Poesofia di ferragosto…


Tutti al mare, tutti al mare ( a mostrar le chiappe chiare…). Io lo trascorrerò a casa, al fresco, con tutte le provviste necessarie alla sopravvivenza ferragostana. E, tanto per non perdere le buone abitudini, diamo uno sguardo al blog. Anche qui si respira aria di vacanza; pochissimi post, poco traffico. Leggo un post che invita a leggere il Corriere on line. Difficilmente leggo i quotidiani, ancor meno quelli on line. Gli articoli sono spesso ridotti e poi la cronaca non è propriamente la mia passione. Mi lascio tentare e vado sulla pagina "cultura" del Corriere. Ci sono diversi articoli dedicati alla scomparsa del Nobel Czeslaw Milosz. Leggo un articolo di Vittorio Strada " Milosz, la poesia dell’esilio che unì l’Europa". Niente di speciale, il solito pezzo che più che cercare di farci capire l’essenza della poesia di Milosz sembra volerci informare, con escursioni a 360 gradi, dalla politica alla religione, dalla guerra fredda agli intellettuali russi oppressi dal regime, delle conoscenze letterarie dell’autore dell’articolo. Niente di nuovo sotto il sole; solita inguaribile mania dei nostri "intellettuali". Mi colpisce, tuttavia, la conclusione del pezzo: " Quanto a Iosif Brodskij queste sue parole su un suo compagno di sorte e sulla qualità della sua poesia possono concludere questo ricordo di Milosz: «La poesia di Czelaw Milosz…non risponde alla domanda "come vivere", ma a quella "per cosa vivere"». " Bella frase, vero? Sì, davvero una bella frase. Ma, come ho ripetuto in diverse occasioni, non sempre le belle frasi sono anche vere. Spesso sono solo belle. Vediamo se è il caso di questa affermazione di Brodskij. Affermando che la poesia di Milosz risponde ad una domanda, significa affermare che la poesia in generale, debba rispondere ad una qualche domanda. Ma il porsi domande e cercare le risposte non è attività peculiare della poesia, ma della filosofia. La frase, quindi, contiene già un errore di base. La seconda osservazione riguarda l’accostamento fra il "come vivere" messo in contrapposizione al " per cosa vivere". Ora, non occorrono grandi sforzi mentali per capire che definire il "come vivere" implica necessariamente sapere anche il " per cosa vivere", ovvero lo scopo, il fine dell’azione del vivere. Non avrebbe alcun senso stabilire delle norme sul come vivere, se non si tiene conto della motivazione per cui si intende vivere in un certo modo. Non avrebbe senso, sarebbe come fare qualcosa senza sapere il perchè la si fa; sarebbe semplicemente stupido. Quella antitesi, quindi, è ugualmente falsa. O quanto meno, la frase è ridondante. Direi che questo accostamento fra poesia e filosofia, forse involontario, lascia perplessi, specie se fatto da chi dovrebbe conoscere bene la differenza. E’ una osmosi impossibile da realizzare. E’ come voler amalgamare l’acqua con l’olio; operazione notoriamente molto difficile. E questi sono gli intellettuali, i rappresentanti ufficialmente accreditati della "cultura". Figuriamoci gli altri! Già, non sempre le belle parole sono anche vere. Spesso sono solo belle!
Riferimenti: ( Torre di Babele )

8 pensieri su “Poesofia di ferragosto…

  1. amica

    Il fatto che abbia scelto un periodo di voluto distacco non significa che non segua chi stimo ed apprezzo.
    Credo che molti confondano la diverse discipline, per cui scrivendo, come in questo caso, su un poeta e la sua poesia, impiegano terminologie e pongono quesiti che appartengono a tutt’altra disciplina e in quella considerata in questo momento c’entrano come i cavoli a merenda. La confusione, a mio avviso, piu’ ricorrente la troviamo tra il linguaggio cinematografico e il linguaggio teatrale che dovrebbero essere completamente differenti poiche’ il cinema discende dal mito (racconti, parole) ed il teatro dal rito (che sia baccanale o partita di calcio), invece troviamo un’appiattimento che elude le differenze (e semplifica molte cose), ma non ha importanza…chi se ne accorge.
    Scusa se mi sono un po’ dilungata. Un’abbraccio.

