Rassegna stampa e maggioranze…

Vi sarà capitato sicuramente di seguire le varie “Rassegna stampa” che seguono, di solito le edizioni notturne dei TG. In pratica, una ripetizione dei titoli, delle varie testate giornalistiche, delle notizie che avete già sentito pochi minuti prima al TG, e dette dallo stesso giornalista. Le notizie sono sempre le stesse, quelle da prima pagina, ma cambia il titolo, e neanche di tanto, secondo la fantasia dei titolisti delle varie testate. Ora, la si può ascoltare con paziente rassegnazione, si può cambiare canale, o si può chiederci il senso di una simile rassegna stampa. Ecco, se uno nasce rompipalle prima o poi si chiede: “Ma che senso ha ripetere praticamente gli stessi titoli e le stesse notizie, cambiando giusto il nome del quotidiano? Serve a mostrare la fantasia dei titolisti? A che serve? A far pubblicità ai quotidiani?”.

Certo, può essere molto utile, come esempio pratico di presentazione di una notizia, all’interno di un corso per giornalisti. Questa è l’unica utilità. Ma quanto può essere interessante per i cittadini normali che non devono fare i giornalisti? Ma allora non chiamatela “Rassegna stampa”, chiamatela “Lezione di giornalismo: i titoli.“. Sarebbe più onesto, non vi pare? Una delle notizie, anzi il titolo, riportata in una rivista settimanale era questo “Procreazione assistita: la maggioranza degli italiani è d’accordo.” D’accordo su cosa? Ora, se parlano di maggioranza avranno i loro buoni motivi; magari è il risultato del solito immancabile sondaggio. Ma ho qualche dubbio. Gli italiani si interessano, di solito, di ciò che li tocca direttamente. E siccome la maggioranza degli italiani continuano, per fortuna, a procreare nella solita e collaudata vecchia maniera, senza aver bisogno di farsi assistere, non credo che la procreazione assistita sia l’argomento principe da discutere a tavola o in salotto.

Anzi, sono convinto che se qualcuno andasse in giro a chiedere alla gente comune, non a gli esperti o agli addetti ai lavori, cosa pensano della procreazione assistita, forse scoprirebbero che la maggioranza degli italiani non sa nemmeno di cosa si stia parlando. Se avete qualche dubbio cominciate a chiedervi voi stessi quanto siete informati sull’argomento, e poi chiedete in giro a colleghi e conoscenti e poi vediamo se tutti sanno esattamente di cosa si parla. E’ un po’ come la vecchia storia delle “Convergenze parallele” che riempiva i notiziari di molti anni fa e che, ancora oggi, se si chiedesse alla gente il significato di quella formula misteriosa, ben pochi saprebbero rispondere in maniera adeguata.

C’è gente che non ha ancora capito la “Par condicio“, figuratevi se potrebbero discutere di procreazione assistita. Ma allora qual è questa maggioranza che è d’accordo? E’ solo nella fantasia dei giornalisti? E’ la solita mania di esagerare e dare per scontato ciò che non lo è? E’ come dire “L’Italia piange, l’Italia esulta, l’Italia è sotto choc...”? Mi chiedo se la maggioranza degli italiani sappia cos’è l’iperbole. Magari non tutti lo sanno, ma ce l’hanno tutti i giorni sotto il naso. Ci campiamo tutti o quasi. Sicuramente ci campano i giornalisti: pane e iperbole!
Riferimenti: ( Torre di Babele)

6 pensieri su “Rassegna stampa e maggioranze…

  1. liberodivolare

    Ogni mattina, puntualmente, mi riferisce l’agenzia di informazione, per almeno 20 volte, che il rapporto dollaro/yen e di 109,24.
    Allora cambio agenzia e scopro che il rapporto Dollaro/Yen è di 109,23.
    A chi devo credere?

    Un’altra notizia sulle prime pagine di tutti i Giornali e di tutti i telegiornali è:
    Accordo fra il Governo e la Grande Distribuzione; I prezzi non aumenteranno fino al 31/12/2004.

    Poi leggo, dentro la notizia, che la grande distribuzione parla dei prezzi degli alimentari venduti a marchio proprio.

    Questo, ovviamente, significa che sono prodotti i cui prezzi di produzione sono governati più da chi vende che da chi produce.

