Fortuna…o cosa?


La fortuna è il nome che diamo ad un evento a noi favorevole. Ma, per la concezione che ho del mondo, non esiste niente di casuale. Tutto è concatenato e tutto risponde a delle semplici regole di causa-effetto. Perfino i nostri pensieri, di cui andiamo tanto orgogliosi, considerandoli espressione della nostra massima libertà, sono condizionati sia dalla predisposizione genetica (fin dalla nascita) e poi, a seguire, dalla continua interazione fra tale patrimonio genetico e la realtà circostante. Da questa continua interazione, condizionata da fattori esterni spazio/temporali, deriva sia la nostra capacità di apprendimento, sia tutto il bagaglio di informazioni che chiamiamo genericamente esperienza o conoscenza o " bagaglio culturale". Quelli che parlano bene tutto questo lo chiamano " vissuto ". E da questo nostro patrimonio " culturale" nascono i pensieri. Ma, come è facile intuire, essi sono una pura e semplice conseguenza di ciò che ciascun individuo è in un particolare momento e luogo. Ed ecco che noi chiamiamo libertà di pensiero ciò che, invece, è una funzione mentale inconscia determinata, a sua volta, dall’interazione fra meccanismi mentali geneticamente prestabiliti e conoscenza acquisita. Sembra perfino ovvio concludere che anche gli eventi e le circostanze della vita non sono altro che un intersecarsi di vicende personali e che niente è casuale, ma tutto ha una precisa causa, a prescindere dal fatto che la si riconosca o meno. In natura il caso non esiste. Il " caso " ha una sua causa! Però ci piace pensare ad un quid indefinito che possa modificare, senza alcuna giustificazione logica, il naturale evolversi delle circostanze. E allora, per dirla alla De Filippo, " Non è vero, ma ci credo…", quindi vi auguro…Buona Fortuna…
Riferimenti: ( Torre di Babele)

3 pensieri su “Fortuna…o cosa?

  1. gorilla bianco

    La fortuna, in effetti, esiste, almeno intesa come probabilita’ favorevole a che un evento avvenga. La sfortuna e’ il suo esatto contrario (la probabilita’ che un evento non avvenga).
    La stessa probabilita’ di un evento particolare e’ condizionata da eventi precedenti, ovvero le probabilita’ si combinano tra loro in modo tale che una certa situazione abbia una maggiore probabilita’ di avvenire o meno a seconda di quale evento sia accaduto prima.
    Ragionando in termini di probabilita’ si finisce inevitabilmente nella meccanica quantistica: in quest’ambito cio’ che ci insegnano quando siamo studenti di fisica e’ che misurare un sistema influenza la misura stessa, quindi non potremo sapere mai lo stato reale del sistema, a meno di non ideare un trucco particolare (e cio’ e’ possibile grazie alla ricchezza di stati che si possono realizzare in fisica quantistica) che ci consenta di risalire all’informazione a noi necessaria. Tutto cio’ apparentemente sembra avere poco a che fare con il libero arbitrio, ma in realta’ molti scienziati sono (e sono stati) impegnati nello studio del cervello come sistema quantistico e quindi nella possibilita’ di prevedere le scelte di un essere umano in base ai suoi schemi mentali, matematicamente codificati.
    Ovvero il patrimonio genetico e quello culturale diventerebbero delle equazioni differenziali la cui risoluzione ci darebbe delle probabilita’ sulle scelte future dell’individuo. La ricerca in questo senso e’ effettivamente molto complessa (ottiene molti piu’ risultati Basil Grant ne “Il Club dei Mestieri Stravaganti”) e si e’ spostata sullo studio delle dinamiche delle masse (per chi ha letto Asimov ed il Ciclo della Fondazione do un indizio: psicostoria), ma alla fin fine tutto porta ad una conclusione: non c’e’ niente di veramente casuale.