    "Mi piace"

  2. Alessandro

    Ciao Giano, è già nè, come vedi l’avevamo anticipata questa nebbiolina grigia che venendo dalle spiagge, dalle montagne, dai laghi o da tutta la campagna unite, si aggira nei blog a noi tanto cari, dai quali non ci stacchiamo mai, sudaticci da città, freschi da condizionatore, portatili da campagna, blu-toth o linea, insomma, ne abbiamo già parlato, noi ci siamo e gli altri a mostrar le chiappe chiare. Noi, e come vedi, ogni tanto si affaccia qualcuna o qualcuno, basterà per richiamarli accontentarci del solo nome (o nick), vi preghiamo io Giano, Philnavi, Rosagialla, Mary e tanti altri: lasciate l’indirizzo, potremme persino contattarvi in caso di “solitudine” e di “confronto”.
    Riguardo la programmazione tv: caro Giano, io vecchio benemerito dello sport italiano, sono felice per le Olimpiadi (anche perché le ho toccate con mano!), almeno, varia l’interesse, attenuano la noia pomeridiana, serale di serial datati, barzellettate idiote, canzoncine ipnotizzanti. Lascia, lo sport – non sto parlando di calcio – quello che pochi conoscono, e le Paraolympiadi (dedicate ai perfettamente abili) ci aiuteranno a evitare l’abbronzatura.
    Ciao Giano e saluti a tutti quelli che interverranno (con l’indirizzo web, grazie, si è lo stesso anonimi, già ne abbiamo polemizzato, vedere precedenti post).
    Buon Ferragosto
    Alessandro

    "Mi piace"

  3. liberodivolare

    La Poesia è definita “Arte di esprimere, in forme ritmiche estranee alla prosa, idee, sentimenti e realtà secondo la propria visione del mondo”.
    Inoltre, può essere interpretata, quando è usata come aggettivo, come sensibilità e anche fantasticheria, illusione.
    Il significato etimologico, dal latino poësi(m) e dal greco pòiësis, è fare, produrre.

    Filosofia significa: Attività intellettuale che mira ad elaborare una concezione complessiva e razionalmente fondata della realtà del mondo e dell’uomo.
    Etimologicamente, dal latino Philosophïa(m) e dal greco Philo e Sophìa (amore del sapere).

    Se volessimo coniare il termine Poesofia potrebbe significare “facciamolo per amore del sapere” il che dovrebbe dare al termine anche una notevole importanza.
    Non so se devo attribuirti la paternità di questa parola composta, che diventerà, prima o poi, vocabolo a tutti gli effetti, ma mi sconfinfera aggiungere un nuovo termine al vocabolario che abbia una funzione così nobile e meritevole di essere al culmine dei pensieri di ogni essere umano che ne faccia, del termine stesso e del suo significato, ragione di vita ed insegnamento per i posteri.
    Se noi applicassimo o prendessimo tutti gli atti della nostra vita con un po’ di poesofia rafforzeremmo il concetto del prenderla con filosofia aggiungendo alla semplice accettazione e alla serenità d’animo anche una funzione morale e di proposizione.

    (Scusate i pensieri ferragostiani ma fa caldo e la mente vola per raggiungere strati atmosferici più freddi in modo che le meningi non soffrano e si possa poesofare in pace).

    Sulla disquisizione “come vivere” e “per cosa vivere” non ho nulla da aggiungere tranne che rafforzare il giudizio, espresso in precedenza, sui giornalisti sportivi, allargandolo agli intellettuali che vogliono, non so per rafforzare il loro Ego o per rafforzare la loro presunta superiorità di parolai, per forza impegolarsi a parlare di cose che spesso hanno solo di sfuggita annotato leggendo, a loro volta, commenti di altri parolai, creando così una catena di tanti parolai che non ha fine e che poco per volta stravolge qualsiasi argomento di cui si parli.

    Anch’io mi sono rintanato nel bunker e tornerò libero quando avrò consumato acqua e provviste che ho accumulato in questo lungo e travagliato anno.

    Ricambio il Ferragostiano augurio.