    Inoltre, tali prezzi, vengono rivisti trimestralmente, o anche in periodi più lunghi, pertanto non è una spesa, per la grande distribuzione, promettere cose già acclarate.

    Per finire, l’ultimo trimestre è un trimestre di riporti, di ottimizzazione delle scorte e di realizzi.

    Chiunque abbia un’infarinatura di Marketing e Ragioneria sa che dopo aver raggiunto il punto di pareggio fre fatturato e spese tutto cio che si vende in più è guadagno.

    Per cui è consuetudine fare offerte e ridurre i prezzi nell’ultimo trimestre.

    Quindi sia il Governo sia la grande distribuzione hanno detto una serie di cavolate.

    I giornali e l’informazione continuano a somministrare le notizie che il lettore vuol sentire, noi siamo presi ancora una volta per il sedere e la grande distribuzione si è fatta belle a discapito dei piccoli negozi ed ha avuto un enorme spazio pubblicitario a costo zero che, se venisse quantificato secondo le tariffe corrrenti, potrebbe anche significare dare un panettone gratis a tutte le famiglie italiane (ed anche ai clandestini)

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  2. Ebe

    Ho trovato questo articolo in rete. Mi sembra interessante e meritevole di attenzione.

    LA GUERRA DEGLI ADULTI AI BAMBINI DEL MONDO

    ?E? cominciata la guerra mondiale contro i bambini. E? una guerra spietata e finale, contro un Nemico Assoluto benché disarmato, che coinvolge islamici e occidentali. I bambini in ostaggio dei terroristi ceceni, che a volte escono nudi come vermi del Signore dall?inferno di Ossezia, sono solo la punta estrema di una soluzione finale che aleggia un po? dovunque.
    I bambini kamikaze tra i palestinesi, che studiano e si esercitano a morire per Allah, ne sono un?altra versione autodistruttiva. Nella civilissima Olanda, protestante e laica, e schifosamente all?avanguardia su tutto, droga, pedofilia, sesso infame, eutanasia, matrimoni omosessuali, c?è una clinica a Groningen, dove è permesso uccidere dolcemente i minori di dodici anni che non sono fatti per la vita. Malati. E allora la clinica olandese decide di ?terminarli?, dicono loro, dimenticando la esse iniziale. Il bello è che usano un linguaggio da santi, perché loro aiutano le famiglie, aiutano i bambini a sparire dal mondo. Danno l?aiutino, come nei tele-quiz imbecilli per divagare le masse e arricchire i singoli.
    Intanto anche da noi, il club dei pedofili continua a impazzare, non solo in video quanto dal vivo; e non c?è giorno che una Denise o un nuovo capitolo di Cogne, non ci parli di bambini scomparsi, seviziati, massacrati.
    Sono a Venezia, alla mostra del cinema e non ho visto in tre giorni neanche un bambino. Bene, benissimo, meno fastidi; e poi che ci fa un bambino alla Mostra del Cinema? Mi sono accorto che in tutti i luoghi belli ed ameni che ho visitato d?estate, il filo conduttore è l?assenza di bambini, Un posto figo è per definizione proibito ai bambini, ai passeggini, alle famiglie tradizionali e noiose, con tanto di marmocchi. Dove pulsa la vita, la gioia, il divertimento, pussa via i bambini. A malapena ci sono i vecchi, purché potenti, abbienti o travestiti da giovani. I bambini no, perché sono per definizione proletari, non hanno da perdere che i loro biberon, non possono comprarsi lo statuto di giovani, non utenti attivi della droga, del sesso, dei viaggi, del potere, ma solo vittime passive.
    Infine ci sono i bambini mai nati, per via dell?aborto, ?naturalmente?. Ma anche per via della denatalità, dell?assenza di futuro delle nostre società imbevute di presente, per egoismo dei genitori, eterni ragazzi che non vogliono cedere quote di vita all?egocentrismo dei bambini che necessitano di attenzioni ed esigono rinunce. Vedo sempre meno bambini in giro e mi dicono che questo è un indice di progresso. Vuol dire che siamo una società avanzata, benestante , che se la gode.
    Vi ho fatto esempi incomparabilmente diversi: bambini uccisi e bambini mandati a morire nel nome dell?Islam, Bambini violentati nel nome del piacere sessuale, bimbi malati eliminati nel nome della dolce vita, bambini proibiti nei luoghi di vestimento e infine bambini mai nati perché incompatibili con le aspettative di vita dei loro genitori. Da noi i pochi superstiti del regno infantile sono trattati con i guanti gialli, sono ipernutriti e benvestiti; sono specie protetta, tecnologicamente avanzata, macchinette accessoriate, dotate di ogni confort, eccetto i genitori.
    Sono situazioni imparagonabili e non c?è bisogno di scrivere sul manifesto per dire che comunque è meglio vivere in società avare di bambini e piene di vizi, che magari praticano l?eutanasia su di loro, che è la versione moderna e soft del Monte Taigeto o della rupe Tarpea da dove si buttavano i segnati dalla sorte, gli storpi e i maledetti. (..) . Ma è meglio vivere in una società come la nostra, dove non vedi i bambini se non nei recinti dell?idiozia, squallida o lussuosa che sia, piuttosto che tra gente che li usa come agnelli sacrificali, li sgozza per Allah o li manda a morire. Nei paesi islamici ho visto il sangue e il dolore dei bambini portati al piccolo macello rituale, per infibulazione o la circoncisione, li ho visti avvolti in panni di sangue, tra le lacrime; e ho pensato al tranquillo rituale dei nostri battesimi cristiani, prime comunioni e cresime, dove il massimo era un po? di acqua in faccia alla creatura in fasce o il buffetto rituale per diventare soldati di Cristo. No, non c?è paragone.
    Però lasciatemi dire che pur nella drastica differenza delle forme e degli effetti, comune è la guerra dichiarata all?infanzia. Una guerra mondiale. I bambini sono visti come i nemici dell?umanità perché ipotecano il futuro, sono cambiali viventi che vanno estinte, in un modo o nell?altro. Perché il futuro non interessa ad ambedue: all?Occidente perché si vuol godere il presente e non ha voglia di investire sul futuro (dobbiamo pensare ai posteri? Ma i posteri cos?hanno fatto per noi?) e l?Islam perché l?unico futuro che conta è in cielo e non in terra. Così i bambini sono d?intralcio al paradiso in terra, o sono usati come vaucher, come card, per accedere al paradiso di Allah. Tra l?islam fanatico e che elimina i bambini e l?Occidente sterile che elimina il problema sul nascere, semplicemente non mettendoli al mondo o chiudendoli il più possibile i ghetti dorati, cliniche incluse, non so dove potranno rifugiarsi i bambini. Non so a chi possano chiedere asilo. Asilo. Mai parola fu più azzeccata per un popolo di profughi innocenti costretto a lasciare la madreterra perché indesiderato. Di loro sarà il regno dei cieli; ma in terra non c?è neanche una repubblica disposta ad accoglierli.?

