Democrazia e assemblee condominiali…

Uno dei tabù moderni? La democrazia! Nessuno oserebbe metterla in discussione, se non a proprio rischio e pericolo. Eppure, io qualche dubbio lo avrei! La democrazia, il cui significato etimologico è "governo del popolo" (che significa tutto e niente) si basa sul concetto che il governo viene esercitato dal popolo attraverso propri rappresentanti liberamente eletti. E, detta così, sembrerebbe la migliore delle possibili forme di organizzazione sociale. Ma siamo sicuri che i rappresentanti del popolo siano eletti liberamente? Poter votare liberamente non significa "scegliere" liberamente. La libera elezione dei padroni non abolisce né i padroni, né gli schiavi! La scelta, infatti, si limita ai candidati presenti nelle varie liste. Quindi, già la scelta è limitata ad un numero ristretto di persone. I candidati, inoltre, non sono scelti liberamente dai cittadini, ma dai partiti o movimenti i quali decidono quali persone candidare. Né potrebbe un cittadino qualunque decidere di costituire un proprio partito o movimento, benchè in teoria ciò sia possibile. Le spese sarebbero eccessive e difficilmente sostenibili per un cittadino che non disponga di grandi risorse finanziarie. Quindi, solo una persona molto ricca potrebbe decidere di costituire un proprio partito. In alternativa non resta che aggregarsi a movimenti già esistenti e sperare di essere candidati. Il cittadino può, quindi, solo votare per una ristretta cerchia di persone, all’interno di una lista proposta da altri. E già questa è una forte limitazione all’affermazione iniziale "libera elezione dei rappresentanti del popolo". La frase più corretta sarebbe: "Libera scelta dei rappresentanti fra i candidati presenti all’interno di liste proposte da gruppi organizzati". Ed è facile constatare che, stando così le cose, la libertà di scelta è fortemente limitata. Alla fine delle consultazioni elettorali avremo dei rappresentanti che rappresentano non il popolo, ma i partiti che li hanno candidati. E la differenza non è da sottovalutare. Il secondo aspetto da prendere in considerazione riguarda le particolari attitudini e capacità necessarie per governare o, quantomeno, occuparsi di politica. La politica è, per definizione, la scienza o l’arte di governare. Arte, quindi, particolarmente difficile e complessa che richiederebbe grandi capacità e competenze specifiche nella organizzazione della società. Sembrerebbe logico che, pertanto, solo chi possieda qualità particolari, attinenti alla politica, possa dedicarsi ad un così alto compito. E sembrerebbe ancora logico pensare che, di conseguenza, solo persone che abbiano dimostrato di possedere tali qualità possano dedicarsi alla politica. E sarebbe del tutto comprensibile che, per dimostrare di possedere le qualità necessarie, si debba superare un qualche esame o test che accerti le reali capacità dei candidati. Ora, come tutti sanno, per fare il bidello in una scuola, o qualunque altra attività, anche la più umile, occorre presentare domanda, avere dei requisiti di età, titolo di studio etc…Occorre, inoltre, superare preselezioni, selezioni e prove varie. Solo dopo aver superato le varie prove previste dal concorso si può sperare di essere assunti per fare il bidello! Per fare il parlamentare non occorre niente di tutto questo. Si può essere degli emeriti cretini e sedere in parlamento. Nessuno ci garantisce che le persone che vengono elette abbiano i requisiti necessari per occuparsi di politica. E tenuto conto che, come si diceva, la politica è una scienza complessa che richiede doti e capacità particolari, è semplicemente assurdo ed incredibile che coloro che si dedicano alla politica non debbano superare neanche un minimo di test attitudinale. Tutti sappiamo che nella vita quotidiana, ogni volta che abbiamo bisogno di ricorrere a terze persone per lo svolgimento di mansioni o consulenze specifiche, ci rivolgiamo a degli specialisti nei vari settori. Se stiamo male andiamo dal medico, se l’auto non funziona la portiamo dal meccanico e se il rubinetto perde chiamiamo l’idraulico. Ovvero, ci rivolgiamo a delle persone che hanno delle competenze specifiche nel campo che ci interessa. Nessuno sarebbe così pazzo, se avesse un bambino malato, da organizzare una assemblea condominiale per decidere, a maggioranza, come curare il bambino. A meno che non sia un palazzo abitato esclusivamente da medici. Ora, stando così le cose, viene spontaneo porsi una domanda più che legittima. Come mai si affida una attività difficile e complessa come l’organizzazione della società a delle persone che , nella maggior parte dei casi, non conosciamo e che non hanno dimostrato in alcun modo di avere le capacità , le doti e la preparazione specifica che la politica richiede? Eppure, strano, ma vero, questo è proprio quello che facciamo…in democrazia!
Riferimenti: (Torre di Babele)

2 pensieri su “Democrazia e assemblee condominiali…

  1. MissMagda

    Mi fai pensare ad un servizio di Striscia la Notizia di tempo fa in cui dei parlamentari in pieno svolgimento di una seduta risultavano inquadrati poco sopra al collega che aveva la parola in quel momento.
    Nella sequenza si vede uno dei tipi rispondere al cellulare, parlare per qualche secondo e poi posizionarsi meglio in modo da essere inquadrato a tutto busto, salvo poi dire anche agli altri al suo fianco di abbassarsi per essere inquadrati meglio.
    Ecco quello che vanno a fare!
    Un’altra cosa che non capisco è come i ministri possano passare dal dirigere il Ministero della sanità a quello degli esteri e quello delle infrastrutture senza avere alcuna attitudine in materia!!!
    Possibile che se una deve fare la cassiera al supermarket deve presentare attitudini varie mentre per fare il ministro occorre soltanto rimpastare?
    E soprattutto perchè nessuno fa niente?
    E’ successo un casino quando Berlusconi ha preso il ministero degli esteri ad interim, ma cosa cambiava per noi?
    Incompetente lui, incompetenti gli altri… tanto vale….

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