Il drago e la principessa (udite, udite…)

Notte in bianco, in tutti i sensi. Succede! E allora si naviga in rete. E, fra l’altro, vado a rivedere un sito che visito spesso. Proprio ieri, in questo sito, leggevo un post che riportava un passo di un filosofo bulgaro. Lo riporto, di seguito, interamente.

Nelle fiabe di tutti i paesi si ritrova il tema della bella principessa che un drago tiene prigioniera in un castello colmo di tesori. Parecchi cavalieri si presentano per liberarla, ma tutti sono vinti dal drago… Fino al giorno in cui giunge infine un bel principe al quale una maga, che conosce le debolezze del drago, ha confidato un segreto per vincerlo. Una volta vincitore, egli libera la principessa e che dolci baci si scambiano! Ormai, tutti i tesori accumulati da secoli nel castello appartengono al bel principe che ha riportato la vittoria grazie al suo sapere, al suo coraggio e al suo amore. Poi, saliti entrambi sul drago che sputa fuoco, se ne vanno a percorrere il mondo. In realtà, queste fiabe hanno un significato iniziatico profondo, poiché parlano dell’uomo e della sua vita psichica. Il drago rappresenta la forza sessuale; il castello è il corpo con tutti i suoi tesori; la principessa è la nostra anima che il principe, il nostro ego, deve liberare. Infine, le armi di cui si serve sono i mezzi che abbiamo a nostra disposizione: la volontà e il sapere che ci permettono di dominare quella forza e di utilizzarla.” (Omraam Mikhaël Aïvanhov)

La mia prima considerazione, leggendo questo brano, è stata quella di pensare che ci troviamo di fronte al solito “pensatore” che, non trovando di meglio da fare, e volendo dire qualcosa di originale, spiazza il lettore prendendo spunto da un argomento, come le favole, lontanissimo da connotazioni di carattere sessuale e spiegarlo ed interpretarlo proprio in chiave sessuale. E mi viene spontaneo fare anche un’altra considerazione che mi torna spesso in mente, quando mi trovo di fronte ad affermazioni chiaramente opinabili, ma fatte da personaggi autorevoli. Spesso l’attendibilità di certe affermazioni non deriva dalla veridicità o validità delle stesse, ma dalla reale o presunta autorevolezza di chi le pronuncia.

Se le affermazioni sopra riportate le avesse fatte, giusto per fare un esempio, un ipotetico Boicheddu Bruquittu, al bar dello sport di Tresnuraghes, gli avrebbero risposto con una raffica di pernacchie. Ma se quelle affermazioni le fa un tale che si chiama “Omraam Mikhaël Aïvanhov “… Minchia !?! Uno con un nome così deve essere sicuramente un cervellone; e tutto quello che dice sembra scaturire da lunghe e profondissime riflessioni. Chissà perché più i nomi sono lunghi, difficili, stranieri e…impronunciabili, e più i personaggi sembrano importanti e autorevoli. Se dovessimo prestar fede a quanto afferma Aïvanhov potremmo spiegare tutto in chiave sessuale, perfino l’orario delle ferrovie.

Decidete, per esempio, di fare un viaggio in treno ? Attenti, il desiderio di visitare una città potrebbe essere semplice sublimazione di una pulsione sessuale. La città è nient’altro che l’inconscio oggetto del vostro desiderio e bramate possederla, penetrando nel suo ventre, con un lungo treno che rappresenta…(indovinate un po’…) Così se domani un amico mi dicesse che deve recarsi a Roma, per lavoro o vacanza, potrei rispondergli: ” Guarda che apparentemente tu vai a Roma, ma in realtà, sotto sotto, la tua è solo voglia di scopare!” O no ? Boh, mah, sarà, però, chissà, ma a me sembra una cazzata bella e buona! E a voi?

11 pensieri su “Il drago e la principessa (udite, udite…)

  1. Renata

    Giano tu non finirai mai di stupirmi!!!Le tue considerazioni sono un’ interessante alternativa al filone di pensiero che da Freud in poi ha usato l’interpretazione sessuale come metafora di ogni atto mentale e non.
    Purtroppo ho i minuti contati devo andare a lavorare anzi ti comunico che sono in ritardo….
    una buona giornata a te!!!

    Mi piace

  2. Ebe

    Ciao Giano, tu avrai avuto una notte insonne, io ho dormito ma il caldo mi fa svegliare più stanca di quando sono andata a letto, com’è questa storia?
    Quindi leggo ora in stato comatoso le tue considerazioni e non mi viene in mente nulla di intelligente da dire (!)… però… accidenti, come la mettiamo col fatto che io adoro viaggiare in treno e che, se potessi, farei un bel viaggio lunghissimo su un treno tipo Orient Express o Transiberiana?? Secondo te devo pensare che soffro di strane turbe poco simpatiche?
    Anzi, che ne dici se organizziamo un bel viaggio di qualche migliaio di chilometri? Può darsi che in una bella cuccetta, cullato dallo sferragliare delle rotaie, forse è la volta buona che dormi. Magari prima ti rileggi anche qualche fiaba che così ti concilia il sonno e dormi.
    Dormi e basta, ok??!!

    Mi piace

  3. emilio

    Credo che la cosa sia un po’ più complessa: se Cicco Paoletta (notissimo deficiente del Bar Sport) dice una cosa seria, la torma di buontemponi a corredo lo deriderà per certo?
    Da cosa nasce la derisione (o l’approvazione): dall’ambiente? dalla quantità di persone? dalla qualità di persone?
    Se Cicco la dice in chiesa, si commuove anche il cane del prete. Se la dice ad un solo amico alla volta, ha buona probabilità di essere ascoltato, Se la dice al prete, sarà sicuramente ascoltato.
    Questo per fare solo un esempio.
    Prendi Excel, fai una tabella probabilistica, righe colonne, il protagonista e lo scenario.
    Poi prendi una granita al limone. MMhhh, quant’è buona.
    Ho detto una cretinata?

    Mi piace

  4. Giano

    Ahi, Emilio…poni delle domande di difficile soluzione.

    Però. al di là delle battute, in ciò che dici c’è un fondo di verità. Ma è un discorso troppo serio.
    Magari, prima o poi, vediamo di affrontarlo.
    Il mio voleva essere un commento tra il serio ed il faceto (come mi succede spesso), però credo veramente che spesso si accetti e si dia per scontata una certa affermazione, in maniera acritica, semplicemente perchè fatta da un personaggio illustre. Ne riparleremo…

    In quanto a excel, diciamo che è utilissimo, ma…la granita è meglio!
    Ciao Emilio…buona giornata.

    Mi piace

  5. sari

    Ciao Giano! Nel nostro immaginario, quello che è lontano da noi è sempre un po’ misterioso. E facilmente lo rivestiamo di potenza.
    Ma perchè abbiamo sempre bisogno di credere alle cose pensate da altri? Non ci crediamo capaci di pensare… creare teorie con la nostra testa? Se ci ascoltassimo di più… senza andare a cercare pareri già confezionati… staremmo tutti un po’ meglio.
    Ciao Giano. Buona notte per questa notte!!!
    sari

    Mi piace

Rispondi a ma che ne so Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...