    Marcello Veneziani da ?Libero ? del 04/09/04

    Ciao, buona giornata (e buone notizie!)
    :)))

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  3. Amfortas

    Richiamandomi all’intervento di libero, assolutamente ineccepibile, aggiungo che per quanto riguarda i prezzi, per dire, dei generi alimentari, non possono essere pianificati in nessun modo, rispondendo solo alla legge della domanda e dell’offerta; per bloccare i prezzi di tali generi, bisognerebbe pianificare il clima del pianeta, il che non mi sembra al momento una prospettiva nè realizzabile nè tantomeno auspicabile.
    Lo stesso discorso vale per una percentuale che ora non so quantificare perchè non ho i dati a portata di mano, ma che è maggioritaria in merito a tutti i beni di largo consumo.
    Ciao e buona giornata.

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  4. bud

    e poi si perdono quadretti della nostra esistenza quotidiana ke sembrano,ad ascoltare i tg ultramoderni,relegati al passato favolistico.
    esempio pratico:
    pag.114 mediavideo di ieri(gio 16 set 04)
    “(cito a memoria)un giovane pastorello 17-enne,mentre portava al pascolo le mucche a un alpeggio a 2000mt di quota,ha visto la madonna che gli è apparsa tra i flutti di una cascatella.Della stessa apparizione è stata testimone poco dopo una vecchietta che si trovava nel bosco per racogliere mirtilli”
    …aggiungerei che cappuccetto rosso ha dichiarato alle telecamere del nostro tg che non era presente all’accaduto perchè si trovava a casa mia,avendomi recato un cestodi birra e salsicce insieme ad heidi e annette.si stanno cercando notizie di belle e sebastien…
    ….
    …. :()