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  2. Giano

    Caro Gianluigi, grazie per questo commento che ho letto con molto piacere.
    Scusa se rispondo solo adesso, ma ho avuto problemi di connessione e, alla fine, ho risolto chiamando il tecnico e cambiando il modem.
    E sembra che adesso vada meglio.
    Almeno non cade la linea ogni 30 secondi, come succedeva prima.

    L’argomento è affascinante e la tua spiegazione, alla luce della meccanica quantistica, è più che pertinente.
    Non sono un fisico, né un matematico, ma questo problemino è sempre stato oggetto delle mie riflessioni.
    Ma è un approccio di tipo “filosofico” più che scientifico.
    Ma il succo della questione non cambia.
    E infatti, semplicemente analizzando la realtà e cercando di scoprirne i segreti, sono giunto alla conclusione, ormai da moltissimi anni, oserei dire decenni, che la realtà è niente altro che il risultato di una continua interazione fra infinite variabili.
    E non solo la realtà fisica, ma anche le espressioni della mente umana, quali il carattere, il comportamento e tutti quegli aspetti della natura umana che, di solito, riteniamo essere frutto di scelte volontarie.
    Niente di più falso.
    Le nostre azioni, i nostri comportamenti, i nostri pensieri non sono altro che il risultato di una continua interazione, fin dalla nascita, fra il patrimonio genetico e l’ambiente circostante.
    Una continua interazione fra infinite “variabili” che, interagendo fra loro, creano nuove variabili.
    E’ l’unica spiegazione plausibile che sono riuscito a darmi.
    La tua spiegazione quantistica calza a pennello con questa mia idea della realtà.
    Perfino la “dinamica delle masse” è esattamente quello che penso da tempo.
    Non sono certo in grado di esprimerlo in maniera scientifica, ma il concetto è quello…pari pari.
    E non potrebbe essere diversamente.

    …continua…

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  3. Giano

    Sono talmente convinto della validità di questa visione della realtà che osavo affermare, con grande scetticismo di chi aveva la pazienza di ascoltarmi, che se , per ipotesi, fossimo in grado di disporre di un calcolatore potentissimo (allora non si parlava ancora di PC e computer), tanto da poter immagazzinare tutte le possibili variabili della realtà, significherebbe poter prevedere lo sviluppo successivo di atti ed eventi, in qualunque momento e luogo.
    Insomma…predire il futuro.
    E se tale calcolatore avesse avuto a disposizione i dati relativi all’universo nel momento del big bang, o un attimo prima, avrebbe potuto prevedere lo sviluppo dell’intero universo per il futuro, vita umana compresa, con tutta la sua storia.
    Eccessivo?
    Mica tanto!
    E’ solo una questione di capacità di calcolo.

    Ora. l’altra faccia della medaglia è che, se si ha questa idea della realtà, è molto difficile…capire il mondo, ma soprattutto…farsi capire dal mondo.
    Insomma, non c’è dialogo.
    E la cosa non è molto piacevole.

    Anche qui, nel blog, ho cercato spesso di accennare questo problemino, a proposito del pensiero o della volontà.
    Ma mi rendo conto che non è un argomento molto allettante.
    E capisco pure le difficoltà ad accettare una certa visione della realtà che sconvolgerebbe il comune pensare.
    Ecco perchè mi limito ad accennare di sfuggita il problema, ma senza aspettarmi grandi riscontri.
    Eppure, secondo me, è un problema fondamentale.
    E continuo a rifletterci.
    E mi piacerebbe davvero possedere le conoscenze matematiche che mi consentirebbero di esprimere il concetto non solo come riflessione filosofica, ma con precise equazioni matematiche.
    Ma non si può avere tutto nella vita. Pazienza.
    Magari tornerò sull’argomento.
    Grazie ancora per il commento.

    P.S.
    Se volessi leggere altri post su questo argomento, digita in “cerca nel blog” le parole “volontà” o “pensiero”.
    Dovrebbe rintracciare diversi post.
    Ciao….:)))

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