    "Mi piace"

  4. Philnavy

    Una colta ed acuta osservazione , anche in questo canonico giorno dedicato allo stravacco totale, non merita uno sciocco commento e, pertanto, mi astengo doverosamente dal farlo.
    “Mi consenta” solo di proporre, in omaggio ad un grande poeta, una sua bella poesia dedicata a Campo dei fiori e a Giordano Bruno, eretico ivi “abbrugiato vivo” e nato non lontano da dove scrivo, che si può leggere su targa nella stessa piazza.
    “”Proprio su questa piazza
    Fu arso Giordano Bruno[..]
    Si dirà che la morale
    E’ che a Varsavia o a Roma
    La gente si diverte, ama
    Incurante dei martiri sul rogo.
    Oppure si vedrà la morale
    Nella fugacità delle cose
    Umane, nell’oblio che nasce
    Prima ancora che il fuoco cessi.
    Io invece pensavo allora
    A quelli che muoiono soli,
    Pensavo che quando Giordano
    Salì su quel patibolo,
    Non trovò nella lingua umana
    Nemmeno una parola
    Per dire addio all’umanità.
    L’umanità che restava.
    [??.]

    Buon ferragosto!!
    Phil

    "Mi piace"

  5. Giano

    Ciao Amica,
    sì, credo proprio che spesso si faccia un po’ di confusione.
    Anzi, ad essere sincero, se dovessi guardarmi intorno e definire con una sola parola la situazione generale, la parola che mi torna più spesso in mente è proprio quella “confusione”, in tutti i campi.
    E la cosa peggiore è che questa confusione crea opinione generando nuova confusione che finisce per autoalimentarsi.
    E la cultura ne è uno splendido esempio.
    Buona giornata…:)

    "Mi piace"

  6. Giano

    Ciao Alessandro,
    vedi, io non ce l’ho con lo sport o con chi lo segue, ma con l’eccesso di sport.
    Semplicemente perchè ritengo che ci siano cose più importanti alle quali, invece, non viene dedicata nessuna attenzione.
    La prova è che si concedono più aiuti allo sport che alla ricerca.
    Tanto è vero che ogni giorno nasce una qualche nuova associazione che deve elemosinare finanziamenti contando sugli aiuti di privati cittadini.
    Per salvare il calcio, invece, si è mosso il Parlamento, coinvolgendo, per quanto di sua competenza, perfino il Parlamento europeo.
    Non ti pare che ci sia uno sbilanciamento?
    Buona serata a te…:)))

    "Mi piace"

  7. Giano

    Caro Libero,
    credo che mi si possa tranquillamente attribuire la paternità di questo neologismo, coniato al momento di dare un titolo al post.
    E mi piace la tua interpretazione.
    Sinceramente credo che quella sia, nel mio piccolo, l’unica certezza in un mare di dubbi:
    vivere e operare per l’amore del sapere.
    Tutto il resto è superfluo.
    Da questa considerazione nasce la mia visione del mondo.
    La vita è giustificata solo dall’amore per la sapienza e la bellezza, in tutte le sue forme.
    Tutto ciò che non contribuisce ad accrescere il sapere o non è utile al fine di creare emozioni davanti alla bellezza lo considero del tutto inutile, quindi…stupido.
    Sono pochi i concetti sempre validi e sono ancora quelli che già costituivano il fine della speculazione dei padri del pensiero umano: la ricerca del bene, del vero, del giusto, del bello.
    Il resto è inutile.
    O meglio, il resto è solo passatempo per menti mediocri.
    Anche i mediocri hanno diritto di vivere.
    Ciò che metto in dubbio è il diritto dei mediocri a condizionare, in quanto maggioranza, l’intera società umana.
    Mi è molto difficile accettare questo concetto.
    Ma evidentemente la ” Poesofia” non è per tutti.
    Pazienza.
    Ciao Libero…:)))

    "Mi piace"

  8. Giano

    Ciao Phil,
    grazie per l’apprezzamento e per i versi dedicati al grande Giordano Bruno.
    Ormai i roghi sono spenti, ma sono stati sostituiti con altri mezzi non meno drastici.
    Oggi non si brucia più il libero pensiero, semplicemente lo si emargina.
    Ma il risultato è lo stesso.
    Ciao Phil…:)))

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...