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  5. strepto

    Premetto che sono un abituè delle rassegne stampa notturne o mattutine. Non le trovo monotone, anzi, sono un modo originale per osservare i vari punti di vista dai quali può essere descritta una notizia, in maniera spesso molto diversa da come la trattano i telegiornali. E possono essere un buono spunto per scorgere articoli interessanti da andare a leggere il mattino successivo. Ovviamente l’attrattività delle rassegne stampa dipende molto anche da come vengono fatte, da chi le conduce e dal grado di approfondimento proposto. Se può essere molto interessante seguire le rassegne stampa radiofoniche (per esempio “Prima Pagina” su RadioTre) perchè propongono la lettura ed il commento dettagliato di alcuni articoli, ciò è meno vero, in generale, per le rassegne stampa televisive, dove ci si ferma spesso al solo titolo principale e la noia è facile che prenda il sopravvento. Ma in fondo mi dispiace che siano sempre meno i tg che prevedono questi spazi che -rispetto all’omologato panorama informativo di molti tg- rappresentano uno dei pochi momenti di vivacità ed originalità.
    Saluti.

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  6. Giano

    Caro Libero, il discorso sui prezzi meriterebbe ben altro approfondimento.
    Sui prodotti della terra ci guadagnano tutti più di quanto ci guadagni il produttore, il quale però, a sua volta, può contare sui soliti aiuti e contributi dello Stato o della UE.
    E tutti hanno interesse a mantenere questo stato di cose: tutti eccetto, ovviamente, i consumatori.
    Ogni tanto le varie associazioni si inventano qualche iniziativa eclatante, giusto per far vedere che si occupano del problema, e poi tutto torna come prima.
    Ok, lasciamo andare…meglio.

    Cara Ebe, grazie per l’articolo.
    In verità, forse può sembrare un po’ fuori dalle righe, forse eccesivo, ma contiene un fondo di verità.
    E’ la stessa verità che anch’io, in diverse occasioni e sotto vari aspetti, cerco di evidenziare.
    Ma poi, alla fine, l’importante è…accendere una candela!
    Meglio che stia zitto…

    Amfortas, faccio un esempio facile facile.
    Io sono nato in una casa di agricoltori.
    L’unica preoccupazione era quella che fosse una buona annata.
    Se l’annata era buona si faceva festa e si riusciva a risparmiare qualcosa.
    Se l’annata era cattiva si aveva pazienza e si tirava la cinghia ( si fa per dire…).
    Ora non ci sono più annate buone e annate cattive.
    Il reddito deve essere garantito sempre e comunque.
    Se si produce poco, per cause naturali, intervengono gli aiuti di Stato o UE per compensare i danni.
    Se l’annata è ottima, con un eccesso di prodotto. cala il prezzo e, quindi, ancora per tutelare i produttori si interviene con altri aiuti vari…
    Non mi sto inventando niente.
    Basta fare un piccolo sforzo di memoria e ci si ricorda casi del genere, soprattutto per quanto riguarda l’agricoltura.
    Ma gli altri settori non sono da meno.
    Ok, ….va tutto bene…

    Caro Bud, hai ragione.
    Ma sai, ormai la gente è abituata a bersi tutto.
    Quindi, se crede ai discorsi dei politici perchè non dovrebbe credere a Pinocchio?
    Coraggio…

    Caro Strepto, mi sembra chiaro che mi riferisco alle rassegna stampa in TV.
    L’idea iniziale forse era buona, ma cosa è diventata?
    Una semplice elencazione frettolosa di titoli molto simili sulla stessa notizia.
    E, onestamente, trovo la cosa molto, ma molto stupida.
    Diverso sarebbe se la rassegna stampa fosse un’occasione per evidenziare articoli specifici presenti all’interno dei singoli quotidiani.
    Ecco, allora lo capirei, perchè se ritengo quell’articolo interessante, magari vado ad acquistare quel quotidiano.
    Ma se tu, giornalista del cavolo, mi leggi in fretta e furia i titoli di dieci quotidiani, tutti uguali o molto simili, mi vuoi dire a che cazzo serve?
    Punto, punto… due punti e punto e virgola (alla Totò).

    Buona serata 🙂

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