci
    il tuo missile o vieni a galla a prendere una boccata d’aria.
    Per tornare al nazistello verde in gonnella arrestato a Roma vedrai…come andrà a finire. Saremo per l’ennesima volta le macchiette da avanspettacolo del teatrino Ambra Juvinelli. Il cattivo che si dichiara innocente, l’avvocato in camicetta e aspetto fotogenico con sorrisini di tre quarti per la telecamera, il ministro di turno, l’opposizione garantista anche delle mutande del colpevole e via dicendo.
    Sento odore di smerdata (leggasi figuraccia) Non basta l’esempio di come gli inglesi hanno dimostrato con quanta serietà ed autorevolezza affrontano le loro beghe e costruiscono con la certezza e la fiducia che nutrono nella giustizia.
    Loro dicono che per un caso di imperizia dell’artificiere le stragi si sono evitate e del resto sono ancora in allerta per la terza ondata di stragi….qui si cavilla, si vaneggia, si ipotizza, di fraseggia. La certezza dei fatti ed la cultura della legalità e della giustizia latita, vaneggia, surplassa. Che buffoni, che ridicole macchiette, che squallide comparse che comparsate…Fellini nella Voce della Luna fa dire fuori campo ad una comparsa quando catturano la Luna: “semo proprio un popolo de stronzi!” Mai citazione fu più azzeccata. E del resto basta vedere il dibattito e l’affollamento sul tuo post….la dice lunga, lunghissima. Continua così caro veterano….un saluto.

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  2. cli

    Solo creativi?
    Siamo un popolo dove ogni avvenimento viene visto ed intepretato con leggerezza e faciloneria. Ad ogni cosa si è pronti a dare una giustificazione, addirittura i preti predicano di perdonare i terroristi. Ma io non lo so in che cavolo di società viviamo. Siamo solo impauriti da tutto questo o siamo impreparati ad affrontare nella giusta maniera gli eventi? A volte non so darmi una spiegazione logica e non riesco a comprenderne le sfaccettature. Sino ad oggi ho vissuto in un’Italia dove i misteri hanno accompagnato le stragi di innocenti. Nessuno ha mai dato delle risposte, nessuno ha mai avuto il coraggio di illuminarci sugli eventi. Bendano la bocca a coloro i quali vorrebbero far luce e chiarezza, mettono le manette a colui che ruba per fame, tengono in libertà protetta colui che uccide. E’ l’Italia questa.
    E’ tutto così assurdo.

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  3. sgualdig

    Ciao,l’Italia è questa:dove una presunta magistrata (la clementi’)si permette di far uscire da galera degli assassini perchè sono guerriglieri,denuncia polizziotti che fano il proprio dovere,dove un altro giudice chiede il rinvio a giudizio per una scrittrice (la scrittrice per antonomasia)Fallaci perchè scrive verità crude che per Loro vanno nascoste.Povera Italia in che mani siamo.G.

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  4. abr

    Magie dell’ansia da politically correct a tutti i costi che ci circonda, dal non vedente al collaboratore di giustizia.

    A proposito di sommergibli in immersione, chi ancora non ci conosce, puo’ venirci a trovare a http://www.tocque-ville.it, la città dei liberi.

    Siamo un bel po’, con l’obiettivo di ricostruire nel medio periodo la correttezza e la verità di informazione in questa fetta di Eurabia, prima che sia troppo tardi … in America ci sono riusciti, grazie al blog e alle radio – le tv e la carta stampata sono tal quali a quelle nostre, tutti sinistri – ce la faremo anche qui.
    Grazie per la visita
    ciao, Abr

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  5. piz

    Si dice che “la gente” non è pronta ad accettare tutte le verità del mondo e che accetta meglio delle semi verità, delle mezze bugie che fanno forse meno paura . Curioso è che chi dice ciò non fa parte dell’Olimpo ma è lui stesso parte della “gente”

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  6. Skizo

    La giustizia italiana, si sa, è disattenta e incappa spesso in lievi carenze di capacità interpretative. Nel caso dei guerriglieri, sicuramente il loro atto di resistenza ai soprusi occidentali, verrà giudicato sulla base delle legittime attenuanti concernenti l’aspetto culturale del gesto dimostrativo, ma non mancheranno di valutare il danno causato alla gente comune trovatasi imprevedibilmente sui luoghi delle dimostrazioni e il dispiacere infuso nell’opinione pubblica…

    Guarda che scherzo, eh?

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  7. Giano

    Caro Elemir, mi sa che hai ragione, ormai siamo proprio a livello di sopravvivenza.
    Quando tutte le certezze vanno scomparendo, giorno dopo giorno, e tutti i riferimenti saltano e così gli ideali…cosa si può fare?
    Ironizzare, qualche volta indignarsi, incazzarsi, ma serve a ben poco.
    Giusto uno sfogo momentaneo.
    Ti ringrazio per la comprensione e la solidarietà.
    Coraggio, mi sa che anche tu ne hai bisogno…:)

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  8. Giano

    Cara Cli, questo stato di confusione non è nato per caso, viene da lontano.
    Posso assicurarti che si è arrivati a questa situazione in maniera voluta e scientificamente perseguita, abbattendo ad una ad una tutte le certezze e le basi sulle quali, bene o male e con tutte le riserve del caso, poggiava la nostra società.
    Si è distrutto un mondo senza sapere con cosa sostituirlo.
    E ormai siamo alla frutta.
    Ciao 🙂

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  9. Giano

    Ciao Sgualdig, ormai non c’è limite.
    Quando un magistrato si permette di contestare a dei poliziotti di aver agito esattamente secondo quanto previsto dalle norme di polizia…cosa resta da dire?
    In una cittadina del nord, un vigile urbano ha multato una donna perché indossava il burka, in base a precise norme di pubblica sicurezza che vietano di circolare mascherati.
    Ha fatto nient’altro che il proprio dovere.
    Cosa fa il Consiglio comunale?
    Delibera di accollarsi le spese legali in difesa della donna!
    Allucinante, eppure è vero.
    E di esempi simili ormai ne abbiamo quotidianamente.
    Sembra che l’occupazione principale dei nostri magistrati sia diventata quella di difendere terroristi, mafiosi, sfruttatori di prostitute, stupratori, immigrati clandestini o meno, ladri e delinquesti di varie specie e, naturalmente… islamici.
    Gli unici a non avere tutela sono i cittadini normali e onesti.
    Che convenga fare i delinquenti?

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  10. Giano

    Ciao Skizo, ci capiamo benissimo.
    Ho l’impressione che bisognerebbe potenziare ed ingrandire quel tuo famoso inceneritore e buttarci dentro un bel po’ di gente.
    Mah, coraggio 🙂

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