Rondini …(dedicato a Ninnì)


Sono nato in una grande casa campidanese, quella dei miei nonni, tipica di chi praticava l’agricoltura. C’era un grande loggiato aperto, che dava sul cortile, ricoperto col classico tetto in tegole sarde, che poggiavano su un intreccio di canne, sostenuto da una intelaiatura di grossi tronchi. E negli spazi fra i trochi e le canne c’erano i nidi delle rondini. Praticamente dentro casa. Quando arrivavano, a primavera, era giorno di festa. Portavano allegria con il loro continuo svolazzare. Immancabilmente, tutti gli anni, tornavano puntuali e cominciavano subito la paziente opera di pulizia del vecchio nido per prepararlo alla nuova covata. Poi arrivava il giorno che nascevano le rondinelle. Lo si sentiva dal leggero pigolio. Instancabili andavano avanti e dietro portando da mangiare ai piccoli. Era uno spettacolo vederle volteggiare alte ed eleganti o tuffarsi in picchiate improvvise e incredibili acrobazie. Erano tante che, al tramonto, ricordavano le frecce persiane alle Termopili: oscuravano il sole. Piccolo inconveniente: anche le rondinelle facevano i bisognini e li facevano, posandosi sul bordo, fuori dal nido. Col risultato che il pavimento sottostante era sempre sporco di macchie biancastre. E ricordo che nonna più volte al giorno si armava di pazienza e straccio e ripuliva. Non l’ho mai sentita lamentarsi della presenza delle rondini. Le considerava di buon auspicio, una sorta di benedizione della casa. Erano i tempi in cui anche le rondini facevano parte dei segnali antichi ed inconfondibili che regolavano le stagioni. Disturbarle o, ancora peggio, distruggere il nido era considerato un peccato, quasi un sacrilegio, oltreché portare sfortuna. Le rondini erano sacre. Come era sacro il pane e tutto quello che proveniva dalla terra. La terra stessa era sacra. Erano i tempi in cui la gente amava le cose semplici e rispettava la natura perchè da essa traeva sostentamento. Si imparava presto a rispettare le cose "sacre"; facevano parte della cultura che ci veniva insegnata fin da bambini. Tutto questo succedeva quando ancora non c’era il WWF, gli ecologisti, gli ambientalisti, i Verdi, Greenpeace e Al Gore. Prima che cominciassero a distruggere il mondo.  Quel tetto non c’è più. Non c’è più il nido e non c’è più nonna. E quelle poche rondini, ogni anno sono sempre meno, che vedo volteggiare alte nel cielo non sembrano più gioiose, quasi non provassero più il piacere di una volta nel regalarci lo spettacolo dei loro voli. Distratti come siamo da mille inutili e superficiali diversivi, forse non riusciamo più ad apprezzarle ed emozionarci. E forse le rondini lo hanno capito, si sentono trascurate. Ecco perché sembrano tristi. O forse sono io che le guardo con tristezza. In fondo, è lo stesso… 
Riferimenti: ( Torre di Babele )

15 pensieri su “Rondini …(dedicato a Ninnì)

  1. zampadura

    Quant’e’ giusto e vero quello che descrivi. Lo sai che anch’io ho un nido di rondini nell’ingresso di casa? Da anni ormai tornano a questo nido.
    Giano, mi hai sorpreso, ma proprio lasciato a bocca aperta dicendomi di essere sardo. Non lo sapevo anche se pensavo abitassi su un’isola, forse perche’ non scrivi mai in dialetto, cosa amata dalla maggior parte dei bloggers sardi. Si impara sempre qualche cosa! Ciao, buon we .

    "Mi piace"

  2. Giano

    Ciao Zampaecologia…
    davvero hai un nido di rondini?
    Sono felice per te…portano fortuna.
    I mio nido purtroppo non c’è più
    Ad un certo punto è stato necessario ristrutturare la casa, rifare il tetto e quindi il nido è scomparso…
    Ma lo ricordo con nostalgia, fa parte dei miei ricordi di bambino…
    Sorpresa che sia sardo?
    Ok, ora lo sai.
    Perchè non scrivo in sardo?
    Non mi sembra corretto nei confonti di chi non lo capisce.
    Anche se lo parlo quotidianamente con i miei compaesani.
    Tempo fa avevo perfino fatto delle ricerche sui termini più obsoleti, per risalire all’etimologia.
    E come se non bastasse, ho perfino scritto una commedia in sardo.
    Ma il blog lo leggono tutti, non solo i sardi.
    Ciao, salutami le tue rondinelle…:)))

    "Mi piace"

  3. oriana e ninnì

    bello.
    grazie..vedere fotografie e sentire storie felici di rondinelle non so se mi fa bene o se mi fa sentire ancora di piu il mio fallimento per non essere stata capace di donare le liberta’ a Ninnì. in cuor mio so di aver fatto quanto era in mio potere…ma non mi basta. non baasta a non farmi guardare con un pizzico d’invidia le rondini che volano fuori casa e con tanta malinconia gli occhi della mia piccola quando anche lei gurda fuori e ascolta le loro voci con gli occhi velati di tristezza.
    oriana

    "Mi piace"

  4. boh!

    hai davvero ragione su quante rgole e forzature abbiamo voluto mettere, invece di rispettare, e aggiungerei ASPETTARE, la natura!
    Certe volte penso che dovrò raccontare delle cose ai miei figli che loro non vedranno mai! …è terribile.
    …buonanotte!

    P.S.: ho ua grande ammirazione per i sardi! …è gente davvero speciale +++ doppio bacio

    "Mi piace"

  5. Ebe

    Vedendo questa immagine e leggendo le parole ho seguito il filo dei pensieri e…

    Anch?io sono nata in una casa sotto il cui tetto c?erano parecchi nidi di rondini, sembravano tante villette a schiera una di fianco all?altra, una sorta di villaggio, e tanti sono rimasti per molti anni perché sarebbe stato una sorta di sacrilegio distruggerli. La casa l?ho dovuta lasciare due estati fa e spero che i nidi ci siano ancora. Certo, i generosi ?regali? che le rondini fanno fuori dai nidi, volteggiando con eleganza qua e là sono poco simpatici: le tende da sole erano irrimediabilmente macchiate nonostante i frequenti lavaggi, senza contare il quotidiano lavoro di pulizia in ogni dove.
    Quando arrivavano, alle prime avvisaglie della primavera, era una festa. Prendevano possesso dei vecchi nidi e provvedevano alla riparazione delle parti danneggiate durante l?inverno, oppure procedevano con la costruzione abilissima di quelli nuovi impastando fango e fuscelli erbacei e attaccando il tutto al muro con notevole abilità.
    Ammiravo la solerte e indaffarata operosità della cova dei piccoli, poi la loro voracità continua da affamati perenni e i rispettivi genitori che si affannavano per portare loro il cibo necessario
    D?estate, al mattino presto, mi svegliavo sentendo gli allegri concerti provenienti dai nidi e la sera, quando c?era una frenesia felice di voli e intrecci aerei perfetti prima di ritirarsi a dormire, io mi sentivo contenta e anche invidiosa per tanta semplice felicità e perfezione.
    Più volte le ho invidiate, le rondini, simbolo di libertà, di viaggi oltreoceano, ma anche di fedeltà alle abitudini, ai luoghi, padrone del loro destino, ma anche rispettose del destino stesso nel nome di un istinto alla vita che impone regole semplici e necessarie.
    Le stesse che mi hanno spesso trattenuto dal maltrattare il mio gatto quando, in obbedienza a tale principio vitale, ha spesso dato la caccia ai piccoli, appostandosi furtivo e spiando i loro primi voli incerti per piombare su qualche piccola vittima sacrificale e portarmela sullo zerbino della porta come trofeo.
    Ricordo che da bambina un piccolo era caduto dal nido e piombato a terra ancora palpitante di vita. L?avevo raccolto e tenuto stretto tra le mani, accarezzando le piume nere, quasi azzurrine, della coda, desiderando che vivesse ancora. Non sono riuscita a salvarlo, come non sono mai riuscita a salvare altri passeri che trovavo agonizzanti ogni tanto, e l?ho seppellito nel giardino, dentro una scatola di cartone. Ricordo che il pensiero magico di quei momenti rivolto alla piccola rondine, pensiero tipico di una bambina sognatrice, era questo: trasmettimi un po? della tua abilità di volare, voglio volare anch?io un giorno come te…

    Oggi so che si può volare anche senza ali e senza alzarsi da terra. E? un desiderio forte che mi porto dentro da tempo immemorabile, che devo ancora realizzare e che si fa sentire prepotente e forte proprio quando vedo le rondini volare libere nel cielo.

    Ciao a tutti 🙂

    "Mi piace"

  6. Il Giomba

    Caro Giano , i miei complimenti .
    Questo articolo infonde un senso di serenità come pochi altri , ma allo stesso tempo fa riflettere , e fa si che ci si ponga delle domande , su ciò che era e adesso non è più …

    P.S. A te che piaciono le immagini , se passi dal mio blog ne ho creata una ltra per il mio articolo .
    Poi mi fai sapere come ti pare ….

    A proposito : carine le rondini !

    "Mi piace"

  7. nerofumo

    sembrano le cantanti di un coro swing anni 50

    Rimarrà ancora qualcosa di sacro?
    Ora solo i soldi sembrano essere sacri.
    Le rondini sono le vittime della logica industriale applicata all’agricoltura.
    Non saranno le uniche.

    Un saluto, grazie per avermi fatto ricordare di quando da bambino le vedevo svolazzare dal balcone della camera di mia madre e mi chiedevo come diavolo facessero a volare così veloci.

    "Mi piace"

  8. Giano

    Grazie a voi tutti,
    è bello anche condividere questi semplici ricordi e scoprire che siamo in tanti ad amare queste eleganti creature alate…

    Cara Oriana, spero proprio che la tua Ninnì riprenda a volare, se non altro per ripagarti delle cure che tu le hai prestato amorevolmente…

    Ekaterina, ti ringrazio…forse non sono il migliore, ma il bacio lo accetto e ricambio…:)

    Boh, hai ragione e purtroppo sono molte, troppe le cose che non vedremo più…

    Ciao Black, grazie per la visita e buona giornata…:)

    Cara Ebe, condividiamo ricordi molti belli…
    Grazie per averci regalato i tuoi ricordi.
    Purtroppo non ci sono solo gli eleganti volteggi, ci sono anche i gatti…
    E proprio stamattina ho trovato in cucina i resti di un lauto banchetto…
    Già, nel mio piccolo giardino ci sono anche i passeri, ma…ci sono anche i gatti.
    E così succede che ogni tanto qualche passerotto, letteralmente, ci lasci le penne…
    Così va il mondo.

    Caro Giomba, sono domande ricorrenti…ma non è che si era più felici allora?
    Lo so, sembra la solita domanda banale, ma…il dubbio resta.
    Verrò a vedere cosa hai combinato di nuovo e di bello…:)))

    Nerofumo, grazie per il commento…
    Anche a me hanno fatto pensare ad un quartetto che canta a squarciagola…troppo carine…)))
    Hai ragione, ancora oggi vedendole volteggiare resto sorpreso dalla loro velocità ed eleganza…
    In quanto alle cose sacre, oggi non lo sono più nemmeno le cose che dovrebbero esserlo nel vero senso del termine.
    Perfino le processioni che una volta erano manifestazioni di fede si sono trasformate in passeggiate profane per gruppi folkloristici, più simili a sfilate di moda che a processioni.
    Oh tempora, oh mores…

    Sara, sono felice che tu possa godere della loro compagnia, ti porteranno fortuna…:)))

    "Mi piace"

  9. MissMagda

    Una meravigliosa immagine quella che ci racconti!
    Anche io ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente ecologico inconsapevole.
    Mio nonno mi insegnava a toccare le uova nei nidi senza che le mamme se ne accorgessero, ti confido il segreto, bisognava alitarsi sulle dita e sulle unghie e miracolosamente anche se toccavi l’uovo la mamma non se ne accorgeva e non lo buttava fuori dal nido….
    Vorrei che oggi fosse ancora così, più puro, più pulito, meno consumistico.
    Non per ideologia, ma per amore verso me stessa.
    Bello, e tutto stà svanendo, piano piano, senza che ce ne accorgiamo.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...